(To Read in English) Come molti di voi già sapete, a settembre 2013 torno a Matera per un’escursione culturale e linguistica with Ilaria Navarra. Ho visitato Ilaria e Matera solo una volta e ora “ho sete” di sapere più di questa terra magica. Recentemente su internet ho avuto la fortuna d’incontrare Luigi Mazzoccoli,una guida turistica di Matera. Mi piace molto la sua pagina di Facebook che è dedicata alla città di nascità. Le foto che lui pubblica sulla pagina mi tolgono il fiato. Che bellezza serena e reali può essere trovato nella Basilicata. Che contrasto d’antichità, terra, architettura e civiltà! Ho chiesto Luigi di scrivere un guest blog ecco il suo articolo:
Matera: La città più antica del mondo. Un abusato luogo comune, se non una banale semplificazione. La città dei Sassi probabilmente non lo è, anche perché è impossibile documentare un’affermazione così impegnativa, anche per le altre “pretendenti” a questo titolo. Un altro però a Matera spetta di diritto: la città dell’Uomo. Già, sono pochi i posti al mondo dove sono tuttora ben visibili le tracce della presenza umana ininterrotta lungo circa 20.000 anni, dalle grotte del Paleolitico nel canyon della Gravina sino alla modernità dei nostri giorni.
Una lunga e intensa vicenda ricostruita dalle preziose testimonianze degli storici del passato, con la fondamentale spinta data poi dalle eccezionali scoperte di fine ‘800 di Domenico Ridola, medico di professione e (grande) archeologo per passione. Una prima sommaria ma attendibile ricostruzione ne fece l’abate Marcello Morelli nella sua “Storia di Matera”, che nel 1963 inaugurò un periodo di grande fermento culturale. Culminato poi esattamente trent’anni dopo con “I giardini di pietra” dell’architetto Pietro Laureano, opera altrettanto fondamentale, nata infatti dalla relazione a lui commissionata dall’amministrazione comunale e poi risultata determinante per il riconoscimento della città quale Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco nel 1993:
“I flussi idrici che provenivano dal piano e dalle colline argillose – vi si legge – venivano captati, incanalati e ripartititi verso le grotte e i gradoni di erosione. Questi vengono poi organizzati in un sistema di terrazzi che rompe l’impeto delle acque e favorisce la formazione di terreno fertile. Tale struttura è la trama matrice di un sistema urbano complesso formato dalla composizione di elementi di base: grotte, costruzioni di tufo, giardini pensili, canali e cisterne, percorsi e vicinati. Si realizza così un sistema globale frutto della corretta economia e gestione delle risorse rare, un’organizzazione urbana basata su spazi e architetture dell’acqua, della luce e del vento”.

I Sassi rappresentano quindi una splendida quinta che si apre sulla storia millenaria di una civiltà perpetuatasi sino ai nostri giorni. E che oggi si offre a ospiti e visitatori provenienti da tutto il mondo, esaltandone ad un ad uno i cinque sensi. Se ne incontrano ormai ogni giorno e per tutto l’anno, arrivano da ogni paese d’Europa, ma anche da Stati Uniti, Canada. Sudamerica, Israele, Australia, Nuova Zelanda, Giappone…Spinti da spirito di avventura, curiosità e voglia di scoprire. Che li porta in un luogo di cui prima non sapevano nulla, che addirittura alcuni non conoscevano affatto o avevano a malapena sentito nominare occasionalmente. Ma poi tutti vi trovano molto di più di quello che si aspettano, addirittura ben oltre la loro immaginazione. Eppure è gente abituata a viaggiare per il mondo, che di solito è già stata in Italia e giunge in Lucania dopo le classiche tappe di Venezia, Firenze, Roma…Ma “un posto così non l’avevamo mai visto” dice qualcuno. E per tutti Matera è comunque “charming” (incantevole), “gorgeous” (splendida) e soprattutto “amazing” (incredibile, stupefacente) parole in inglese invariabilmente pronunciate alla fine del loro breve giro, dopo aver solo saggiato la storia millenaria e l’unicità paesaggistica e architettonica dei Sassi e della Murgia. Così tutti alla fine si ripromettono di tornare e magari fermarsi qualche giorno. E scoprire che…dietro e oltre i Sassi c’è molto di più. C’è infatti un luogo “senza tempo”, “sospeso nella Storia”, come invece lo definiscono i visitatori italiani.
Del resto Matera è “città di confine, di contrasti – dice Lorenzo Rota nel suo “Storia di una città” – città di competizione e di fusione tra paesaggi, civiltà e culture diverse. Oggi la città antica e l’altipiano Murgico frontistante, ad essa legato da stupefacenti prospettive, costituiscono un unicum urbanistico-naturalistico, ancora pressoché integro, di straordinario interesse e qualità, ricco di segni contrastanti, a volte primitivi, quasi magici”.
Già, il più magico dei luoghi.

Credo che Don Draper sarebbe d’accordo “branding e immagine” sono più importante che la realtà di un prodotto come la Fiat 500. Nel nuovo spot di Fiat, chiamato “Immigrants” la compagnia ha composto la giusta combinazione d’immagine e marchio – quasi “cartolina perfetta” proprio come la costiera Amalfitana.

Per tutti quanti appassionati d’arte, ho scoperto due siti avvincenti per godere la bellezza e la storia di tante opere dell’arte, trovati in ogni angolo del mondo. Anche se è un milione di volte meglio visitare un quadro o una statua in persona per apprezzarli con tutti i nostri sensi, non è mica male che adesso abbiamo la possibilità di vedere arte importante senza lasciare la casa, figuriamoci la nostra sedia comoda davanti al computer!
Se non conoscete ancora
Volevo anche aggiornarvi di un altro sito 
Recentemente ho guardato “Mio fratello è figlio unico” un film di Daniele Luchetti e girato a Borgo Segezia, che ha ricevuto riconoscimento a Cannes nelle 2007, dove il pubblico in sala gli ha riservato un lungo applauso. Per me il film era interessante perché ha esplorato le differenze tra comunismo e fascismo e la tensione tra queste filosofie che esistevano negli anni di piombo in Italia negli anni ’70, chiamati così perché sono stati caratterizzati da azioni estremiste e di terrorismo. In quegli anni le lotte fra gruppi estremisti di destra e di sinistra erano numerose, in piazza, nei licei e nelle università. Negli anni ’70, gli italiani hanno realizzato sempre di più che la favola “pane, amore e fantasia” non reggeva più questo film mette in evidenza questo cambiamento di mentalità.
L’Italia non smette mai di stupirmi. Continua di essere una fonte di belle sorprese e scoperte interessanti. Ogni cosa che io leggo in un giornale, vedo in un film o vivo durante uno dei miei viaggi, mi rendo conto che è un paese pieno di contrasti, tradizioni, cibo e feste… figuriamoci le zone diverse piene di dialetti e belle espressioni diversi. Ogni volta che io viaggio in Italia cerco nuove parti d’italia in cui non sono mai stata. Mi interessa specialmente trovare le parti d’Italia meno conosciute e le zone in cui posso esercitare la lingua con la gente locale. L’estate scorsa la mia scoperta più grande era la Basilicata. Quando la mia amica Ilaria Navarra sa che sto programmando un viaggio in Italia mi invita sempre di andare a trovarla a Matera. Dice, “la Basilicata è un posto speciale e unico e merita una visita!” Ilaria ed io siamo amiche da anni, e finora non ho avuto l’occasione di realizzare questo sogno. Però l’agosto scorso, essendo così vicino alla Basilicata per il 

Hali Rando is a new friend who like me, is a big fan of studying abroad to learn a foreign language. She is an American from Boston who now lives in England and who works for
biology of language and social relations; she has an ScB from Brown in Human Biology with honors work in language perception; she has an MPhil from Cambridge with research in the genetic correlates of language diversity in Ethiopia. On the lighter side, she also writes fiction! She has travelled in Italy and above, is a photo of her in Sorrento. Hali tells me that one of her favorite Italian phrase is the surprisingly useful “mi dispiace, pero ho bisogno di studiare / I’m sorry, but I have to study!”
once every school day – is in English. The same theory applies to your Italian-software-couch-sessions, unfortunately. Your Italian immersion is isolated to a short period every day, which makes it hard to integrate Italian into your life and thoughts.
Mi sono sempre piaciute i Supremes e la loro canzone “L’amore verrà/You can’t hurry love”, uno dei brani più significativi dei girl bands degli anni sessanta, e uno dei maggiori successi della Motown. Il singolo estratto dall’album The Supremes A Go-Go ha ricevuto l’onore di essere inclusa nella Rock and Roll Hall of Fame. Ieri in macchina ho sentito la versione italiana di questa canzone famosa sulla radio Kiss Kiss. Quando sono tornata a casa l’ho “googolata” e ho trovato che la canzone ho sentito sulla radio è stata fatta da Nina Zilli nel 2009. Ma poi nella mia ricerca ho trovato anche una vecchia versione che Diana Rossa ha registrato in Italiano nel 1966! Non sapevo che la Ross l’ha cantato in Italiano e ha pubblicato una versione di questa canzone popolare per l’italia! Che bello sentire la sua voce famosa cantare: Sì, l’amore verrà…ogni cosa a suo tempo…prima o poi mi toccherà! Anche la versione di Zilli non è mica male. Controllate le due canzoni e dimmi quale sarebbe la vostra preferita?








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