Raffaello Sernesi – Tetti al sole 1861

I prepared this article on the Macchiaioli in English and Italian in collaboration with Jenifer Mangione Vogt for her on-line journals: Italian New York ™ & Italian South Florida™ . Italian New York ™ & Italian South Florida™ are lifestyle blogs inspired by Italian and Italian American culture. They feature stories about local businesses and individuals that are dedicated to the Italian way of life, as well as stories of national interest. The writers originate from the U.S. and Italy and write about topics including art, books, food, culture, style, wine and business. The blogs were founded in September of 2010 by Jenifer Mangione Vogt. 

Quando studiavo storia dell’arte a Firenze, ero allibita da ciò che costantemente scoprivo dietro l’angolo in ogni strada stretta! Ovunque guardassi, c’era un nuovo gioiello artistico da vedere, sia nascosto all’interno di una piccola cappella o esposto con orgoglio dinnanzi ad un edificio civile rivestito con pietra serena. Credo che vivere a Firenze sia un’opportunità considerevole per poter apprezzare i capolavori nelle gallerie degli Uffizi. Per stare solo pochi centimetri davanti un capolavoro Bizantino di Cimabue intarsiati d’oro, o uno dei quadri allegorici con allegri accostamente cromatici di Botticelli è un sogno realizzato per un storico dell’arte. Camminavo per la città per scoprire gli affreschi e le sculture famosi di Giotto e Donatello o le opere dipinte dai loro allievi il Ghirlandaio e Michelangelo. Ogni mattina quando andavo a scuola, ammiravo la facciata elaborata e sontuosa di Santa Maria del Fiore, e così mi lasciavo apprezzare dal Duomo costruito magistralmente da Filippo Brunelleschi. Ero anche affascinata dallo stile “trompe l’oeil” che inganna abilmente a pensare che i soffitti del Palazzo Pitti siano letteralmente rimossi lasciandoci intravedere il cielo ed oltre.

Telemaco Signorini – Viareggio (1860)

In questo archivio incommensurabile d’arte che Firenze offre, è stato abbastanza interessante all’interno del Palazzo Pitti (la vecchia residenza della famiglia Medici), scoprire un gruppo di artisti che dipingevano adottando uno stile rustico e semplice, tale movimento pittorico fu detto dei Macchiaioli. Oggi tale corrente non è ben conosciuta fuori dall’italia, così quando ho trovato per caso una collezione dei loro quadri nelle gallerie Pitti, è stata una vera rivelazione. Il Sabato, quando non andavo a Chianti, non studiavo la storia di Cosimo dei Medici o la letteratura di Dante o non coniugavo i verbi, compravo un cappuccino, un bombolone e andavo al Palazzo Pitti per perdermi nell’opera dei Macchiaioli.

Giovanni Fattori – Rotonda di Palmieri (1866)

Vagando tra le gallerie del Palazzo Pitti, che dal 1748 ospita l’arte moderna di Firenze, sono stata abilmente sedotta dall’opera di questo piccolo gruppo d’artisti fiorentini dell’ottocento. Molti di questi uomini erano rivoluzionari, che si sono riuniti per condividere idee politiche intorno a 1866, con l’intenzione d’infrangere le norme politiche e artistiche. Questi artisti, guidati da Giovanni Fattori, Silvestro Lega e Telemaco Signorini, molto simili ad un altro gruppo di visionari rivoluzionari in Francia – gli impressionisiti, hanno voluto rappresentare i temi comuni sostituendoli dunque al soggetti storici e alle ricorrenti scene belliche. I Macchiaioli, come gli impressionisti, furono attratti ed utilizzarono in maniera eterogenea la luce naturale rappresentando spaccati della vita rustica, ma a differenza degli impressionisti sono stati affascinati da un chiaroscuro più intenso, che trova le sue origini con Rembrandt, Caravaggio e Tintoretto. Sono stati inoltre influenzati dagli effetti della luce dorata della scuola di Barbizon in Francia, come si vede nelle opere di Corot e Manet. I Macchiaioli differiscono anche dagli impressionisti in quanto non erano impegnati a finire il loro lavoro all’aperto, com’era pratica di Monet. Procedevano facendo piccoli schizzi tratti dalla vita quotidiana e completavano le loro opere negli studi.

Silvestro Lega – L’ombra della casa (1872)

Le composizioni dei Macchiaioli sono più audaci e geometricamente semplici. Per trasmettere luce e ombra hanno invocato grandi macchie di colore distinte. Come gli impressionisti in Francia, sono stati derisi per aver sospeso l’utilizzo delle tecniche pittoriche tradizionali. Infatti il termine “Macchiaioli” originariamente era inteso come un insulto e apparve per la prima volta nella Gazzetta del Popolo nel 1862. Tale movimento fu giudicato negativamente (ed approssimativamente) dalla critica per diverse ragioni. In primis le opere sono state reputate bozze incomplete e schizzi, inoltre la corrente artistica era ritenuta un ricordo diretto del “Darsi all macchia” una frase che in Italiano significa, scomparire dalla società cortese e abbandonare la civiltà come un fuorilegge, equiparando così gli artisti ad un movimento contro-cultura, e quindi qualcosa da temere e non attendibile. Comunque come per tutte le nuove idee artistiche, i pregiudizi, dopo un accorto e vigoroso studio, si ammorbidiscono e aprono la strada ad una nuova visione ed a insolite scoperte artistiche.

Giovanni Fattori – Donna con ombrella (1866)
I Macchiaioli sono stati solo una delle molte scoperte che ho fatto durante il soggiorno a Firenze. Non è difficile da capire, come un luogo ricco di tanta arte e cultura, può modificare una persona per sempre. I miei momenti a Firenze hanno fatto proprio questo. È stata la mia rinascita, il mio risveglio. In realtà non ho goduto esaurientemente l’arte e l’architettura, perché ero anche affascinata dagli italiani e dalla loro lingua. Dopo il mio programma di studio all’estero, sono tornata casa e mi sono laureata con un Masters in Art History dall’università Illinois. Ora sono una grafica e continuano a studiare la lingua italiana. È stata la mia passione per l’arte che per prima ha aperto la porta dell’Italia per me e ora è il mio amore per la lingua che continua a tenerla aperta!

Telemarco Signorini – Santa Maria de Bardi (1870)

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3 Comments

  1. È stata una bella scoperta anche per me.Adesso.La pittura non è il mio forte ed anche per questo i tuoi articoli su quest’ argomento li trovo particolarmente avvincenti.Leo
    P.S.A dire il vero,preferisco i tuoi paesaggi stupendi ai dipinti soprastanti(solo il mio umile parere.)
    A proposito,non riesco più a trovarli sul tuo blog.Non è che sono andati persi durante il trasloco?