Diario di una studentessa matta
Blogging & tweeting in Italian to improve language skills. I am a graphic designer with a Masters in Art History, sharing my thoughts & stories about Italia
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Archive for April 2010

• cinque parole preferite

By Melissa Muldoon · Comments (36)
Thursday, April 29th, 2010

Ogni giorno quando io navigo nei blog italiani o leggo i giornali, scopro nuove parole italiane. Anche, tutte le settimana la mia amica Angela mi manda una selezione nuova delle parole da imparare ed i mercoledì, quando ci incontriamo su skype, ne parliamo. Sembra che la mia lista non finisca mai! Invece, continua a crescere più lunga ogni ora!

Il mese scorso, ho letto su blog “Italofile” il post “Five Favorite Italian Words”. Naturalmente ho lasciato una lista delle mie parole favorite nella parte dei commenti (dopotutto questa è la mia passione e non spreco mai l’opportunità di fare uno sproloquio della lingua!). Questa rubrica è stata cosi popolare che Melanie Renzulli, che scrive il blog, ha suggerito che tutti noi appassionati della lingua italiana, mettiamo sui nostri blog una lista delle parole preferite da condividere con la comunità delle persone che la stanno imparando.

Wouldn’t it be great to get a meme going around of other travel bloggers and Italian language learners to share their five favorite Italian words on their own websites? This way, we could help out and promote the Italian language, and get to learn some new Italian vocabulary words ourselves.

La lingua italiana ha così tante parole deliziose che ogni giorno cambio idea di quali siano le più belle. Però di solito le parole che mi piacciono di più , sono le parole che imitano o evocano attraverso i propri suoni ciò che significano.

Perchè questo è il mio blog, voglio mettere dieci parole…le cinque parole che ho lasciato sulla rubrica originale e cinque nuove parole, che questa settimana trovo interessanti.

1) Ronzare = buzz, whir (molto simile a “zanzare” (mosquitos) in “potere” onomatopeico!

2) Farfugliare = mutter, splutter (L’uomo farfuglia qualcosa di incomprensibile)

3) Scarabocchio = scribble (Non fare uno scarabocchio con il colore a cera sulla parete!)

4) Brontolare = grumble (doesn’t it just sound like grumbling when you say it?)

5) Inappellabile = final, unquestionable (molto bella da pronunciare, sembra che la lingua rimbalzi su e giù quando si pronuncia la parola)

…e le nuove cinque parole preferite per questa settimana….rullo di tamburo!!!

1) Paffuto = plump, roly-poly (I putti sono bambini paffuti!)

2) Cinghiale – wild boar (Si trovano tanti cinghiali in Umbria)

3) Barcollare = totter, stagger (L’ubriaco si avvio verso casa barcollando..)

4) Pupazzo = puppet (pupazzo di neve = snowman) (Quando nevica i ragazzi fannno un pupazzo di neve)

5) Scavezzacollo = daredevil (Marco è uno scavezzacollo sugli sci)

Allora! Quali sono le vostre parole preferite? Spero che tutti i miei amici lasceranno le loro parole favorite qui su mio blog o scriveranno un blog loro stessi su questo tema.

Offro anche un’invito speciale alle amiche americane che scrivono questi blog:

Jodina di Italiano with Jodina

Jann di Baroque Sicily

Barbara di Il Mio Tesoro

Dianne di Becoming Italian Word by Word

Queste sono le regole:

1) Write a post on your own site about your five favorite Italian words. You can choose anything you want, but do refrain from curse words. Also provide a short back-story on why you chose the words that you did…why are they meaningful/amusing/helpful/memorable to you?

2) Within your post, create a link back to Melanie’s original post http://www.italofile.com/2010/04/29/favorite-italian-words-the-sequel/ as well as linking back to my blog http://melissamuldoon.wordpress.com/2010/04/29/•-cinque-parole-preferite using “five favorite Italian words” as the anchor text. Also link to the friend or friends who tagged or linked to you (see #3).

3) Also within your post, tag (link to) 2 or 3 other friends’ blogs who you think would enjoy writing about their own five favorite Italian words.

4) When you’ve finished your post, leave a comment also on Melanie’s blog at http://www.italofile.com/2010/04/29/favorite-italian-words-the-sequel/ This way anyone else following this meme will know where to look for their next language lesson.

Comments (36)
Categories : italian vocab list, language learning, learning tip/suggerimento per imparare
Tags : cinque parole preferite, five favorite words

• mamma, ti giuro…non è uno spreco di tempo!

By Melissa Muldoon · Comments (9)
Wednesday, April 28th, 2010

L’altro giorno, mio figlio, che ha quasi dodici anni, stava sfogliando una rivista quando si è fermato per guardare una foto. Dopo averla studiata per un po’, improvvisamente ha detto: “Ehi, mamma! Riconosco questo ponte e so dove si può trovarlo – a Firenze!” Infatti lui stava guardando una foto del Ponte Vecchio a Firenze! Ero stupita. Come mai, un ragazzo che non è mai andato in Italia, che non ha studiato né la storia dell’Europa né il rinascimento (si sta ancora concentrando sulla storia degli Stati Uniti e la guerra rivoluzionaria) ha riconosciuto il Ponte Vecchio? “Mamma”, ha detto “vedi, dopotutto, vale la pena giocare con i videogiochi! Sai che io ho imparato tante cose da Assassin’s Creed II. Sono anche familiare con il Duomo di Firenze e le torri di San Gimignano. So che a Venezia ci sono i canali e che c’è una grande piazza con un palazzo magnifico che si chiama S. Marco!”

Di solito penso che i video giochi siano una grande perdita di tempo. Non voglio che i miei figli sprechino le loro vite davanti ad uno schermo caldo, lottando contro ed uccidendo personaggi di un gioco violento, stupido e senza valore. Però, davanti a questa esibizione di intelligenza, comincio a cambiare idea. Forse lui aveva ragione! Forse è possibile per un video gioco, malgrado un gioco un po’ aggressivo, di essere istruttivo! Per di più, quando miei figli me l’hanno fatto vedere la prima volta, anch’io ero incantata. Le immagini sono incredibili e così vere, che si può fingere di essere nelle città di Firenze, Siena e Venezia, camminare lungo le strade ed i viali. Si può anche immaginare di arrampicarsi sui muri e le pareti degli edifici di queste città per saltare sui tetti alti, per godere un panorama della campagna, a volo d’uccello.

Per dimostrare come sono accurate le scene, un giorno mentre mio figlio grande stava facendo un livello avanzato di questo gioco, si è fermato e mi ha sfidato a nominare la cattedrale in cui lui stava in quel momento. Mentre guardavo lo schermo, con l’immagine di una chiesa romanica, con le colonne di marmo colorato e mosaici di oro, ero stupita di nuovo. Davanti ai miei occhi c’era una bella rappresentazione della cattedrale di Pisa in cui ci si poteva muovere intorno per investigare tutto lo spazio della chiesa. I dettagli erano molto fedeli all’originale! Mio figlio era molto orgoglioso di me quando gli ho risposto che era il Duomo di Santa Maria Assunta. “Ti giuro Mamma! Questo gioco è buono! Io sto imparando un sacco di cose… la storia del rinascimento, un po’ di filosofia e ho anche imparato alcune cose su Leonardo da Vinci! Penso che ne valga la pena!”

Caspita! Okay! Mi arrendo! Ho deciso che va bene che questo video è giocato a casa mia. Mi sono rassegnata al fatto che, se i miei ragazzi devono fare un video gioco, questa è una scelta abbastanza buona. Sono anche segretamente felice che a loro piace questo gioco, perché si tratta dell’Italia e che stanno anche imparando un po’ della lingua (beh quasi…meglio dire che stanno imparando di parlare inglese con un bel accento italiano!) Secondo me, il gioco è simile alle favole dei fratelli Grimm. Forse è un po’ macabro e terrificante come le favole originali degli scrittori tedeschi, ma alla fine c’è un bell’insegnamento e l’eroe vince tutto. Il fatto è che ai ragazzi piace il piccolo brivido che loro ricevono da una cosa che gli fa paura. Non voglio censurare totalmente gli intrattenimenti dei miei figli, come non voglio che loro leggano favole completamente purgate dal significato originale. Questo gioco è ricco di materia interessante e loro stanno imparando un bel po’ dell’Italia mentre si divertono…almeno continuo a ripetermelo!

nota sulle parole irregolari: il muro, i muri o la parete, le pareti (walls of a house or building), le mura (walls of the city), la torre, le torri (towers)

a volo d’uccello = bird’s eye view

Ne vale la pena, ne e’ valsa la pena sono frasi indipendenti, il “ne” richiama a quello di cui hai parlato prima.
Se c’e un soggetto, costruisci cosi’: VALE LA PENA giocare/ guardare un film/ andare in italia.

Penso che ne valga la pena! (congiuntivo)


Comments (9)
Categories : italian video games/video giocchi, language learning, learning tip/suggerimento per imparare
Tags : Assassin's Creed II, ne vale la pena, video giocho

• un amore infame

By Melissa Muldoon · Comments (6)
Monday, April 26th, 2010

Non sto parlando dell’amore famoso di Brad e Angela o di Madonna e Guy Ritchie. No infatti, sto parlando di un’altra coppia, che nonostante abbia tanto più in comune con la vera Madonna, era quasi scandalosa come le coppie moderne. Io intendo Fra Filippo Lippi, un monaco dell’ordine Carmelitano, e suo amore Lucrezia Buti, una novizia al convento di S. Margherita di Prato.

Fra Filippo fu un pittore importante del quattrocento che godette della protezione e il sostegno dei Medici di Firenze. Dalla famiglia Medici, Fra Filippo ricevette commissioni importantissime, compreso una commissione per un altare per il re di Napoli. Sandro Botticelli fu uno dei suoi studenti più notevoli e nelle linee eleganti della figura di Salome, dipinto di Fra Filippi per gli affreschi della Cattedrale di Prato, puoi vedere lo stile simile, allungato e delicato, che ha influenzato Botticelli.

Secondo Vasari, la prima persona a fare un racconto delle vite dei pittori italiani, nel 1456 Fra Filippo fu a Prato dove lavorò sugli affreschi della cattedrale. Vasari ci racconta che il monaco aveva la tendenza a fare le scappatelle con le donne e di avere avventure romantiche. Mentre era a Prato, accettò anche un’altra commissione alla chiese di S. Margherita di Prato e fu la’ che lui incontrò e si innamorò della bella Lucrezia Buti, la figlia di Francesco Buti, un Fiorentino commerciante di seta. Dopo la morte dei suoi genitori, Lucrezia e venne mandata a Prato e fu messa sotto la protezione delle sorelle di S. Margherita. Fra Filippo, dopo averla vista al convento la prima volta, seppe che il volto di Lucrezia sarebbe stato perfetto per la modella della Madonna dei suoi altari. Dunque, alle sorelle lui chiese il permesso per Lucrezia di venire dalla sua bottega, dove lui avrebbe potuto fare il suo ritratto.

Questo è dove la storia diventa interessante. Non sappiamo se lui veramente la rapì durante l’occasione della processione della Sacra Cintola a Prato, o se lei rimase con lui di propria volontà. Però secondo leggenda, i due ebbero in un rapporto sessuale, e le sorelle della S. Margherita non riuscirono a ricuperare Lucrezia dalle mani di Fra Filippo Lippi. Il risultato fu un figlio, Filippino Lippi, che diventò un pittore quasi famoso come suo padre. È detto, dopo un lungo periodo, che il papa Pio II, grazie all’intercessione di Cosimo de’ Medici, finalmente concesse a Fra Filippo un’esenzione per sposare Lucrezia e per regolarizzare la loro posizione. Prima di ricevere la notizia però, secondo un altro racconto, il monaco fu avvelenato. È difficile credere a questa storia, però sappiamo che Lucrezia, ebbe un’altra figlia con Fra Filippi e secondo pettegolezzi, lui continuò di avere le avventure d’amore con altre donne. Non penso che a Lucrezia piacquero questi avvenimenti perchè vissero per un po’ insieme come una coppia, e poi lontani, in citta’ diverse. Filippo è sepolto a Spoleto, con un monumento per onorarlo, costruito da Lorenzo il Magnifico.

Chissà se tutta questa storia sia una diceria del Vasari. Infatti Vasari pubblicò la storia di Lucrezia e Fra Filippo quasi cento anni dopo gli avvenimenti. Peró la leggenda è bella materia per tessere una storia deliziosa, e questo è esattamente quello che le scrittrici Laurie Albanese e Laura Morowitz hanno nel loro romanzo: The Miracles of Prato. Ho visto il libro nella libreria all’aeroporto, mentre ritornavo a casa dopo la vacanza. L’ho comprato e l’ho letto velocemente sull’aeroplano.

Mi è piaciuta la storia (è scritta in inglese e cosparsa con le parole italiane) pero’ secondo me, i personaggi di Filippo e Lucrezia sono un po’ piatti e bidimensionali e il furfante, il Priore Generale Saviano, è un po’ come i personaggi cattivi che si trovano nei film muti degli anni venti. Però penso che le scrittrici abbiano reso bene il senso dei tempi di Fra Filippo e Lucrezia e si siano ben documentate sulla vita degli artisti, i frati e le suore chi sono vissuti nel quattrocento in Italia. Hanno anche alluso alla storia della Sacra Cintola della Madonna, quella che è considerata la reliquia più preziosa di Prato, per rendere la storia di Lucrezia e Fra Filipo più misteriosa e interessante. Ma la cosa che mi ha colpito è che entrambi Filippo e Lucrezia erano orfani e come altri orfani del quattrocentro, erano vittime dei loro tempi, costretti di cercare la protezione della chiesa ad un’eta’ molto giovane. Probabilmente è stato contro i loro desideri, la loro volontà e la loro vera natura di assumere i mantelli della chiesa, però non avevano altre piste da fare. Ecco perché i due si sono ribellati contro il sistema rigido del quattrocento e hanno seguito le loro passione cercando di costruire una vita normale di un marito e moglie.

Discussione della pittura Madonna e bambino con due angeli negli Galleria degli Uffizi

Un link alla versione Italiana della storia di Fra’Filippo Lippo scritto da Vasari

Veronica Bartoletti legge dalle Vite di Vasari di Fra Filippo Lippo dentro il duomo di Prato.

Comments (6)
Categories : italian art / l'arte, italian books/libri, language learning
Tags : Fra Filippo Lippi, Laurie Albanese, Lucrezia Buti, Miracles of Prato, Sacra Cintola, Vite dei pittori Vasari

• i tesori nascosti

By Melissa Muldoon · Comments (9)
Friday, April 23rd, 2010

È impensabile che l’arte potrebbe essere proibita o rovinata da un piccolo gruppo delle persone, come è inconcepible che i libri potrebbero essere vietati. Stamattina ho letto nella Corriere della sera un articolo (grazie a Keith a Parola del Giorno per avermi avvertito di questo articolo su FB) che mi ha fatto ricordare questa follia. Recentemente sono stati trovati i quadri di artisti importanti e influenti, nascosti dal pubblico sin dal periodo della guerra mondiale. In questa collezione ci sono dipinti di Picasso, Gauguin, e Renoir. C’è anche l’opera di Andrè Derain, uno dei più importanti esponenti del movimento fauve. Quanto mi piace l’opera dell’arte dei pittori fauve e il loro uso dei colori vivaci. C’è anche un ritratto importante di Emile Zola dipinto da Cézanne, un altro pittore che mi piace molto e che lo suo stile mi ha influenzato. In giugno ci sarà il primo di due asti a Londra seguito da uno a Parigi. In somma ci saranno centoquaranta opere dei più grandi artisti del XX secolo. I collezionisti sono pronti per contendere per questi gioielli d’arte e Sotheby’s è in attesa di due asti molto notevoli.

Ma com’è possibile, dopo così tanto tempo, che questi tesori sono stati ricuperati quando molti esperti temevano che fossero persi per sempre? Sembra che sia la materiale di un film o un teleromanzo, però qualche volta la verità è meglio della finzione. La storia comincia con Ambroise Vollard, un parigino, che in 1939 cercava di raccogliere una grande opera dell’arte per sfuggire alle razzie naziste prima dell’invasione di Francia. Nella Parigi ed altre città europee, al tempo dell’occupazione dei nazisti, c’era una cultura opprimente contro l’arte. Gli artisti come Picasso, Matisse, Derain e altri artisti moderni, erano considerati di essere radicali e di proporre idee contro lo stato. Dunque per consuetudine i nazisti hanno confiscato opera dell’arte che pensavano di essere offensiva e contro il regime dalle collezioni personali e dalle gallerie. Poi li hanno distrutti o li hanno messi in depositi, lontano dagli occhi del pubblico.

È stata l’idea di Vollard di proteggere un’opera del arte dai nazisti, pero’ prima che potesse nascondere tutto quello ha raccolto, c’era un incidente d’auto e lui morì. Dopo il morto di Vollard, Erich Slomoic, un amico e collega Jugoslavo, di origine ebraica, decise di nascondere le opere in una cassaforte della Société Générale di Parigi. Slomovic tornò in Jugoslavia, fu catturato e ucciso dai nazisti nel 1942. Dunque nessuno seppe che nella cassaforte erano custoditi tanti capolavori fino a 1979 quando i dirigente della Société Générale hanno deciso di aprire la cassaforte. Evidentemente c’erano una lunga serie delle battaglie legali per stabilire la pista da seguire ma finalmente Sotheby’s è riuscita a mettere le mani sulla collezione ed a organizzare le due aste che permetteranno per la prima volta al pubblico di ammirare il tesoro perduto.

Questa storia attuale mi ha fatto ricordare uno spettacolo che ho visto l’anno scorso al Teatro di San Jose: “A Picasso” dal scrittore Jeffrey Hatcher. Il dramma tratta della situazione a Parigi nel 1941 durante il periodo dell’occupazione dei nazisti e la cultura paranoica e rigida contro l’arte. Pablo Picasso è portato ad un deposito per autenticare tre dipinti “acquisiti” dai tedeschi. La bella Signorina Fischer, un’impiegata dal “Ministero di Cultura di Berlin” ha la responsiblità di interrogare l’uomo che ha dipinto “Guernica”. C’è un gioco, come cane e gatto, mentre i due fanno una battaglia intellettuale cercando di sconfiggerci in modo strategico. Mentre la storia si svolge abbiamo la opportunità di vedere l’artre tramite gli occhi di Picasso e anche possiamo entrare nel mondo della Signorina Fischer e scoprire i suoi segreti e la sua passione privata per l’arte.

Potete godervi un piccolo brano dallo spettacolo che ci davano a San Jose l’anno scorso:

Comments (9)
Categories : italian current event/eventi attuali, language learning
Tags : A Picasso, Aste di Sothby's, collezione Vollard, Jeffery Hatcher

• interrompiamo questo blog per darvi notizia importante

By Melissa Muldoon · Comments (9)
Tuesday, April 20th, 2010

L’ultima volta che abbiamo parlato di “Un posto al Sole” la bella Marina era nella prigione di Napoli per avere sparato a Greta. Ora lei sta in un ospedale psichiatrico e diventa come Santa Lucia. Greta, la seduttrice cattiva, può apprezzare questa ironia, perchè rimane cieca dall’incidente. Però anche lei sta per cambiare le sue abitudini spregevoli e diventa buona come il pane, mentre lei impara come leggere braille e si concentra su un nuovo rapporto con il suo medico (che è anche il fratello di Elisa, la quale esce ora con Lorenzo, l’uomo per cui Marina ha sparata a Greta in primo luogo).

Vi ho confuso? Non importa! La ragione per cui abbiamo fermato questo blog “in corso” e per darvi questa notizia: Filippo Ferri è ritornato a casa! Stai attento Lorenzo! Nonostante i tuoi sguardi intensi e bollenti (ed il fatto che qualche volta tu assomiglia a Davide che sta per affrontare il mostro Goliath) avrai un po’ di concorrenza per l’affetto della bella Elisa. Chi se ne frega se soltanto un mese fa, non eri sicuro se a te piaccesse o no! Con i capelli scuri e ricci di Elisa, che ci ricordano di Carmen la ex moglie di Filippo, come non riesce Filippo ad innamorarsi di lei? Fra poco ci sarà una gara tra i gladiatori. Speriamo che l’uomo migliore (e che ha il più bel sorriso) vincerà!

Ecco un piccolo riassunto della situazione a Palazzo Palladini in questo momento: Il figlio di Filippo è morto e Carmen, sua moglie, l’ha lasciato in Spagna. Filippo è ritornato a casa, ma vuole uccidersi. Elisa lo trova per caso sulla strada di Napoli, mentre vagava come un barbone, è lo convince di ritornare a casa per parlare con suo padre, Roberto il terribile. Andrea continua ad essere un cattivo padre e sempre a scordarsi di riprendere la sua figlia piccola dalla scuola e Elena (sua ex moglie) non ne può più di lui. Ci sono guai tra Renato e suo figlio Niko a causo del rapporto di Renato e Angela, la quale è la professoressa di Niko. Dopo un anno di discordia, finalmente Raffaele e Ornella sono ritornati ancora insieme, lasciando la povera Luisa da sola di nuovo, per prendersi cura dei suoi animali (Luisa è una veterinaria che ha venduto la sua bella casa nella campagna, per stare con Raffaele a Napoli).

Ok! Ora le nostre vite sembrano essere tranquille e senza avvenimenti di rilievo, non pensate!! Siamo anche tutti pronti per affrontare le prossime puntante! Avete delle domande? Andate al Blog a puntate se non avete capito bene. Potete vedere anche tutti le puntate di Un posto al sole su RaiTV.

Adesso ritorniamo al blog “in corso”….

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Categories : italian movies, tv/cinema, televisione, Un posto al sole
Tags : Filippo Ferri, Un posto al sole

• indagatore dell’incubo

By Melissa Muldoon · Comments (7)
Sunday, April 18th, 2010

Ci sono cose nel buio che ci fanno male. Ci sono mostri e morti ambulanti che cercano di ucciderci. Ci sono posti scuri e terrificanti che non dovremmo mai entrare se vogliamo vivere un altro giorno. C’è solo un uomo che può proteggerci dai nostri incubi. Il suo nome è Dog. Dylan Dog. Il suo lavoro: indagatore dell’incubo. Abita a 7 Craven Road a Londra, però viaggia spesso nella zona del crepuscolo. Non ci crede nelle coincidenze ed è affascinato dalla paura. Con il suo compagno Groucho, scivola dentro il mondo dell’orrore e del surrealismo per risolvere i misteri e i segreti dell’aldilà per salvarci dallo sconosciuto.

Dylan Dog è il personaggio che è stato creato da Tiziano Sclavi, un scrittore italiano nel 1986. Il primo fumetto chiamato “L’alba dei morti viventi” era disegnato, da Angelo Stano, ed è stato un grande successo. Da allora, il personaggio di un’uomo senza il becco di un quattrino, vestito sempre in una camicia rosso, una giacca nera e blu jeans, che suona il clarinetto e non beve mai alcol, continua ad avere avventure che fa venire i brividi ed ad essere il più popolare fumetto venduto in Italia.

Ho scoperto i fumetti di Dylan Dog nel 2006 quando ho partecipato in un chat su Impariamo.com. Un uomo d’Inghilterra ha fatto un post interessante, descrivendo quest’indagatore dell’incubo che abita a Londra, e mi ha incuriosito. Ho comprato il mio primo fumetto da Internet Book Shop e nonostante ero terrificata dopo aver letto il primo fumetto, subito dopo sono diventata un’ammiratrice. Ora ho una piccola collezione dei fumetti di Dylan Dog.

Dal punto di vista di una grafica, mi piacciono le immagini e il modo in cui le illustrazioni sono disegnate. Dal punto di vista di qualcuno che impara la lingua, penso che le storie siano divertenti e facili da seguire. Dal punto di vista di qualcuno che si interessa nella psicologia, le storie di Sclavi sono piene di fantasia e raccontano cose fantastiche, strane e incredibili. Però le storie anche ci mettono di fronte alle nostre segrete paure ed ai nostri incubi, con un ineguagliabile ironia. Scalvi ci insegna che proprio con la satira e la nostra abilità di ridere alle nostre paure, possiamo scioglierci i nostri orrori e renderli ridicoli come le fantasie dei suoi fumetti.

Dylan Dog un anti-eroe? Non affatto, “semplicemente un uomo” disse Sclavi. “Un uomo che non è come tanti gli altri, che non rifiuta lo sconosciuto ma cerca invece di infiltrarsi dentro per capirlo meglio, specificamente quando un mistero ed un orrore sono sepolti profondamente dentro l’inconscio”.

Ho trovato questa striscia di Dylan Dog con la musica e il testo inserito di Claudio Baglioni e voglio condividerlo con voi:

altre immagini di Dylan Dog

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Categories : italian books/libri, italian fumetti: comics, italian proverbs/proverbi, language learning
Tags : Dylan Dog, Tiziano Sclavi

• lo stato d’Emergency

By Melissa Muldoon · Comments (5)
Friday, April 16th, 2010

Ogni giorno sembra che siamo in un nuovo stato d’emergency. Quando si leggono i giornali c’è sempre una nuova crisi che gareggia per la nostra attenzione. Recentemente in Cina c’è stata un terremoto disastroso che ha ucciso tantissime persone. In Islanda c’è stata l’eruzione del vulcano e la nuvola conseguente di polvere che ora galleggia sopra l’Europa, vuotando il cielo degli aeroplani e bloccando i viaggiatori. In Polonia c’è stato l’incidente aereo che ha ucciso il presidente polacco, sua moglie e tanti altri dignitari.

In Italia c’è anche una nuova polemica che tratta dell’agenzia Emergency di Gino Strada, l’organizzazione umanitaria fondata per offrire assistenza medica alle persone civile nel medio oriente. Emergency è stata fondata nel 1996 da Strada, un medico di Milano. Emergency gestisce moltissimi ospedali nel mondo e otto in Afghanistan tra cui quello di Lashgar Gah. In tanti casi i centri medici sono situati molto vicino alla prima linea e nelle zone di guerra. In questi compound arrivano casi disperati e i medici lavorano intensamente e sono pronti a sacrificare la propria vita per aiutare gli altri.

Alcuni giorni fa, tre operatori di Emergency sono stati arrestati in Afganistan per essere coinvolti in un complotto per uccidere il governatore della provincia di Helmand. (Vedi l’articolo sulla Repubblica) In una perquisizione improvvisa all’ospedale a Lashkar Gah sono state trovate armi e i tre medici italiani di Emergency sono stati accusati di lavorare con i Talebani. Gli arrestati sono l’infermiere Matteo Dell’Aira, il chirurgo d’urgenza Marco Garatti, e il tecnico della logistica Matteo Pagani. I tre sono anche accusati di avere assassinato l’interprete di Daniele Mastrogiacomo, Adjmal Nashkbandi tre anni fa quando sono stati rapiti dai talebani, nonostante nessuno di loro fosse in Afgahanistan in quel tempo. Questa sembra un’incriminazione assurda perchè è stata l’organizzazione di Strada a battersi per la liberazione di Mastrogiacomo e degli altri ostaggi.

Adesso i tre sono in detenzione e l’ambasciatore italiano a Kabul dice che sono in buone condizioni, e che i diritti dei fermati saranno tutelati, però siamo ancora in attesa di più notizie e i familiari sono amareggiati dal silenzio dello stato.

Chissà che è successo nell’ospedale di Laskhar Ga. Non abbiamo abbastanza informazioni per suggerire una pista. In questa zona così turbolenta, è possibile che uno di loro sia stato minacciato dai talebani o forse l’organizzazione di Emergency è trattata così per screditarla per toglierla dalla zona. Dobbiamo aspettare ancora di più, per sapere quello che accadra’ ai tre medici di Lashkar Gah e per determinare lo stato d’Emergency in Afgahnistan.

Ecco un intervista di Gino Strada:

Ecco il vocabolario per capire meglio l’articolo: Gli afgani: “i tre italiani hanno confessato”.


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Categories : italian current event/eventi attuali, language learning
Tags : Emergency, Gino Strada

• cartoline da un paradiso tropicale

By Melissa Muldoon · Comments (11)
Tuesday, April 13th, 2010

Sono appena tornata dalle Hawaii. Volevo mandare a ciascuno di voi una cartolina dall’isola di Maui, però non avevo abbastanza tempo per farlo. Sentite, ero troppo impegnata! Ci vuole un sacco di tempo per andare in spiaggia per sdraiarsi sotto il sole o per andare a fare lo snorkeling per guardare i pesci e le anguille nella barriera corallina! Fortunatamente per me, ho evitato la tavola da surf (i miei figli volevano tanto che io ci provassi), ma ero troppo pigra e mi sono invece divertita un sacco galleggiando nelle onde imponenti sulla spiaggia “Grande” (Big Beach) sulla costa sud di Maui, nel parco nazionale di Makena. Dovrete accontentarvi delle immagini delle cartoline che ho messo qui sul blog.

È interessante notare gli usi particolari dell’articolo quando si parla delle isole. Per esempio si dice “le Hawaii”, mentre si dice semplicemente “Capri”, senza l’articolo. Si dice “il Madagascar (maschile), ma la Sicilia e l’Elba (femminile). Però si dice Cipro, Creta e Cuba senza articolo. Le regole sull’uso o sul non-uso dell’articolo davanti ai nomi di stati, delle isole o davanti ai titoli di persone sono strane e complicate. Per quanto riguarda le isole, ci sono strane ipotesi su isole grandi con articolo e isole grandi ma esotiche senza articolo; per cui Rodi è grande ma è esotica, mentre la Corsica non è tanto esotica. Capri è piccola e non ha articolo, l’Elba è piccola e allora è un’eccezione. (Vedete Articoli da viaggio di Matdid: Materiali didattici per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri.)

Sentite ragazzi, evidentemente, dovrete imparare a memoria quando di usare l’articolo e quando non di usare sugli articolo. Buona fortuna con tutto quello!!! Andate al sito di Matdid per provare alcuni esercizi degli articoli!

Dopo aver provato gli esercizi, se volete staccare la spina per un po’ e volete divertirvi con la vita Hawaiiana, mi raccomando di guardare questo video e vivere la vita e cavalcare le onde… almeno virtuali! Ecco la spiaggia “Big Beach!” Aloha! Mahalo! Ciao! Alla prossima volta….

Comments (11)
Categories : language learning
Tags : articoli con le isole, articoli da viaggio di Matdid, le Hawaii

• Mango

By Melissa Muldoon · Comments (8)
Sunday, April 11th, 2010

Alcuni anni fa a Milano, mio marito ed io siamo entrati nella Galleria per trovare un negozio di musica. La Galleria Vittorio Emanuele II è un passaggio fatto di due soffiti di vetro a volta, situato nord della piazza del duomo a Milano. Dentro si può trovare tanti negozi e ristoranti. È così popolare per gli incontri di affari e di piacere, che ha il nomignolo il salotto di Milano.

Sono molto fortunata di avere un marito che ama l’Italia quasi come me, e nonostante non parli la lingua, gli piace ascoltare la musica italiana. Dunque uno dei nostri passatempi preferiti è sentiamo insieme la musica dentro negozi della musica quando siamo là, per scoprire gli artisti nuovi. Quella sera a Milano abbiamo scoperto il cantante Mango e il suo CD “Ti porto in Africa”. Ci è piaciuto quel CD di Mango, e con alcuni altri, l’abbiamo comprato. Di Mango su Wiki dicono: Le sonorità tipicamente mediterranee vengono mescolate ad arrangiamenti rock e a nuove sonorità, segno che Mango è sempre alla ricerca di nuovi suoni e sempre aperto alle sperimentazioni musicali.

Stasera mentre suonavano le canzoni del CD Ti porto in Africa sul mio ipod, mi sono ricordata il momento in cui stavo accanto mio marito a Milano mentre condividevamo le cuffie per sentire Mango per la prima volta. Mi piace tutte le canzoni sul CD, comprende la canzone dello stesso titolo del CD “Ti porto in Africa”.

Mi piacerebbe, sì,
che tu passassi di qui
tra poco più di un attimo
e che portassi con te,
non solo i tuoi perché,
ne ho già dei miei da vendere,
ma tu sei fatta così,
tu prima dici sì,
ma pensi poi di perdere
quella tua verità
che sola, sola sta
seduta, sempre in bilico.
Sorprendimi quel po’,
tradisci i tuoi però,
non continuare a credere
che la filosofia
sia contro la poesia,
ma parti poi dall’anima.

L’ho raccontato al vento
che ti porto in Africa,
gli ho raccontato tutto,
anche quello che non so.
L’ho raccontato al vento
che ti porto in Africa,
gli ho raccontato tutto,
anche quello che non so.

Mi piacerebbe, sì,
che tu passassi di qui
tra poco più di un attimo,
che riciclassi quei
concetti sugli Dei
toccandomi nell’intimo.
Vorrei poterti dire
quanto si fa scuro
il mio orizzonte limpido,
se il cielo su di te
sospende nuvole
che offuscano il mio credito.

L’ho raccontato al vento
che ti porto in Africa,
gli ho raccontato tutto,
anche quello che non so.
L’ho raccontato al vento
che ti porto in Africa,
gli ho raccontato tutto,
anche quello che non so.

L’ho raccontato al vento
che ti porto in Africa,
gli ho raccontato tutto,
anche quello che non so.
L’ho raccontato al vento
che ti porto in Africa,
gli ho raccontato tutto,
anche quello che non so

Comments (8)
Categories : italian music/musica, language learning
Tags : Mango, Ti porto in africa

• un incontro virtuale diventa un incontro reale

By Melissa Muldoon · Comments (10)
Thursday, April 8th, 2010

Il mese scorso navigando internet ho trovato un bel sito chiamato “Becoming Italian Word by Word”. Mi piace trovare i blog che trattano dell’Italia e le esperienze delle persone che abitano li’. Però questo blog specialmente mi ha travolta perché parla specificamente della lingua italiana e l’amore dell’autore per la lingua. È il blog di Dianne Hales, la scrittrice di “La bella lingua: My love affair with Italian, the World’s most Enchanting Language”.

Dopo avere letto alcuni brani del blog di Dianne ero colpita davvero! Sono stata convinta di aver incontrato un’anima gemella. La sua storia e il suo desiderio d’imparare la lingua, sembrava molto simile alla mia. Dunque subito dopo questa scoperta piacevole, ho comprato il suo libro on-line e poi ho scritto una lettera alla scrittrice, in italiano, in cui ho spiegato che era strafelice di averla trovata! Dieci anni fa, chi potrebbe scambiare le email direttamente con uno scrittore che gli piace, non di dire niente di ricevere una risposta nello stesso giorno, dallo stesso autore! Come un tifoso di uno sport o un fan di un rock star, era fuori me stessa con l’euforia. (Dopo averle mandato la mia lettera speravo di non averla spaventata con il mio entusiasmo!)

Però Dianne era molto gentile con me e mi ha fatto una bella risposta in cui lei mi ha dato due inviti. Prima mi ha invitato ad una conferenza che lei dava a San Fransciso al museo ItalAmericano, in cui lei ha parlato dell’ Amore e cibo e la lingua italiana. Dopo la conferenza ci siamo conosciute e abbiamo avuto l’opportunità di parlare della nostra passione per la lingua italiano. Che bella cambiare un incontro virtuale, tra due persone innamorate della lingua italiano, ad un’incontro reale!

Dianne mi ha anche invitato a scrivere un brano per il suo blog, quello che ho fatto con molto piacere. Andate pure a leggere l’articolo chiamato Crazy in Love with the Italian Language. Mi raccomando di leggere anche il libro di Dianne. È molto bello e non importa se tu sei italiano o uno straniero che sta imparando la lingua. C’e’ sempre qualcosa interessante da scoprire di questa lingua magica.

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Categories : italian books/libri, italian history/storia, language learning, learning tip/suggerimento per imparare
Tags : Becoming Italian Word by Word, Dianne Hales, La Bella Lingua Italia, Melissa Muldoon
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