Diario di una studentessa matta
Blogging & tweeting in Italian to improve language skills. I am a graphic designer with a Masters in Art History, sharing my thoughts & stories about Italia
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Archive for May 2010

• ape e vespe frullano dappertutto l’italia

By Melissa Muldoon · Comments (6)
Monday, May 31st, 2010

Ci sono le api e le vespe che frullano nei giardini e poi ci sono le api e le vespe che ronzano nelle città. Dalle vespe e le ape che pullulano nelle strade, non bisogna avere paura di un pungiglione…ma che spavento il ronzio!

Ricordo bene il primo momento in cui ho sentito il ronzio di una vespa a Firenze. Il rumore ha echeggiato rabbiosamente lungo il viale ancora assonnato e buio, non appena toccato dai primi raggi del sole. Per guardare meglio la fonte di questo disturbo, ho spalancato le imposte del terzo piano e mi sono affacciata alla finestra. Ho visto una motocicletta con un guidatore con casco e giacca di pelle che si allontanava nella distanza, ma il rumore del suo motore rimbalzava lungo la caverna fatta dalle facciate degli edifici antichi, diventando sempre più forte. A quell’ora sembrava un suono sfrontato e fuori posto in quella vecchia città alla soglia dell’alba. Questo era la mia prima introduzione ad una vespa. Ma dopo alcuni giorni, mi sono abituata al suono ed è diventato naturale ed una parte integrale della vita quotidiana e della mia esperienza in italia.

23 Aprile 1945, viene depositata presso l’Ufficio brevetti di Firenze, da Piaggio & Co. S.p.A., la domanda di brevetto industriale per modello “di utilità” da titolo “Motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tuta la parte meccanica.”

Il prototipo fu disegnato da Corradino D’Ascanio, il responsabile per il disegno e costruzione del primo elicottero moderno. Al prototipo della motocicletta fu dato la sigla MP5 e soprannominato “Paperino”, il nome Italiano per Donald Duck dagli impiegati perché a loro sembrava che avesse una forma strana. Ad Enrico Piaggio non piacque il disegno originale e chiese D’Ascanio di rifarlo. L’ha rifatto, disegnandolo con un aspetto più moderno e aerodinamico. Quando il secondo disegno, chiamato MP6, fu mostrato ad Enrico Piaggio e lui ha sentito il ronzio del motore per la prima volta esclamò: “Sembra una vespa!” Da allora in poi la motocicletta resta incastrata con quel nome.

Nel 1946 D’Ascanio inventò l’Ape, un carro con tre ruote commerciale, basato sul disegno originale della Vespa. Oggi l’Ape è uno spettacolo normale in Italia, dove la sua misura piccola e compatta, permette di navigare le strade strette e di parcheggiare quasi dappertutto. Puoi vederle anche lungo le strade nella campagna dove gli agricoltori vendono i prodotti in proprio.

Ho visto questo video l’altro giorno su Italian Notebook. Penso che sia un bel modo per vivere una gita in Vespa indirettamente. Allora, sei pronto per andare in giro con una vespa? Metti il tuo casco e sali in sella. Facciamo una gita!

Volevo aggiungerti questo link al post…vedere Umbria in Vespa!

vocabolario:
pungiglione = sting
pullulare = swarm
ronzio = whir
imposte = shutters
affacciarsi = to look out over
sfrontato = shameless, brazen, impudent
soglia = threshold
brevetto = patent
casco = helmet

Comments (6)
Categories : language learning

• la moda: una parte del carattere nazionale

By Melissa Muldoon · Comments (7)
Friday, May 28th, 2010

foto fatta da Carol Sansone

Negli Stati Uniti non si vedono spesso i giornali o le riviste italiane nelle librerie o nelle biblioteche. Dunque l’anno scorso quando ho scoperto che sarebbe possibile ordinare la rivista “Elle Italia” tramite Amazon.com l’ho detto a mio marito che non mi dispiacerebbe riceverne un abbonamento a Natale. Che gioia quando lui infatti, me l’ha regalato! Ha scritto una cartolina carina in cui ha spiegato che mi regalava la lingua italiana e l’ha inclusa con la conferma dell’ordine. Non vedevo l’ora di ricevere la prima edizione nella posta. Però per quasi sei mesi dopo, ero un pochino disperata, mentre aspettavo l’arrivo della prima rivista direttamente dall’Italia. Ma l’attesa ne vale la pena ! Caspita! Che tomo! La prima rivista era enorme con pagine e pagine piene della moda e sembra che ogni edizione seguente della rivista sia più grande e più pesante della prima.

Secondo mio figlio, che ha dodici anni, queste bibbie delle moda, che parlano dell’alta società, delle case di moda, gli stilisti e le sfilate a Milano, sono strane come qualcosa pubblicato dai Marziani. Mi chiede sempre: “Mamma perché stai leggendo quella rivista in cui tutte le donne si vestono in modi così brutti e strani? In qualche senso ha ragione. Da un lato, mi piace leggere gli articoli in italiano e sfogliare le pagine per vedere le fotomodelle snelle (in qualche caso veramente magre!), eccentriche e stravaganti. Posso apprezzare le immagini nel senso che sono artistiche e avantgarde, nonostante le fotomodelle mettano abiti che non avrò mai il minimo desiderio d’indossare. Però dopo un po’, mi stufa di guardare tutte queste femmine nei panni adatti solo per la passerella.

Alla fine, trovo che la moda che mi piace di più, è la moda che io vedo nel quotidiano delle donne normali, che posso incontrare al lavoro, al supermercato o alla scuola. Negli stati uniti si può vedere uno stile di vestire rilassato, comodo e informale. Secondo me, non c’è niente molto di spettacolare da vedere qui. Però per vedere le vere dive della moda attuale, devi andare in Italia! Le donne là, che si vedono per caso lungo i viali e nelle piazze in quasi ogni città italiana, sanno perfettamente come di vestirsi.

Ci sono le donne vere…e poi ci sono le fotomodelle di Elle…

Sulla sinistra una donna italiana : sulla destra una fotomodella di Elle

Sulla sinistra una donna italiana : sulla destra una fotomodella di Elle

Sulla sinistra una donna italiana : sulla destra una fotomodella di Elle

Gli Italiani sanno come prelevare gli stili dalle riviste e renderli indossabili! Dallo stile degli occhiali, fino alla punta dei piedi, le donne istintivamente sanno come di mettere insieme i completi giusti con gli accessori che ne fanno complimento. C’è una grazia naturale e un’eleganza innata e non è importante se loro si vestono in blu jeans o in un abito di sera. Come Ives Saint Laurent diceva: vestirsi è un modo della vita (dressing is a way of life) e gli italiani abbracciano forte quest’idea è la fanno una parte integrale della loro vita.

Si può trovare la moda dietro ogni angolo in Italia. Ecco alcune foto fatte dalla mia amica Carol, che sta passando un anno in Italia a Soriano nel Cimino vicino a Roma. (Vedi il suo blog Our Year in Italy) Per caso lei ha incontrato un gruppo degli ospiti di un matrimonio lungo la strada e ha scattato queste immagini delle scarpe delle donne. Quando le ho viste ero incantata, perché, oltre a imparare l’italiano sono molto appassionata di scarpe! Puoi riconoscenere le turiste americane dalle vere italiane…le italiane sono quelle che mettono le scarpe fantastiche e hanno le borsette carine!

foto fatta da Carol Sansone

Mi piacciono tute le mode delle scarpe, dagli stivali di pelle e le scarpe ballerine di seta alle scarpe con tacchi a grattacielo!

foto fatta da Carol Sansone

Chissà come le donne riescono a camminare sui ciottoli. Sembra un po’ strano che invece di queste confezioni deliziose, gli italiani non hanno inventato le scarpe costruite per la portablitià. Per esempio, qualcosa con una suola piatta e dura fatta di cuoio pesante per salire sui gradini dei villaggi costruiti sulle colline! Ma invece no! Le scarpe per la maggiore parte, sono sempre con tacchi alti, fatte di stoffa di colorata o di morbida pelle scamosciata con sottili cinturini e piccole fibbie delicati. Gli italiani continuano a mostrare di scegliere l’eleganza in sprezzo alla disastrosa percorribilità delle strade! È una parte del carattere nazionale!

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Categories : italian fashion/la moda, language learning
Tags : Elle Italia, la moda italiana, le scarpe italiane, Our Year in Italy

• una lettera di dimissioni

By Melissa Muldoon · Comments (6)
Thursday, May 27th, 2010


“Caro direttore, ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell’edizione della 20 del Tg1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali.”

Parte la lettera scritta da Maria Luisa Busi, la conduttrice ben conosciuta del Tg1 da quasi vent’anni, a Minzolini, direttore attuale di Tg1. Lascia il Tg1 dicendo che non riesce a sopportare più che “oggi l’informazione del Tg1 è un’informazione parziale e di parte”. Nella sua lettera lei continua a spiegare che il dirottamento della verità da parte dei direttore del Tg1 sta causando la perdità di credibilità nei confronti dei telespettatori.

La Lettere di Maria Luisa Busi a Minzolini (testo integrale)

Dopo il suo incontro con le persone del’Aquila dove è stata inviata nel Febbrario 2010, lei ha visto personalmente la rabbia conseguente alle notizie trasmesse dalla Rai. La maggioranza delle persone in Italia, basandosi sulla notizie che hanno ricevuto tramite il Tg1, pensa che dopo un anno, tutto è già a posto a L’Aquila: la ricostruzione degli edifici e i negozi sono in corso, le persone senza tetto sono ritornate alle loro case, e l’industria è partita di nuovo. Però in realtà non è la verità. La Rai non ha affatto dato al pubblico la verità totale. C’è ancora un vero disastro a L’Aquila e le cose sono ancora deprimenti come nei mesi subito dopo il terremoto. Maria Luisa ha capito che la fiducia del pubblico era davvero compromessa quando un centinaio di persone ha inveito contro la troupe a cui Maria Luisa apparteneva quando è stata inviata a L’Aquila. Guardate il video:

illa trauma di questa rivelazione èa caduto come un sasso sui cuori degli italiani e anche sui cuori degli stranieri che guardano la situazione dall’estero. Ecco una ragazza italiana che ci racconta dei suoi sentimenti su questa vicenda:

Dopo il suo incontro con la gente dll’Aquila, Maria Luisa è ritornata e ha fatto questo servizio “Le attese degli aquilani” in cui ha mostrato al pubblico come vanno le cose veramente a L’Aquila. La tristezza è monumentale. Persone ancora senza case, la perdita del lavoro – L’Aquila invece di essere una vibrante città che ha ripreso la vitalità come l’ha rappresentata il Tg1, è in realtà una citta’ di fantasmi e di anime perse.

Maria Luisa, con la decisione di rinunciare alla sua posizione al Tg1, secondo me è un simbolo di tutto quello che è giusto, morale e onesto dell’Italia. Speriamo che gli altri come lei, possano riprendere controllo della situazione e fare cambiamenti per fare la differenza e ripristinare l’integrità dei meccanismi interni del governo e dei media nel prossimo futuro. Non andare via o girare la spalle. Maria Luisa, l’italia ha ancora bisogno di te.

vocabolario utile:
mansioni = responsibilities
dirottamento = hijacking
travisamenti = distortion, misrepresentation
inviato = dispatched
inveito contro = rage against


Comments (6)
Categories : italian current event/eventi attuali, language learning
Tags : Le attese degli aquilani, Maria Luisa Busi, Maria Luisa Busi a Minzolini

• non lontano da qui

By Melissa Muldoon · Comments (3)
Wednesday, May 26th, 2010

Non lontano da qui, solo pochi passi da noi, in Sicilia, c’e’ una ragazza che canta un po’ country e un po’ rhythm e blues. Secondo questa ragazza, che ama il suo paese appassionatamente e che trova la poesia in musica, “arte e poesia ci salveranno”. Questa cantante è Carmen Consoli.

Infatti, sono gli artisti intelligenti e perspicaci come Carmen, che mi fanno pensare che abbia ragione. Ha un suono musicale molto originale, una voce palpitante, e scrive testi unici e poetici. Riesce ad unire la musica folcloristica Siciliana, imparato dal padre, con il ritmo e blues stile americano, nella tradizione di BB King e dei Creedence Clearwater Revival. Ascolta questa canzone che lei ha fatto a San Francisco nel 2008 per vedere questa unione degli stili.

Da ragazza Carmen ha fatto parte della band “Moon Dog’s Party” che si esibiva in vari pub locali con un repertorio soul simile a Janis Joplin e Aretha Franklin. Poi dopo alcune esibizioni locali e nazionali ha avuto l’opportunità di partecipare al Festival di Sanremo nel 1996 con la canzone Amore di plastica, la quale ha raggiunto la finale. Da allora Carmen continua di avere successo in Italia e all’estero.

“Ha realizzato con grazia, ironia e passione un percorso in equilibrio perfetto tra tradizione e modernità, evitando accuratamente qualsiasi ingerenza, d’oltralpe e d’oltreoceano, per proseguire una originale ricerca musicale e poetica che la conferma quale artista di riferimento del pop d’autore italiano.” Per sapere più del suo discografia vi invito di leggere più nel blog di Radio Kaos.

La Consoli è molto orgogliosa del suo paese e lo spirito poetico che si trova in Sicilia. Ecco le sue parole: Io sono sempre felice di tornare a Palermo, è una città che mi emoziona. Cambierei un sacco di cose, se potessi. Ma sono sicura che la bellezza salverà la Sicilia. Perché una terra che vive di bellezza alla fine trova sempre il modo di sopravvivere, e di farlo nella maniera più nobile. Qui in Sicilia sono tutti artisti.

Carmen ha uno stile unico e non deve scusarsi per essere diversa. Non cerca di assimilare il tipico stile pop sdolcinato che si trova in Italia, ma ha il coraggio di inventare e seguire una pista totalmente sua. Lei è veramente un’artista e una poeta. Non lontano da qui, lei canta per noi.

Il nuovo CD, uscito in Italia nel autunno 2009 e qui negli stati uniti in gennaio 2010 (disponibile tramite itunes), è “Elettra” è come il nome indica si concentra su la tema di donna. La prima canzone di questo nuovo CD è Non lontano da qui.

Pioggia di’aprile

Pioggia d’aprile,
April rain

sui litorali, desolate
on your desolate shoreline

si adagiano
They are putting down

le imbarcazioni dei pescatori.
the fishing boats

Pioggia d’aprile,
April rain

dalle finestre donne operose
from the window hard working women

raccolgono
are collecting

i panni, stesi ad asciugare.
the clothes, spread out to dry

La tanto attesa, calda, stagione
The long wait, hot, season

sembra quasi che voglia farsi aspettare…
it seems almost that it makes us wait

Nei lunghi e sconfinati inverni,
In the long winter that hangs on

dolenti e gelidi,
achingly cold

ho simulato un invidiabile
I simulate an enviable

benessere.
well being

Nei lunghi e tormentati inverni,
In the places and tormented winters

che adesso volgono al termine,
that now turn to an end

è stata estranea troppe volte
it was foreign too many times

quella salubre autoironia.
that hearty self-mockery

Pioggia d’aprile,
April rain

dolci fragranze s’inseguono
sweet fragrant it follows you

e poi si disperdono
and the it disperses

lungo il pontile e tra i mandorli in fiore.
along the jetty and through the almonds in bloom

La tanto attesa, calda, stagione
The long wait, hot, season

sembra quasi che voglia farsi aspettare…
it seems almost that it makes us wait

Nei lunghi e sconfinati inverni,
In the long winter that hangs on

dolenti e gelidi,
achingly cold

ho simulato un invidiabile
I simulate an enviable

benessere.
well being

Nei lunghi e tormentati inverni,
In the places and tormented winters

che adesso volgono al termine,
that now turn to an end

è stata estranea troppe volte
it was foreign too many times

la consuetudine
the habit

di sorridere…
of smiling

Nei lunghi e sconfinati inverni,
In the long winter that hangs on

dolenti e gelidi,
achingly cold

ho simulato un invidiabile
I simulate an enviable

benessere.
well being

Nei lunghi e sconfinati inverni,
In the long winter that hangs on

dolenti e gelidi,
achingly cold

Comments (3)
Categories : italian music/musica, language learning
Tags : Carmen Consoli, Non lontano da qui, Pioggia d'aprile

• deliziose espressioni del giorno

By Melissa Muldoon · Comments (4)
Monday, May 24th, 2010

Fresche e calde! Ecco alcune espressioni deliziose del giorno! Per togliermi uno sfizio oggi ho deciso di parlare solo di sei espressioni. Mentre lavoravo mi è balenata l’idea. Potete dire che bella faccia tosta scrivere solo di un paio di frasi, invece di compilare una lista più vasta. Però secondo me, quando si impara una lingua straniera in modo fai-da-te penso che sia meglio poco, ma ottimo se si vuole ricordare bene tutti i significati. Spero che strizziate un’occhio a me!

************************************************************************************
“Mi è balenato/a un’idea” vuol dire “an idea came to me in a flash”
Mentre caminava mi è balenata l’idea di come risolvere il problema.
While I was walking it came to me in a flash how to solve the problem.

“Togliersi uno sfizio” vuol dire: “satisfy a whim”
Cosa c’è di più bello di togliersi uno sfizio?
There is nothing better than satisfying a whim.

“Che bella faccia tosta” vuol dire “What nerve!”
Quella donna ha una bella faccia tosta fare la civetta con mio marito!
That woman has nerve flirting with my husband!

“Fai-da-te” vuol dire: “do-it-yourself”
Fai da te un sito web in pochi minuti!
Do-it-yourself website in just a few minutes!

“Meglio poco ma ottimo” vuol dire: “less is more”
Per fare una bella figura ricordati quando si veste meglio poco ma ottimo.
To make a good impression rememeber when you dress that less is more.

“Strizzare l’occhio” vuol dire: “wink” or “nod of approval”
Max Lopez strizza l’occhio agli Azzurri.
Max Lopez gives a nod of approval to the Italian soccer team.

Come sempre, quando io scrivo un blog cerco i video su youtube per dimostrare l’uso di una parola o una espressione. Quando cercavo qualcosa per “che faccia tosta” ho trovato una filza dei video che concernenti di Berlusconi(!)…ma ho deciso invece di mostrare questo video: fai-da-te i taralli. Il tarallo è un prodotto da forno tipico della Puglia, Campania e della Calabria. Principalmente si tratta di un anello di pasta non lievitata cotto in forno. L’impasto base è composto di farina, acqua, olio e sale. Ora che avete finito di masticare su queste espressioni, godetevi questo manicaretto: Sfizi in casa. Taralli fai-da-te!

Nota:
• Il mio amico, Gabriele che abita vicino a Parma a Salsomaggiore ,mi ha informato di questo: dalle mie parti si usa anche “faccia di tolla” dove “tolla” vuol dire “latta” ed è decisamente una espressione dialettale; poi ne esistono parecchie varianti, dall’innocua “faccia di bronzo” al più aggressivo “becco di ferro”, sino a frasi decisamente più scurrili

• Ho visto anche due versione di questa: “meglio poco, ma ottimo” o “meglio poco, ma buono

Comments (4)
Categories : italian cooking/cucina, language learning
Tags : che bella faccia tosta, fai-da-te, meglio poco ma ottimo, mi è balenato un'idea, strizzare l'occhio, Taralli, togliersi uno sfizio

• la bella Morante

By Melissa Muldoon · Comments (3)
Sunday, May 23rd, 2010

Alcuni giorni fa, ho guardato il film “Ricordati di me” di Gabriele Muccino, che racconta la storia di una famiglia italiana disfunzionale. Carlo è senza passione, annoiato di lavoro e sua moglie Giulia. Giulia è una donna scoraggiata e isterica perchè ha lasciato in dietro una carriera teatrale per prendersi cura della famiglia. Il figlio Paolo, si sente perso e respinto dagli amici. La figlia Valentina, viziata e materialistica, ha deciso di lavorare in tv come una ballerina e usa la sua femminilità e sesso al suo vantaggio. Quando Carlo incontra Alessia, un’innamorata dal passato, loro riaccendono le loro passioni fino a quando lui ha un incidente che cambia tutto…o forse le cose cambiano solo per un breve minuto!

Posso continuare a raccontare più della storia di “Ricordati di me” e fare un’analisi della trama, però vi suggerisco di guardarlo (ecco il trailer) e fare le vostre opinioni personali. Anzi, voglio invece parlare dell’attrice Laura Morante, che ha interpretato il ruolo di Guilia in questo film. Infatti, mi è piaciuto molto di più la Morante nei panni di una donna nevrotica e trafelata, che il personaggio di Alessia, la tentatrice triste e elegante, interpretata dalla bella Monica Bellucci. Nonostante gli occhi grandi e le labbra ampie della Bellucci, Morante sia incantavole come una donna consumata dei dubbi e indecisioni. Questa tenace donna smilza ha un mucchio di talento ed esperienza, inoltre alla sua bellezza! Io penso che lei sia grande!

La Morante nata in toscana, iniziò la sua carriera nel 1978 sul palco nel ruolo di Ofelia in un “Amleto“. Essendo un’attrice molto adattabile si è trasferita facilmente dal palco al cinema e poi alla televisione. Ha anche fatto il doppiaggio e ha dato la sua voce al personaggio di Helen Parr aka Elastigirl nella versione Italiana di “The Incredibles”. Ha lavorato in Italia e Francia con tanti registi famosi come Nanni Morreti (La stanza del figlio, 2001), Angelo Longoni (Non aver Paura, 2005), Laurent Tirard (Moliere, 2007), John Malkovich (The dancer upstairs, 2002) e Pupi Avati – il maestro di film dell’orrore italiano (Il nascondiglio, 2007). Per più del suo “filmography” clicca qui.

Di solito non mi piace guardare film dell’orrore come “Il nascondiglio” (state attenti: il trailer è molto spooky…fa venire i brividi!) Però mi interessa dopo aver letto che la storia si svolge in una cittadina di Iowa, in una grande casa isolata e sconvolta da un terribile delitto. Sono cresciuta in Iowa, io! Quindi mi è venuta la voglia di vedere come il regista Pupi Avati ha rappresentato il cuore del midwest americano. Ecco un’intervista con la Morante che parla su di “Il nascondiglio. Forse un giorno avrò i nervi d’acciaio, invece dei nervi a fior di pelle, e riuscirò a guardare quel film con la Morante che interpreta una donna recentemente uscita da un ospedale psichiatrico. Magari! Communque nel fratempo mi accontentarmi con i sui film come La stanza del figlio, per cui Morante ha vinto il David in 2006 per la sua interpretazione di una mamma inconsolabile dopo la morte del figlio. Film come questi, che trattano della vita interiore e dei rapporti familiari, secondo me, richiedono più dote artistiche, che attrici versatili, come la Morante, possono tenere con uno stile elegante e delicato.

Ecco alcuni trailer:

Trailer: La stanza del figlio

Trailer: Non aver paura

Laura Morante ha sposato con un francese e ha visuto un po’ di tempo a Parigi. Qui lei parla delle differenze tra un Romano e un Parigino…

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Categories : italian movies, tv/cinema, televisione, language learning
Tags : Gabriele Muccino, intervista con laura Morante, La stanza del figlio, Laura Morante, Nanni Morreti, Non aver paura, Ricordati di me

• vi presento Patry!

By Melissa Muldoon · Comments (2)
Friday, May 21st, 2010

È il mio grande piacere presentare Patry, la mia amica che abita in Sardegna. Ho conosciuto Patry su LiveMocha (una communità delle persone che imparano lingue) e siamo diventate amiche subito dopo il nostro primo “chat”. Lei ha una passione per l’inglese, i film Americani e per scrivere! Ecco le sue parole…

Salve a tutti, cari lettori del Blog di Melissa!

Oggi per voi, una novità pensata da Mely, infatti sarò io a scrivere un post, nel quale vi parlerò un po’ di me, del luogo in cui vivo e di ciò che faccio nella vita. Il mio nome è Patrizia, ho 22 anni e studio all’Università, Lingue e Comunicazione. Ho sempre avuto una passione per le lingue, sin da piccola mi hanno sempre detto che ero molto portata ai fini dell’apprendimento, e così già all’età di 10 anni, sapevo cosa avrei fatto “da grande”.

E’ stato così, che dopo aver terminato le scuole medie, ho intrapreso un percorso che spero a breve di portare a termine, cominciato al Liceo Linguistico, dove studiavo Inglese, Francese e Tedesco per 2 anni. Fra le tre lingue, quella che mi appassiona di più è senz’altro il Francese, trovo che sia una lingua molto sensuale, ma non disdegno sicuramente l’inglese, molto importante nella società moderna, e sogno un giorno di poterlo parlare bene almeno quanto Melissa sa parlare la mia lingua, l’italiano. Non è semplice, ci vuole tanta buona volontà e un impegno costante, ma credo di essere abbastanza motivata per poter portare avanti i miei studi.

In questo momento sto svolgendo un’attività di tirocinio presso un’associazione linguistica denominata One World Language Centre, si tratta di una scuola privata, soprattutto indirizzata agli adulti, per tutti coloro che hanno voglia di conoscere lingue e culture europee ed extraeuropee (ci sono corsi anche di giapponese per esempio), ma è altresì mirata a tutti gli stranieri che vogliono imparare l’italiano. Prima di entrare nel mondo della One World, non credevo che ci fosse così tanta gente interessata all’apprendimento dell’italiano, invece sono stata felice di notare l’esatto contrario. E’ un ambiente internazionale, incontro persone di tutte le nazionalità, ed è sempre un piacere scambiare quattro chiacchiere con qualcuno che appartiene a luoghi differenti dal mio. La nostra scuola è aperta tutto l’anno, ma se siete curiosi potete visitare il sito www.oneworldlanguagecentre.it oppure, mirato agli stranieri www.italianincagliari.com .

Vorrei ora approfondire proprio quest’aspetto della scuola. E’ infatti possibile imparare l’italiano anche gratuitamente e comodamente a casa propria, semplicemente collegandosi al sito www.oneworlditaliano.com, dove potrete svolgere esercizi di ogni genere, dalla grammatica, alla comprensione orale, alla comprensione dei testi. Credo che sia un ottimo aiuto per chi ha voglia di entrare nel mondo dell’italiano!

Il mio Paese immerso nella tranquillità...

Correlato all’ultimo sito del quale vi ho lasciato l’indirizzo, vi è un Blog. Esatto, un Blog proprio come questo che cura Melissa. Potete accedervi o cliccando sulla sezione “Blog”, oppure digitando
www.oneworlditalianoblog.com. Questo Blog è momentaneamente curato da me, sono la redattrice degli articoli che troverete all’interno, che parlano sempre e solo dell’Italia, non trattano argomenti politici, o argomenti che possano creare delle polemiche. Scritto abitualmente in maniera formale, non si da alcun parere su ciò che è l’argomento del post, ma si cerca di dare uno spunto ai lettori per riflettere su quanto letto, e potersi fare un’idea personale. Infine mi occupo della gestione del canale su youtube, One World Language Centre, dove troverete delle canzoni che fanno parte della musica italiana, sottotitolate appunto, in italiano, per poter dare la possibilità a chi sta iniziando, a familiarizzare con la lingua.

E credo di poter dire che, personalmente, ho imparato davvero tanto dalle canzoni. Qua in Italia, si sentono per la maggior parte canzoni straniere, in lingua inglese, e tante volte in passato sono andata alla ricerca di sottotitoli per poter capire meglio il testo di una canzone. E vi ripeto, a me è servito tanto, anche se può sembrare una cosa inutile, posso garantirvi che s’imparano tante cose. La scuola si trova in Italia, precisamente a Cagliari, il capoluogo di una regione chiamata Sardegna, che è la bellissima isola nella quale abito.

Cagliari e un po' della nostra splendida costa

La mia vita si divide tra tue città, Cagliari appunto, che è la sede dove lavoro ma anche la sededell’Università, e Guspini, un paesino di circa 13000 abitanti. Trascorro la maggior parte del mio tempo a Cagliari, da ormai 4 anni a questa parte, e credo che sarà così fino a quando non avrò raggiunto il mio obiettivo : laurearmi. Non so bene ancora quanto tempo ci vorrà, non è per niente facile, ma prima o poi arriverà anche il mio momento.

Guspini è però nel mio cuore, è il posto dove sono nata, e dove sta la mia famiglia. Purtroppo per gli impegni che ho, rientro solo nei week-end per trovare la serenità che qua a Cagliari è difficile trovare, in quanto città e come tale molto caotica. La mia casa a Guspini è quasi tra le montagne, quindi non soffro alcuno stress per i rumori del traffico, posso al massimo arrabbiarmi con il gallo che alle 5 canta, per il resto è davvero un posto dove si può raggiungere la pace dei sensi! Credo di aver parlato abbastanza per questa volta, se avete delle domande da farmi sono qui a vostra disposizione.

Vi mando un abbraccio tutto italiano, e un caloroso abbraccio a Melissa che mi ha dato l’opportunità di scrivere nel suo Blog, e quindi di potervi conoscere. A presto!

Un abbraccio a te cara Patry! Mi raccomando! Andate a vedere il blog che Patry scrive per One World! È davvero bellissimo!!!

Un giro per Guspini, vista dall’alto

Un giro realistico per le vie del mio splendido Paese, non è completo, nel senso che forse manca metà delle vie, però credo che per cominciare sia splendido, non trovi anche tu?

e questo video ritrae Cagliari scatto dopo scatto. La canzone in sottofondo è dei Tazenda feat. Eros Ramazotti e s’intitola “Domo mea” (trad. Casa mia). Il sardo è sassarese, quello della zona Nord-Ovest!

Comments (2)
Categories : amici italiani, italian current event/eventi attuali, language learning
Tags : Cagliari, Guspini, One World Language Center, Patrizia Muru, Sardegna

• festeggiamo la primavera!

By Melissa Muldoon · Comments (10)
Tuesday, May 18th, 2010

Maggio è il mese per festeggiare il ritorno della primavera; il momento giusto per celebrare l’amore e la promessa di nuovi inizi. Quando ero bambina festeggiavamo il primo Maggio in modi semplici. Tessevamo strisce di carte per fare cestini piccoli in cui mettavamo i fiori e le caramelle. Li lasciavamo davanti alle porte dei nostri vicini di casa. Suonavamo il campanello e poi, nascosti dietro i cespugli e facendo risatine, abbiamo spiavamo i nostri amici mentre raccoglievano i nostri piccoli regali.

In Italia festeggiano Maggio e la primavera in modi grandiosi, espressivi e creativi. Ci sono più colore, più drama (ed accidenti!), più fiori! Sin dall’inizio di Maggio, sto leggendo i post degli amici che abitano in italia, che parlano delle parate, delle cerimonie spettacolari e di concorsi in atti di destrezza…e sì, gli uomini che si vestono in calzamaglia! Accipicchia!

Nelle Marche, vicino a Urbino, puoi goderti il palio della rana; uomini vestiti in costumi medioevali, spingono carriole con una rana, in una prova quasi impossibile da finire!

A Ferrara puoi guardare la gara degli sbandieratori; uomini anche in costume che manovrano con precisione e destrezza i drappi in uno spettacolo che rappresenta uno spicchio di storia.

In Umbria c’è la bella festa di Calendimaggio. La gente di Assisi fa uno spettacolo indimenticabile e immaginativo, con costumi deliziosi, che sembrano di essere più parte di una scena di un film storico, invece dalla vita moderna delle persone comuni. Sono stata colpita immediatamente dalle immagini di questa festa, fatte da un nuovo amico Alessandro Rosa, che abita ad Assisi. Tutte le foto pubblicate qui, sono state fatte da lui. Gli ho chiesto il permesso di pubblicare le foto e lui ha gentilmente acconsentito. Grazie di nuovo per il tuo lavoro magnifico Alessandro! Hai catturato la bellezza della festa in foto che sono emotive e intense.

La storia di Calendimaggio si ispira rivalità tra la “Parte di Sopra” e la “Parte di Sotto” di Assisi e può essere tracciata indietro alle famiglie Nepis e Fiumi nell’età medioevale. Per più di duecento anni ci fu una faida sanguinosa tra le famiglie, fino a quando il governatore papale, Giovanni Andrea Cruciano, riorganizzo la città in tre contrade. D’allora, l’ostilità svanì e oggi è rimasta solo una sana concorrenza. Ma che concorrenza! Ci sono costumi del rinascimento e la Parte di Sopra e la Parte di Sotto di Assisi prendono parte in gare, spettacoli teatrali, concerti, balli e parate. Anche loro hanno i loro sbandieratori! Alla fine, uno delle contrade vince il premio “il Palio”. I perdenti giurano di ritornare l’anno prossimo per riprovare di nuovo. Quest’anno i vincitori sono stati da la “Parte di Sotto” (come nel due anni passati!)

Rebecca Brigolante, che abita vicino a Assisi e gestisce Brigolante Guest Apartments, mi ha raccontato che la parte più bella per lei è il suono dei tamburi durante il cortei. Il rumore è così forte che l’eco riverbera lungo tutto il corpo. Un veterano partecipante e dirigente del Calendimaggio solennemente le ha detto: “Tolgono la paura della morte”! Lui continuava dicendo che il suono del tamburo ci fa fare le cose corraggiose (o forse stupide) e per questo hanno usato i tamburi per alzare l’adrenalina e accelerare le palpitazione del cuore degli uomini che stavano per entrare in battaglia. Ci fa pensare che è anche la ragione per cui i ragazzi moderni guidano come pazzi quando ascoltano i ritmi del disco o hard rock sulla radio in macchina!

Infatti secondo i partecipanti Assisani (abitanti di Assisi), “L’idea del calendimaggio è quella di festeggiare la primavera, non solo il risveglio della natura ma anche dei sensi, una sorta di inno alla vita e alla giovinezza. Nonostante sia una festa di oltre 60 anni è sentitissima dai giovani che la identificano come il periodo dell’anno in cui si è più predisposti all’amore e al piacere carnale. Questo è citato chiaramente nell’inno che apre ufficialmente il calendimaggio, famoso tra tutti gli assisani, che è: “Echo la primavera che l’ cor fa rallegrare, temp’è d’annamorare e star con lieta cera…” (Spring has come to cheer up all hearts it is time to fall in love and to be in merry humour)
E se la primavera non riesce nel suo compito, ci si può sempre affidare alle taverne che con fiumi di buon vino contribuiranno ad abbassare le inibizioni.
(Gabriele Cruccolini di Umbria Lovers mi ha procurato questo da alcuni dei suoi amici di Assisi!)

Grandi spettacoli! Costumi che mozzano il fiato! Concorsi e gare! Che bel modo per festeggiare la gioia e tutti i miracoli della primavera. Mi viene la voglia di mettere una corona di fiori e danzare attorno al palo di maggio!

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Categories : amici italiani, italian festivales/feste, italian history/storia, language learning
Tags : Calendimaggio Assisi, Gabriele Cruccolini, maggio in italia, palio della rana le Marche, Parte di Sopra, Parte di Sotto, primavera, Rebecca Brigolante Guest Apartments, sbandierato Ferrara, Umbria Lovers

• inspira!…. espira!…. inspira!…. espira!

By Melissa Muldoon · Comments (8)
Sunday, May 16th, 2010

Prendi il tuo materassino, la tua cinghia e il tuo blocco! È l’ora per fare un po’ dello yoga! Lavoriamo duramente imparando nuovo vocabolario italiano e nuove strutture complesse di grammatica (congiuntivo imperfetto può scombussolare chiunque), e adesso abbiamo bisogno di rilassarci. Propongo che tu chiudi gli occhi, svuoti la mente e respiri. Vogliamo togliere lo stress e sgombrare la via per serenità e tranquillità… per prepararci per il prossimo livello dell’illuminazione per quanto riguardo il passato remoto!

Effettivamente faccio lo yoga due o tre volte alla settimana. Lo trovo un modo splendido per sgombrare la mente, diminuire lo stress ed aiutare il sistema cardiovascolare. Le posizioni di bilancio sono importanti per mantenere controllo sopra il corpo e per la stabilire concentrazione e focalizzare la mente.

L’altro giorno mentre facevo la mia pratica, cercavo di pensare in italiano e ho provato di tradurre le parole della maestra in italiano. Questo non è facile visto che nella pratica di yoga ci sono tante frase indiane e tante delle frase si continuano ad usare in inglese anche se la classe è insegnata in italiano. (Una maestra italiana che insegna lo yoga in Italia, mi ha detto questo). Per esempio, nella lingua indiana la posizione “piegare verso il basso come un cane” è adho mukha svansana o downward facing dog in inglese… e loro dicono lo stesso in italiano. Per il mio esercizio, communque ho cercato di tradurre tutto quello che potevo nonostante anche gli italiani usino le banale parole inglesi!

Allora! Cominciamo la nostra pratica. Prima, vieni a stare alla cima della tua materassino. Piega il corpo in avanti abbasando la testa e toccha la terra con le mani. Alza a punto medio con la schiena piatta e guarda in avanti. Poi piega di nuovo e tocca la terra con le mani di nuovo. Balza le gambe indietro. Fai la posizione di tavola per cinque respirazioni. Cammina i piedi verso le mani e fai “adho mukha svansana” o piega verso il basso come un cane. Dopo alcuni secondi balza la gamba destra in avanti. Con le mani insieme gira il corpo alla destra dal grembo e resta il gomito sul ginocchio. Respira. Inspira. Espira. Alza e raddrizza il corpo ed allungha le braccia sopra la testa. Metti le mani insieme e le porta davanti al centro del cuore. Namaste. Ti onoro.

Ho cercato una lista dei nomi delle posizioni in italiano ma non l’ho trovata. Dunque, ecco la mia traduzione di alcune espressioni:

posizione del piccione = pigeon pose

posizione del uccello del paradiso = bird of paradise

posizione di salma = corpse pose = savasana (la mia posizone preferita!)

raddrizzare = straighten

tuffare come giù come un cigno = swan dive

rotolare la caviglia = rotate the ankle

balzare verso = come into a lungh

piegamento = squat

bilanciare verticale sulla testa = head stand

posizione del corvo = crow pose (mettere i ginocchi dietro le braccia piegate sui gomiti, alzare i piedi e incrociarli alle caviglie, stare così in una posizione di bilancio, come nella foto sopra)

Ho sentito che in italia lo yoga sta diventando molto popolare. Ci sono tanti centri dello yoga che puoi frequentare e se tu vai a Milano, Roma o Lecce puoi visitare questi centri. (Metto alcuni link qui su blog solamente perché io penso che sia uno spasso leggere in Italiano degli servizi che questi centri offrono. Non posso raccomandare questi posti personalmente, però se qualcuno sa di un bel centro in italia, fammi sapere!)

Ho anche trovato un video in Italiano che spiega i meriti di Bikram Yoga a Roma. Io non faccio questo tipo di Yoga caldo. Faccio invece lo stile di yoga chiamata Vinyasa Yoga o Yoga fluido…io sudo abbastanza bene nella mia classe e non ho bisogno di fare yogo in una stanza di 105˚F o 40.5˚C! Comunque ho trovato il video interessante e volevo condividerlo qui.

Per sentire il vocabolario di un allenamento di movimento e bilancio simile a yoga ecco un altro video:

Fare yoga in aereo!

Nota importante!
Respirare = breath, Ispirare = Breath in, Espirare = Breath out.
Esalare = l’ultimo respiro (prima di morire) interessante perché in inglese non c’è una parola per l’ultimo respiro, diciamo “the last breath” per distinguere tra “esalare” e un respiro normale!
Aspirare = succhiare

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Categories : italian yoga, language learning
Tags : Bikram yoga a Roma, espirare, fare lo yoga, ispirare, respirare, yoga in italiano

• mentre camminavo

By Melissa Muldoon · Comments (23)
Friday, May 14th, 2010

Forse hai questo problema. Quando tu parli in italiano o in qualsiasi lingua straniera, la mente si blocca. Forse hai un vocabolario grande e tu sai bene la grammatica, però quando tu cerchi di parlare, le parole ti sfuggono e hai difficoltà a ricordare la parola adatta nel momento giusto. Sembra che non ci sia una connessione tra il cervello e la bocca. È come una paralisi e il risultato e che tu balbetti come un idiota. Odio quando questo accade.

Per tante persone cambiare da una lingua ad un’altra non è facile come accendere un interruttore. Essendo americana, la mia mente, per la maggiore parte, è sempre piena di pensieri in inglesi (eccetto in quei bei momenti quando dormo e io sogno in italiano). La chiave per parlare più naturale quindi, è trovare modi in cui possiamo rilassarci e scoprire metodi per “riscaldare” la mente e aprire nuove “piste” tra i neuroni del cervello. Secondo me, per avere un ritmo e una cadenza naturale e per ricordare parole spontaneamente, dobbiamo trascorrere più tempo pensando nella lingua che vogliamo parlare.

Dunque dato che il mio desiderio di comunicare in italiano è incrollabile e ostinato, oggi ho deciso di parlare e pensare solamente in italiano. Pensereste che sia un po’ difficile, visto che nessuno in famiglia parla in italiano, però ho un ascoltatore avido e paziente nel mio cane, anche se lui non ha nessun’altra scelta, perché lo tengo in ostaggio con il guinzaglio. Poverino! Quindi questa mattina sono uscita con l’idea di parlare ad alta voce in italiano con lui, di tutto quello che avrei visto mentre camminavamo. Avevo in mente di annotarmi le parole che non riuscivo a ricordare facilmente o che non sapevo affatto, mentre facevo uno sproloquio.

Ecco alcuni dei miei pensieri…

Sto camminando con il cane. Andiamo, andiamo…C’e’ un fiore viola con i petali lunghi e nel centro del fiore c’è giallo… è non so come si chiama il fiore in italiano…merda! Che schifezza non posso ricordare il nome in italiano! (Ho controllato il dizionario quando sono ritornata ed era un “Iris” = “Iride o Giaggiolo”).

Stiamo passando davanti a un parcheggio non fatto di cemento o mattone, ma invece pieno di …come si chiama “gravel” -ah sì, ora me la ricordo… la parola giusta è “ghiaia”. Non si dice “concreto” per “cemento” come in inglese…”concreto” è per le idee, cemento e per il materiale usato per costruire gli edifici.

Dall’altra parte della strada c’e’ un’anziana donna indiana che mi sta salutando. Ha un maglione rosso sopra il suo sari.

Sto passando vicino ad un giardino con una bella rosa rossa. Ci sono le rose rosa e ci sono le rose rosse. Sembra uno scioglilingua! C’e’ un’amica che mette sempre gli scioglilingua sulla sua pagina di Facebook. Devo controllare la pagina quando ritorno e sarò davanti il computer di nuovo.

Il cane sta tirando forte il mio braccio….temo che mi tolga il braccio fuori dalla mia…come si chiama questa, la parola non è “ascia” (hatchet)… ma…sì “ascella” (armpit)!

Questo cane mi fa impazzire. Deve fermarsi ogni due minuti per fare la pipi…nella “seppia” (cuttle fish)…no, questa parola non va bene…intendo “siepe” (bush). So che c’e’ un’altra parola per “siepe”….questa sarebbe…. sì, “cespuglio”. Ricordo la frase inglese “to beat around the bush” come si dice in Italiano….devo controllare quando ritorno a casa…(Ma infatti in italiano non si dice: “battere intorno la siepe ma invece: Smettila di tergiversare e vieni al punto)

Forse questo dialogo non ha totalmente senso, però è una piccola parte della corrente dei pensieri che ho avuto durante la mezz’ora di camminata con il cane. Mi sono sforzata a lasciare indietro inglese o quasi per alcuni minuti. La pratica mi ha sblocatto la mente e mi ha riscaldato il cervello faccendolo più agile. Mi ha costretto a scegliere le parole e le frasi giuste in italiano, con calma e senza un dizionario. L’ho trovata un bel allenamento! Cerco di pensare più spesso in italiano in questo modo. Magari, mi aiuta a parlare meglio in una conversazione più “normale”.

Allora, ora me ne vado in palestra! Domani scriverò delle parole italiane che uso durante l’ora dello yoga! Mi raccomando….cammina cammina e pensa in italiano!

Cammina Cammina di Amedeo Minghi – questa è una canzone che sento tutta la volta sulla radio. Quando scrivevo questo blog mi è venuta in mente!

Divieni via via più vicina
Sorride e affianca il mio passo
Che impervia è la strada ma non è sbagliata restiamo vicini
La vita è una sfera che corre e che va
E? la meglio che c?è
Per me
Per me che vivrei tutto il tempo a parlare di te
A parlare di te
Cammina cammina
Divieni via via più vicina
Io sono con te per la vita
Lo stesso che penso di te
Se potessi indovinare il tuo dolore
Non soffriresti mai
Ogni volta che ti trema troppo il cuore
Con me respirerai
Io di difenderei
Io di difenderei
ti difenderei
Sai che lo farei
Cammina cammina
Sei qui con la testa e ti sento
Non conta più niente che noi siamo il resto
La nostra è una storia che è fatta d?amore
Andremo lontano non è un?avventura
Se sono con te
La mia memoria diventa per sempre così
Quella meglio che c?è
Per me
Per me che ho passato la vita a pensare di te
A pensare di te
Cammina cammina
Divieni via via più vicina
Io sono con te per la vita
Lo stesso che penso di te
Se potessi cancellare tutto il male
Tu non sapresti mai
Non importa s?è domenica o natale
Con te mi troverai
Io di difenderei
Io di difenderei
Ti difenderei
Lo sai che lo farei
?sei verso di me
Cammina cammina?
Se potessi cancellare tutto il male
Tu non sapresti mai
Non importa s?è domenica o natale
Con te mi troverai
Io di difenderei
Io di difenderei
Ti difenderei
Sai che lo farei
?sei verso di me
Cammina cammina?

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Categories : language learning, learning tip/suggerimento per imparare, speaking italian/parlare
Tags : Amedeo Minghi, Cammina Cammina
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