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È uscito il nuovo film di Harry Potter. È l’ottavo e ultimo film nella serie. In preparazione di guardarlo al cinema, i miei ragazzi hanno deciso di vedere di nuovo tutti i film fin dall’inizio a casa. Per tre giorni erano davanti alla televisione guardando Harry, Hermione e Ron che stavano facendo battaglia contro serpenti, ragni, troll, draghi e Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato (il Signore Oscuro o Voldemort). Per la prima volta dopo tanto tempo, i tre ragazzi che vanno in età da 20 a 13, si stavano godendo la stessa cosa. Si erano seduti sullo stesso divano incantati di nuovo dalle storie di maghi e magia che J.K. Rowling ha tessuto prima nei suoi libri molto popolari che sono usciti nel 1997. Sarò sempre contenta che mio figlio maggiore abbia avuto l’opportunità di leggere tutti i libri prima che ci fosse un film. La sua immaginazione pura l’ha portato in avanti attraversare la seria senza avere nessun film dettare la sua visione. Comunque devo ammettere che i film sono davvero belli visualmente e sono fatti molto bene ed è sempre una bella esperienza guardarne uno.

Alcuni anni fa ho comprato il primo libro “Harry Potter e la pietra filosofale” in Italiano quando ero a Siena (perché questo è quello che io faccio quando sono in Italia…compro così tanti libri per riempire la mia valigia che non posso alzarla!) Ora lo sto rileggendo in Italiano mentre mio figlio minore sta rileggendolo in inglese. Ogni mattina controlliamo dove siamo nella trama. Mi piace il testo italiano, nonostante sia un po’ diverso della versione inglesi. Per esempio in Italiano alcuni nomi sono stati cambiati. Il maestro della scuola di Hogwarts in Italiano invece di essere chiamato Albus Dumbledore è chiamato Silente. Professoressa McGongall nella versione Italiana è Minerva McGranitt e Severus Snape è diventato Severus Piton. Anche le illustrazioni sono diversi nelle versioni Italiane.

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Leggendo i libri in Italiano è un buon modo per aumentare il vocabolario, perché sono ricci di parole descrittive. State attenti però perché ci sono anche belle parole inventate dalla scrittrice, come le loro controparti inglesi, che non hanno senso fuori contesto dei libri. Ecco un breve brano dal primo libro:

“Benvenuti a Hogwarts” disse la professoressa McGranitt. “Il banchetto per l’inizio dell’anno scolastico avrà luogo tra breve ma prima di prendere posto nella Sala Grande, verrete smistati nelle vostre Case. Lo Smistamento è una cerimonia molto importante, perché per tutto il tempo che passerete qui a Hogwarts, la vostra Casa sarà un po’ come la vostra famiglia. Frequenterete le lezioni con i vostri compani di Casa, dormirete nei dormitori della vostra Casa e passerete il tempo libero nella sala di ritrovo della vostra Casa. Le quattro Case si chiamano Grifondoro, Tassorosso, Corvonero e Serpeverde. Ciascuna ha la sua nobile storia e ciascuna ha sfornato maghi e streghe di prim’ordine.”

Siete pronti per entrare il mondo delle streghe e maghi? Allora un assaggio del nuovo film. È stato davvero eccellente! Lo so perché ho accompagnato i figli a guardarlo!

Non dimenticare di venire a trovarmi alla pagina di Facebook Studentess Matta. Ogni giorno metto link interessante sull’Italia.

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9 Comments

  1. Nella prima edizione del volume “Harry Potter e la pietra filosofale” è stata fatta una scelta infelice nella traduzione di “ravenclaw”.
    In italiano “ravenclaw” sarebbe “artiglio di corvo”, un nome meno evocativo e che nelle seguenti traduzioni è stato reso “corvonero”, ma nella prima edizione del libro chi lo tradusse decise che “pecora nera” poteva andare benissimo.
    Nel secondo libro credo sia avvenuta la stessa cosa e solo con il terzo è stata cambiata la traduzione.
    Probabilmente ci sono state altre scelte poco felici similari nella prima edizione ma al momento non le ricordo.
    Le edizioni seguenti però sono state tradotte in modo più attento; immagino che anche la qualità della traduzione dipenda dal numero di copie vendute…

    1. Non capisco la logica che sta dietro certe traduzioni. Purtroppo non sempre i traduttori riescono a cogliere l’essenza del testo originale e renderlo a dovere nella lingua di destinazione. Se poi ci aggiungi che spesso l’editore ci mette bocca, la frittata è bella e fatta. C’è una trilogia autobiografica, scritta da Harry Bernstein, molto bella, che narra della sua vita. Il salice dorato ha un’importanza tutta particolare nell’intera storia, e chi ha letto i tre libri lo sa bene. Ebbene, l’ultimo libro della serie, intitolato, appunto, “The Golden Willow”, è stato pubblicato con il titolo “Il giardino dorato”. Per la serie: una scelta del tutto immotivata e totalmente fuori contesto.

      1. Secondo me alcune scelte dipendono da quello che le case editrici, o distributrici, o comunque da chi commissiona le traduzioni, si aspetta che il pubblico possa o meno capire e quali espressioni siano più in grado di catturare l’attenzione del pubblico.
        Quello che stanno combinando con la saga fantasy di George Martin, che viene sminuzzata in un pulviscolo di libri con titoli inventati di sana pianta, o quello che hanno combinato con la serie “The nanny”, è un esempio di quante idee bislacche possano girare dietro al doppiaggio o alla traduzione.
        Potrei anche comprendere determinate scelte in una serie televisiva, perché la televisione pesca in un ampio bacino di utenza, ma coi libri faccio più fatica ad accettare certe cose.
        In Italia vendere centomila copie di un libro, vuol già dire meritarsi una seconda edizione e avere molta visibilità… si è quasi un caso letterario.
        Essendo che siamo pochi lettori riterrei più sensato puntare sulla qualità, sia delle traduzioni che dei libri pubblicati, che non sul nome del tizio/a famoso/a che improvvisamente ha imparato l’alfabeto e decide di pubblicare un libro solo perché ha avuto, ahinoi, dieci minuti di notorietà.
        Per fortuna esistono molte case editrici, medie e piccole, che fanno scelte diverse.

    1. Sì sì è stata la loro idea spontanea! È stato carino vederli tutti insieme senza litigare o prendersela l’un con l’altro…pace per tre giorni durante il “film festival”…o quasi! 😉

  2. Ciao Melissa,
    Grazie per l’ispirazione per rileggere questo libro. Ho cercato di leggerlo molti anni fa quando ho appena comminciato a studiare italiano. Era molto molto difficile perchè ho trovato tante parole che non ho capito, che non riuscivo a trovare nel dizionario. Ora capisco perchè!

    PS non posso credere che tuo figlio maggiore ha 20 anni!!!!!!
    Con abbracci,
    Charlene

    1. ci sono tante belle parole e espressioni come “saette” (il segno sulla fronte di Harry), “il rispostiglio” (sotto la scala dove Harry dormiva e che pullulava di ragni) ma parole come “Babbani” e “spegnino” sono inventate. È un bel esercizio leggere senza un dizionario cercando di indovinare le parole che non conosci dal contesto.

      Infatti mio figlio ha compiuto 21 anni proprio oggi…ma ieri potevo scrivere 20…sto iniziando a sentire vecchia quando i scrivi i numeri! boh! 😉

  3. E tu pensa chi si è letto tutti i libri (io), si è ascoltata gli audiolibri (sempre io) e si è vista i film (indovina chi) in inglese per migliorare la lingua…!

    La traduzione italiana è buona, a parte la scelta dei nomi. Io avrei, come si faceva una volta, tenuto i nomi originali e messo una nota in fondo al testo o a piè di pagina per spiegare i giochi di parole. Però in inglese hanno tutto un altro sapore e con la traduzione qualcosa si è perso.