Diario di una studentessa matta
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Guest blog di Luigi Mazzoccoli: Matera, il lungo viaggio nel tempo della Città dell’Uomo

By Melissa · Comments (1)
Friday, December 7th, 2012

(To Read in English) Come molti di voi già sapete, a settembre 2013 torno a Matera per un’escursione culturale e linguistica with Ilaria Navarra. Ho visitato Ilaria e Matera solo una volta e ora “ho sete” di sapere più di questa terra magica. Recentemente su internet ho avuto la fortuna d’incontrare Luigi Mazzoccoli,una guida turistica di Matera. Mi piace molto la sua pagina di Facebook che è dedicata alla città di nascità. Le foto che lui pubblica sulla pagina mi tolgono il fiato. Che bellezza serena e reali può essere trovato nella Basilicata. Che contrasto d’antichità, terra, architettura e civiltà! Ho chiesto Luigi di scrivere un guest blog ecco il suo articolo:

Matera: La città più antica del mondo. Un abusato luogo comune, se non una banale semplificazione. La città dei Sassi probabilmente non lo è, anche perché è impossibile documentare un’affermazione così impegnativa, anche per le altre “pretendenti” a questo titolo. Un altro però a Matera spetta di diritto: la città dell’Uomo. Già, sono pochi i posti al mondo dove sono tuttora ben visibili le tracce della presenza umana ininterrotta lungo circa 20.000 anni, dalle grotte del Paleolitico nel canyon della Gravina sino alla modernità dei nostri giorni.

Una lunga e intensa vicenda ricostruita dalle preziose testimonianze degli storici del passato, con la fondamentale spinta data poi dalle eccezionali scoperte di fine ‘800 di Domenico Ridola, medico di professione e (grande) archeologo per passione. Una prima sommaria ma attendibile ricostruzione ne fece l’abate Marcello Morelli nella sua “Storia di Matera”, che nel 1963 inaugurò un periodo di grande fermento culturale. Culminato poi esattamente trent’anni dopo con “I giardini di pietra” dell’architetto Pietro Laureano, opera altrettanto fondamentale, nata infatti dalla relazione a lui commissionata dall’amministrazione comunale e poi risultata determinante per il riconoscimento della città quale Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco nel 1993:

“I flussi idrici che provenivano dal piano e dalle colline argillose – vi si legge – venivano captati, incanalati e ripartititi verso le grotte e i gradoni di erosione. Questi vengono poi organizzati in un sistema di terrazzi che rompe l’impeto delle acque e favorisce la formazione di terreno fertile. Tale struttura è la trama matrice di un sistema urbano complesso formato dalla composizione di elementi di base: grotte, costruzioni di tufo, giardini pensili, canali e cisterne, percorsi e vicinati. Si realizza così un sistema globale frutto della corretta economia e gestione delle risorse rare, un’organizzazione urbana basata su spazi e architetture dell’acqua, della luce e del vento”.

I Sassi rappresentano quindi una splendida quinta che si apre sulla storia millenaria di una civiltà perpetuatasi sino ai nostri giorni. E che oggi si offre a ospiti e visitatori provenienti da tutto il mondo, esaltandone ad un ad uno i cinque sensi. Se ne incontrano ormai ogni giorno e per tutto l’anno, arrivano da ogni paese d’Europa, ma anche da Stati Uniti, Canada. Sudamerica, Israele, Australia, Nuova Zelanda, Giappone…Spinti da spirito di avventura, curiosità e voglia di scoprire. Che li porta in un luogo di cui prima non sapevano nulla, che addirittura alcuni non conoscevano affatto o avevano a malapena sentito nominare occasionalmente. Ma poi tutti vi trovano molto di più di quello che si aspettano, addirittura ben oltre la loro immaginazione. Eppure è gente abituata a viaggiare per il mondo, che di solito è già stata in Italia e giunge in Lucania dopo le classiche tappe di Venezia, Firenze, Roma…Ma “un posto così non l’avevamo mai visto” dice qualcuno. E per tutti Matera è comunque “charming” (incantevole), “gorgeous” (splendida) e soprattutto “amazing” (incredibile, stupefacente) parole in inglese invariabilmente pronunciate alla fine del loro breve giro, dopo aver solo saggiato la storia millenaria e l’unicità paesaggistica e architettonica dei Sassi e della Murgia. Così tutti alla fine si ripromettono di tornare e magari fermarsi qualche giorno. E scoprire che…dietro e oltre i Sassi c’è molto di più. C’è infatti un luogo “senza tempo”, “sospeso nella Storia”, come invece lo definiscono i visitatori italiani.

Del resto Matera è “città di confine, di contrasti – dice Lorenzo Rota nel suo “Storia di una città” – città di competizione e di fusione tra paesaggi, civiltà e culture diverse. Oggi la città antica e l’altipiano Murgico frontistante, ad essa legato da stupefacenti prospettive, costituiscono un unicum urbanistico-naturalistico, ancora pressoché integro, di straordinario interesse e qualità, ricco di segni contrastanti, a volte primitivi, quasi magici”.

Già, il più magico dei luoghi.

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Categories : language learning, Travelling in Italy
Tags : i sassi, Italy, Luigi Mazzoccoli, Matera

Guest blog by Luigi Mazzoccoli: Matera, the long journey back in time to the original City of Man

By Melissa · Comments (0)
Friday, December 7th, 2012

(To Read in Italian) As many of you already know, in September 2013 I am returning to Matera for a language and cultural excursion tour, with Ilaria Navarra. I visited Ilaria and Matera just once and now I am thirsty to know more about this magical land. Recently on the internet I had the good fortune to meet Luigi Mazzoccoli, a tour guide in Matera. I like Luigi very much, as I do his Facebook page which is dedicated to his “paese”. The photos he publishes to his page just take my breath away. What serene and majestic beauty can be found in the Basiliata. Such a contrast of age, terrain, architecture and civilizations! I asked Luigi to write a piece for the blog and here is the English translation that I have made of his original piece written in Italian:

Matera: the oldest city in the world. Perhaps an abused cliché, but I assure you, it is not a trite over simplification. The city of Sassi probably isn’t the oldest, as it would be quite impossible to document such a daunting statement, as it would be for all the other “pretenders” to the title. Perhaps a better descriptor for Matera is: the city of Man, as there are few places in the world where one can find still visible traces of continuous human presence in the caves in the canyon Gravina, that date back 20,000 years to Paleolithic times.

Matera’s ancient history is a long and intense story reconstructed from valuable testimonies of past historians, such as the exceptional findings made in ‘800 by Domenico Ridola, a doctor by profession and a great and passionate archaeologist. In 1963 the abbot Marcello Morelli wrote the first brief but credible reconstruction of Matera in his essay “History of Matera”. As a result of his efforts a great cultural interest in the area was born. Exactly thirty years later the architect Pietro Laureano culminated these historical findings in a book called “The Gardens of Stone”, which was actually the fruit of a commissioned assignment by the city council which resulted in the city’s recognition by the Unesco World Heritage committee in 1993:

“The water flows coming from the plane and the clay hills - it says - were captured, and channelled into the caves and the terraces of erosion. These are then organized into a system of terraces that breaks the momentum of the water and allows the formation of fertile soil. This structure is the plot matrix of an urban complex made up by the composition of basic elements: caves, buildings tuff, roof gardens, canals and reservoirs, routes and neighborhoods. Thus was the result of a global economy and proper management of scarce resources, an organization based on urban spaces and architecture of water, light and wind”.

The Sassi, or original cave dwellings of Matera, provide a beautiful behind the scenes sneak peek into an ancient civilization that continues to reveal itself to us today and offers guests and visitors that come from all over the world a treat for all five sense. Everyday and all year long you can meet people from every part of Europe, the U.S., Canada, South America, Israel, Australia, New Zealand, Japan and Taiwan. Driven by the spirit of adventure and curiosity, these visitors come to explore and discover a place unique and rare. In Matera these visitors find more than they had bargained for or even imagined. Although they are seasoned travelers and have spent time in other parts of Italy such as Venice, Florence, Rome…when they arrive in the Lucania and after they have wandered through the Murgia and into Matera and have seen the unique landscape and architecture of the Sassi they exclaim: “Gorgeous!”, “Charming”, “Amazing!”, “We never expected to see such a place!” And they all vow to come back and spend more time in Matera. They realize there is still so much to know about the place, the Sassi…indeed a place “timeless” and “suspended in history”.

Lorenza Rota says in his book “Storia di una città/Story of a City” “Matera is a border city – a city that has struggled to blend a rugged landscape with many diverse cultures and civilizations. Today the old city and the ancient Murgia platea are bound by dizzying perspectives that combine to form a unique urban and natural conglomeration, that for the most part is still structurally intact and in extraordinary good quality, that is full of contradictory messages, at times primitive and other times flights of fancy.

Yes, the most magical of the places

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Categories : English Articles
Tags : i sassi, Italy, Luigi Mazzoccoli, Matera

Cartolina perfetta – nuovo spot per Fiat 500

By Melissa · Comments (1)
Tuesday, November 13th, 2012

Credo che Don Draper sarebbe d’accordo “branding e immagine” sono più importante che la realtà di un prodotto come la Fiat 500. Nel nuovo spot di Fiat, chiamato “Immigrants” la compagnia ha composto la giusta combinazione d’immagine e marchio – quasi “cartolina perfetta” proprio come la costiera Amalfitana.

Lo spot apre con alcuni Fiat 500 che guidano allegramente intorno alle città e dei villaggi della costiera con la musica di una vecchia canzone-pop “Torna a Surriento” in sottofondo. La macchina passa una festa di matrimonio, sorpassa due ragazzi in bici indossando i colori della bandiera italiana e viaggia lungo le bellissime spiaggie con barche che si trovano lungo la costa. La musica continua fino a quando la macchina esce fuori la strada e si tuffa dalla scogliera elegantemente nel mare! Altre Fiat 500 comportano in un modo simile, scomparendo nel mare blu d’Italia solo di ripresentarsi sulla riva di New York. La musica cambia e ascoltiamo la musica, non così Italiana, di Pitbull. Lo spot finisce con l’annunciatore che dice “La prossima onda di Italiani sono venuti in America.” La pubblicità è divertente, distinta e creativa con un elemento di sorpresa. Però forse per quelli che hanno guidato la strada costiera non si penserebbe che fosse insolito che una macchina dovrebbe volare fuori strada al mare. Dopotutto io sono più stupefatta che questo non accade con più frequenza, visto che il modo in cui molti guidano su quella strada. Meno male c’è un’etichetta sulla pubblicità che dice: “Per favore, non provarci, romanzata!”

Per quelli curiosi c’erano sei auto coinvolti nelle riprese dello spot, e sì tutte sono rimaste ferite; la macchina gialla ha sostenuto il danno più gravi essendo caduto da una gru a 70 metri sopra il mare mentre le altre macchine sono state trascinate dentro l’acqua dalle barche. Gli attivisti contro il maltrattamento delle macchine non saranno felice…affatto. Nonostante le perdite, Fiat ha colpito il bersaglio ed lo spot è molto efficace.

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Categories : language learning
Tags : Fiat 500 Immigrants, italiano, Italy

Due finestre sul mondo d’arte: un piacere per gli occhi e le orecchie

By Melissa · Comments (2)
Saturday, November 10th, 2012

Per tutti quanti appassionati d’arte, ho scoperto due siti avvincenti per godere la bellezza e la storia di tante opere dell’arte, trovati in ogni angolo del mondo. Anche se è un milione di volte meglio visitare un quadro o una statua in persona per apprezzarli con tutti i nostri sensi, non è mica male che adesso abbiamo la possibilità di vedere arte importante senza lasciare la casa, figuriamoci la nostra sedia comoda davanti al computer!

Se non conoscete ancora Google Art Project, mi raccomando…andare subito a visitare il sito! Google Art Project è un on-line programma tra cui il pubblico può avere accesso a tante opere d’arte ad alta risoluzione, che sono ospitate nei musei di tutti i collaboratori. Il progetto è stato avviato il 1 Febraio 2011 con la partecipazione di Google e 17 musei internazionali, compreso Tate Gallery, London, Metropolitan Museum of Art, NY e gli Uffizi, Firenze. Il progetto continua a crescere con le addizioni d’altri musei e gallerie. Recentemente l’arte nelle gallerie del Palazzo Vecchio a Firenze sono stata aggiunta.

Volevo anche aggiornarvi di un altro sito Finestre sull’Arte, che ho scoperto l’altro giorno e che mi sto godendo un sacco. Mi piace il sito non solo perché è un bel posto per conoscere i protagonisti dell’arte italiana ma anche perché è il primo sito di avere i podcast in Italiano per la storia dell’arte. L’idea per il sito è stata concepita da Federico Giannini e Ilaria Baratta. Loro, con un gruppo dei giovani storici dell’arte tutti laureati e con i background culturali diversi, hanno fatto questo sito affascinato che cerca di rendere la storia dell’arte semplice e comprensibile. Trascorrendo un po’ di tempo su questo sito potete imparare un po’ di più dei maestri italiani, mentre state allenando le orecchie ai suoni della lingua.

In preparazione per un viaggio in Italia o per una visita in musei nella tua città o più lontano, questi due siti sono buonissimi per aumentare la vostra conoscenza dell’arte. Penso che valga la pena di navigare sulle pagine di entrambi siti. C’è qualcosa per gli occhi e le orecchie di ciascuno di noi.

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Categories : language learning
Tags : Finestra sull'arte, Google Art Project, italian, Italy

Mio fratello è figlio unico

By Melissa · Comments (1)
Thursday, November 8th, 2012

Recentemente ho guardato “Mio fratello è figlio unico” un film di Daniele Luchetti e girato a Borgo Segezia, che ha ricevuto riconoscimento a Cannes nelle 2007, dove il pubblico in sala gli ha riservato un lungo applauso. Per me il film era interessante perché ha esplorato le differenze tra comunismo e fascismo e la tensione tra queste filosofie che esistevano negli anni di piombo in Italia negli anni ’70, chiamati così perché sono stati caratterizzati da azioni estremiste e di terrorismo. In quegli anni le lotte fra gruppi estremisti di destra e di sinistra erano numerose, in piazza, nei licei e nelle università. Negli anni ’70, gli italiani hanno realizzato sempre di più che la favola “pane, amore e fantasia” non reggeva più questo film mette in evidenza questo cambiamento di mentalità.

La storia di “Mio fratello è figlio unico” mostra la vita di una famiglia italiana di Latina (sud di Roma) negli anni ’70 e la situazione della società del tempo. Due fratelli – Accio e Manrico – prendono strade diverse, ma comunque continuano a volersi bene. Fin dall’inizio Accio vuole aiutare la gente e a dodici anni entra in seminario. Però subito si rende conto che il seminario non è la sua vita e cambia strada. Dopo il suo ritorno, i contrasti intensificano tra i fratelli; Accio fa amicizia con il venditore ambulante di tovaglie e si iscrive nel movimento fascista, mentre Manrico che lavora in fabbrica, si occupa delle battaglie degli operai e fa parte della società dei comunisti. Accio decide di cambiare strada di nuovo quando scopre che i fascisti hanno intenzione di usare violenza nei loro tentativi di ottenere quello che vogliono, mentre Manrico diventa più dedicato al suo ruolo di liberatore del popolo e abbraccia la violenza, arrivando al punto di sparare al suo datore di lavoro. Succede che Manrico è ucciso dalla polizia e Accio torna a casa per realizzare il suo primo desiderio – quello di aiutare le persone nella sua comunità in un modo umanistico, senza violenza; lui distribuisce le chiavi per le case popolari alla gente che da anni stava aspettando il permesso di occuparle, ma non poteva a causa della corruzione da parte di dirigenti locali. Alla fine Accio trova la tranquillità e fa pace con se stesso, realizzando che finalmente sta seguendo il suo sogno altruistico.

Mi è piaciuto il personaggio di Accio, perché era una persona astuta e intelligente, capace di cambiare strada quando qualcosa non reggeva più o non aveva senso. Secondo me non c’era un personaggio negativo in questo film. Invece è stata negativa l’idea che credendo radicalmente in una filosofia si può portare qualcuno a comportarsi in un modo pericoloso, terribile e distruttivo. Tipico dei film italiani, “Mio fratello è figlio unico” ha un ritmo lento e riflessivo. Mi è piaciuto il modo in cui il regista ha realizzato alcune scene, per esempio alla fine con i primi piani degli attori, della madre e anche di Accio. Non era il punto di darci una panoramica grande della vita esterna, invece il regista ha concentrato la nostra attenzione sulla vita interiore delle persone e il modo in cui erano cambiate a causa delle circostanze della vita.

Cercando Youtube per un’anteprima ho trovato che c’è il film intero! eccolo:

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Categories : language learning
Tags : anni di piombo, Italianlanguage, Italy, Mio fratello è figlio unico

Ho scoperto la Basilicata

By Melissa · Comments (5)
Sunday, November 4th, 2012

L’Italia non smette mai di stupirmi. Continua di essere una fonte di belle sorprese e scoperte interessanti. Ogni cosa che io leggo in un giornale, vedo in un film o vivo durante uno dei miei viaggi, mi rendo conto che è un paese pieno di contrasti, tradizioni, cibo e feste… figuriamoci le zone diverse piene di dialetti e belle espressioni diversi. Ogni volta che io viaggio in Italia cerco nuove parti d’italia in cui non sono mai stata. Mi interessa specialmente trovare le parti d’Italia meno conosciute e le zone in cui posso esercitare la lingua con la gente locale. L’estate scorsa la mia scoperta più grande era la Basilicata. Quando la mia amica Ilaria Navarra sa che sto programmando un viaggio in Italia mi invita sempre di andare a trovarla a Matera. Dice, “la Basilicata è un posto speciale e unico e merita una visita!” Ilaria ed io siamo amiche da anni, e finora non ho avuto l’occasione di realizzare questo sogno. Però l’agosto scorso, essendo così vicino alla Basilicata per il Language tour in Puglia ho deciso di saltare la frontiera per passare alcuni bei giorni con lei nella sua città di cui è così fiera e che è piena di storia, arte e tradizioni e in cui tanti bei film sono stati girati, tra questi – “The Last Passion of Christ“.

Conoscete questa parte d’Italia? Che bellezza stupenda! Non è una meraviglia che ai registi piaccia questo posto per girare i loro film. Viaggiando in macchina da Puglia a Matera, nel cuore della Basilicata, ho visto campi di grano e colline ripide; ho scoperto che è un paese accidentato e selvaggio. In poche parole, è un luogo da non perdere.

Si dice che una foto vale più di mille parole…allora per mostrare la bellezza della Basilicata ho trovato due video stupendi da condividere con voi. Se non siete familiari con questa zona d’Italia, mi raccomando di metterla sull’elenco dei posti da non mancare. Se volete scoprire la Basilicata con me, ho in programma di ritornare in Settembre 2013, per passare una settimana con la mia amica Ilaria, studiando la lingua e scoprendo la cultura e le tradizioni della Basilicata! Vi invito a raggiungerci! Dettagli del tour a Matera nella Basilicata qui. Godetevi questi video! Se avete passato una vacanza nella Basilicata ditemi che cosa vi è piaciuto di più! Mi piacerebbe sapere delle vostre avventure.

 

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Categories : language learning
Tags : Basilicata, Ilaria Navarra, italian language, Italy

Guest Blog di Halie Rando: Why Study Italian Abroad?

By Melissa · Comments (0)
Tuesday, October 30th, 2012

Hali Rando is a new friend who like me, is a big fan of studying abroad to learn a foreign language. She is an American from Boston who now lives in England and who works for Education First (EF) Study Abroad. Through EF Study Abroad she helps adults, students and professionals find opportunities to study the language where it is spoken including Italian in Rome. Hali is well educated and has a background in the psychology and
biology of language and social relations; she has an ScB from Brown in Human Biology with honors work in language perception; she has an MPhil from Cambridge with research in the genetic correlates of language diversity in Ethiopia. On the lighter side, she also writes fiction! She has travelled in Italy and above, is a photo of her in Sorrento. Hali tells me that one of her favorite Italian phrase is the surprisingly useful “mi dispiace, pero ho bisogno di studiare / I’m sorry, but I have to study!”

Hali Rando è una nuova amica e come me, è appassionata del concetto di vivere all’estero per imparare una lingua straniera. Lei è americana di Boston e adesso abita in Inghilterra e lavora per Education First (EF) Study Abroad. Attraversa EF Study Abroad lei aiuta adulti, studenti e professionisti a trovare occasioni per studiare lingue dove sono parlate, compreso l’italiano a Roma. Hali è ben istruita e ha una formazione accademica in psicologia e la biologia delle relazioni linguistiche e sociali; ha un ScB da Brown in Biologia Umana e con lode in “lingua e la percezione”; ha un MPhil da Cambridge con la ricerca nelle correlazioni genetiche della diversità linguistica in Etiopia. Sul lato più leggere scrive anche romanzi! Ha viaggiato in Italia e sopra, è una foto di lei a Sorrento. Hali mi dice che uno dei frase italiane preferite è questa perché è molto utile: “mi dispiace, pero ho bisogno di studiare.”

Our Language Immersion friends in Puglia this past August!

In her guest blog Hali explains why it is important to study abroad and immerse yourself in the culture of your target language…and she has the science to back it up! Here is her guest blog:

How important is it to learn a language where it’s spoken? It would be easier, after all, to just curl up on your couch after work, put on your headphones, and start learning Italian with Rosetta Stone. You’ll definitely pick up some Italian this way, but there is a very strong argument to be made for learning Italian in Italy, where you can really experience the language as it functions in daily life. After all, you wouldn’t order in a pizza and call that Italian cultural immersion.

Anyone who ever suffered through a high school language class has an intuitive understanding of the limitations of studying a language in your home country (or anywhere that it’s not spoken natively). It’s hard to commit to a foreign language when your entire life – other than a dreary 40-minute period once every school day – is in English. The same theory applies to your Italian-software-couch-sessions, unfortunately. Your Italian immersion is isolated to a short period every day, which makes it hard to integrate Italian into your life and thoughts.

That’s where the advantage of language immersion comes in. If you’re living in an Italian-speaking country, suddenly everything you do becomes a big Italian adventure. Checking into a hotel? You’ll need to know how to answer autobiographical questions.Want to buy some bread? Suddenly the Italian words for numbers are useful and relevant. Trying to invite a new friend to join you for dinner this weekend? Thank heavens you know the future tense and the days of the week!

While language immersion intuitively makes sense as a language-learning strategy (you’ll get to practice a lot – like all the time– and you won’t be able to hide from the verb tenses or vocabulary that scare you), there is also a strong brain-based argument to be made in favor of learning through immersion. If wandering around a country that speaks a language you’re not fluent in doesn’t quite suit your fancy, you can also study through an accredited school (like EF’s study abroad programs) or head out with a supportive group on one of Melissa’s tours to Venice, la Basilicata and Puglia.

Recently, researchers trained people to learn a simple, made-up language that was carefully designed to function like a real language. Some participants learned this language through classroom-style instruction, while others learned through immersion. Then, they measured electrical currents in the brain while participants responded to sentences, some of which contained errors. The researchers compared these patterns of activation to those found when people perform this task in their native language. While both groups showed more native-like currents as they learned the language, the people who had learned through immersion processed the language more like a native speaker than the other group. Immersion, then, might be better for developing an intuitive sense of a new language – which is going to help you speak it much better than remembering a string of rules would.

There’s more: if you’re in Italy, speaking Italian can help you feel more connected to the people around you. You’ve probably got lots of friends at home, and meeting other travelers is great, but it’s also wonderful to feel connected to other speakers of your new language. Studies in social psychology have shown that people like people who are similar to them, and it doesn’t really matter what that similarity is. In computer game playing, research shows that game participants tend to be more generous towards another player when they feel they have something in common— even if that’s just sharing a birthday. This suggests that “having something in common” is a major way to feel like you’re on the same “team” as someone else – and “having things in common” with fellow Italian speakers is a lot easier if you can actually spend time with them and immerse yourself in Italian culture. If you’d like to get the warm fuzzies and a new sense of community from your Italian studies, you’re probably not going to get them from Rosetta Stone (unless maybe you can convince yourself that you have the same birthday).

There’s one final reason to study Italian in Italy, and it’s the most obvious: Italy. If you’re interested in learning Italian, it’s probably because you already feel a connection to the food, culture or literature – or maybe your family’s own heritage. Someone who uses an English guidebook and rushes from the Tower of Pisa to Pompeii and eats exclusively in English-friendly restaurants, won’t really experience the true Italy. In the same vein someone, who struggles through La Republicca and Italian language tapes on the morning train ride, surrounded by the English speaking commuters, won’t really experience a true language learning experience. In the latter case, the effort is admirable, but nothing can compare to exploring a language through a culture and a culture through a language.

Grazie Hali! Hai ragione! If you are interested in language immersion & cultural tours please check out the tours I have planned for 2013. We are going to Venice in April, la Basilicata in September and Puglia in September & October. If you are looking for a longer language immersion study abroad program check out Education First (EF) Study Abroad. Buoni studi!


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Categories : language learning
Tags : EF Study Abroad, italian, Italy, language immersion, Study Abroad

L’amore verrà, ogni cosa a suo tempo

By Melissa · Comments (2)
Saturday, October 27th, 2012

Mi sono sempre piaciute i Supremes e la loro canzone “L’amore verrà/You can’t hurry love”, uno dei brani più significativi dei girl bands degli anni sessanta, e uno dei maggiori successi della Motown. Il singolo estratto dall’album The Supremes A Go-Go ha ricevuto l’onore di essere inclusa nella Rock and Roll Hall of Fame. Ieri in macchina ho sentito la versione italiana di questa canzone famosa sulla radio Kiss Kiss. Quando sono tornata a casa l’ho “googolata” e ho trovato che la canzone ho sentito sulla radio è stata fatta da Nina Zilli nel 2009. Ma poi nella mia ricerca ho trovato anche una vecchia versione che Diana Rossa ha registrato in Italiano nel 1966! Non sapevo che la Ross l’ha cantato in Italiano e ha pubblicato una versione di questa canzone popolare per l’italia! Che bello sentire la sua voce famosa cantare: Sì, l’amore verrà…ogni cosa a suo tempo…prima o poi mi toccherà! Anche la versione di Zilli non è mica male. Controllate le due canzoni e dimmi quale sarebbe la vostra preferita?

Voglio amare, però lo so,
non potrò mai mai cambiare il mondo:
aspetto qui

L’amore verrà l’amore verrà ogni cosa a suo tempo
prima o poi mi toccherà
L’amore verrà l’amore verrà
lo sentirò subito lo capirò subito

E come d’incanto guarirò
e tutti i sogni miei e tutti i giorni miei
e tutti i baci miei io li regalerò
finalmente a lui
solamente a lui
e così l’aspetto qui

Sì, l’amore verrà ogni cosa a suo tempo
prima o poi mi toccherà
Lo sento per te so che un giorno verrà
lo sentirò subito lo capirò subito

E come d’incanto guarirò
e tutti i sogni miei e tutti i giorni miei
e tutti i baci miei io li regalerò
finalmente a lui
solamente a lui
e così l’aspetto qui

Sì, l’amore verrà ogni cosa a suo tempo
prima o poi mi toccherà
L’amore verrà l’amore verrà
ogni cosa a suo tempo
ed anche lui lo troverà con me

E poi poi finalmente
fra le braccia sue potrò restare

L’amore verrà l’amore verrà ogni cosa a suo tempo
prima o poi mi toccherà
L’amore verrà l’amore verrà
lo sentirò subito lo capirò subito

L’amore verrà uh, l’amore verrà

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Categories : language learning
Tags : Diana Ross, Italy, L'amore verrà, Supremes

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