Diario di una studentessa matta
Blogging & tweeting in Italian to improve language skills. I am a graphic designer with a Masters in Art History, sharing my thoughts & stories about Italia
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Archive for June 2010

• che vita!

By Melissa Muldoon · Comments (6)
Tuesday, June 29th, 2010

Non si sa mai che cosa la vita ci porterà. La settima scorsa non avevo la minima idea che in un baleno la mia avrebbe preso una nuova bella direzione! Ma è vero e fra poco, quando tutti i dettagli saranno definiti, vi rivelerò la mia bellissima notizia! Per ora ho un sogno nel cassetto!

Questo pomeriggio, mentre stavo sistemando questa nuova iniziativa, ho ascoltato “il meglio” di Samuele Bersani. Ci sono alcune grandi canzoni in questa collezione come “Che Vita!”, “Coccodrilli” e “Cado giù”. Originariamente di Rimini, Samuele Bersani è uno dei più sensibile autori italiani che già da bambino sognava di essere un cantautore. Però secondo me le sue parole sono più di un poeta! Pensavo di tradurre una canzone, ma poi mi sono resa conto che queste canzoni non dovrebbero essere tradotte. Sono meglio nella lingua originale …molto più poetiche!

Che Vita!

Coccodrilli

Le mie parole

Il testo: Le mie parole

Le mie parole sono sassi
precisi aguzzi pronti da scagliare
su facce vulnerabili e indifese
sono nuvole sospese
gonfie di sottointesi
che accendono negli occhi infinite attese
sono gocce preziose indimenticate
a lungo spasimate e poi centellinate, sono frecce infuocate che il vento o la fortuna sanno indirizzare
Sono lampi dentro a un pozzo, cupo e abbandonato
un viso sordo e muto che l’amore ha illuminato
sono foglie cadute
promesse dovute
che il tempo ti perdoni per averle pronunciate
sono note stonate
sul foglio capitate per sbaglio
tracciate e poi dimenticate
le parole che ho detto, oppure ho creduto di dire
lo ammetto
strette tra i denti
passate, ricorrenti
inaspettate, sentite o sognate…
Le mie parole son capriole
palle di neve al sole
razzi incandescenti prima di scoppiare
sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare
piccoli divieti a cui disobbedire
sono andate a dormire sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare
si perdono al buio per poi ritornare
Sono notti interminate, scoppi di risate
facce sopraesposte per il troppo sole
sono questo le parole
dolci o rancorose
piene di rispetto oppure indecorose
Sono mio padre e mia madre
un bacio a testa prima del sonno
un altro prima di partire
le parole che ho detto e chissà quante ancora devono venire…
strette tra i denti
risparmiano i presenti
immaginate, sentite o sognate
spade, fendenti
al buio sospirate, perdonate
da un palmo soffiate

Espressioni: in un baleno = happened in a flash, ho un sogno nel cassetto = to keep something undercover, hidden

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Categories : italian music/musica, language learning
Tags : Che Vita, Coccodrilli, Le mie parole, Samuele Bersani

• il grande grana padano!

By Melissa Muldoon · Comments (7)
Friday, June 25th, 2010

Di solito i turisti che vanno a Mantova, visitano il Palazzo Ducale della famiglia Gonzaga per vedere l’arte di Mantegna e i suoi bellissimi soffitti, o magari loro vanno a visitare il palazzo Te, la villa stupenda di Frederico II Gonzaga, che fu costruito da Giulio Romano, dove si trovano l’arte del rinascimento e una galleria con esibizioni interessanti. O loro possono vagare le strade di Mantova per godersi la vista delle case lungo il canale e camminare attraverso la piazza Erbe in questa piccola città meravigliosa vicino a Verona nel Veneto.

Mio marito ed io abbiamo fatto tutte queste cose l’ultima volta che eravamo in Italia. Però non siamo contenti se non facciamo qualcosa fuori la schema tipica di un viaggiatore nell’Italia. Quindi eravamo strafelici di aver avuto l’opportunità di visitare una fabbrica del consorzo di Grana Padano, nella periferia nord di Mantova, quasi nella campagna dove si trovano le mucche. Sì, mi avete capito bene! Abbiamo visitato il posto dove loro fanno il formaggio famoso della pianura Padana. Ci piacciono molto tutti i formaggi dell’Italia, dunque è sembrata un’occasione perfetta, da non perdere.

Le nostre guide erano il papà e il cugino di una cara amica che adesso abita negli stati uniti. I suoi suoceri Milanesi, Renza e Settimo, hanno una casa estiva a Mantova in cui passano tutta l’estate in campagna. Abbiamo trascorso un giorno splendido con loro, in cui abbiamo visitato un vigneto vicino a Garda dove abbiamo visto l’inizio della vendemmia e abbiamo pranzato a Borghetto, un villagio romantico situato proprio sul fiume Mincio, pieno di mulini. Abbiamo anche avuto l’opportunità di camminare intorno le stalle delle mucche di cugino Giorgio alla sua fattoria per toccare i musi delle proprio mucche che fanno il formaggio Grana Padano. Poi abbiamo visitato la Latteria Sociale Manotova per vedere come loro producono questo formaggio specializzato, caratterizzato dalla struttura granulare tipico nella Valle Padana fin dall’undicesimo secolo.

Grana Padano e Parmigiano Reggiano sono due dei formaggi più importanti di Italia. Quale sarebbe la differenza tra loro, chiedete? È una questione di quello è dato da mangiare alle mucche! Per Grana Padano, le mucche ricevono mais e una mista dei prodotti vegetale, mentre le mucche che producono Parmigiano Reggiano ricevono solamente paglia e fieno. Poi c’è una differenza nel tempo dell’invecchiamento per ciascun formaggio. Grana Padano ha bisogno di quindici o sedici mesi per maturità mentre il Parmigiano ne ha bisogno di ventidue o venti prima che il formaggio sia pronto per assaggiare.

Ecco la storia di Grana Padano dal sito web dal consorzio.

La nascita del Grana Padano è una storia affascinante, che risale all’anno mille e all’ingegno dei monaci benedettini. L’opera di bonifica compiuta dai monaci Cistercensi dell’abbazia di Chiaravalle favorì il diffondersi dell’allevamento del bestiame, che generò ben presto una ricca disponibilità di latte, di gran lunga superiore al fabbisogno della popolazione. Fu così che i monaci misero a punto la “ricetta” del Grana Padano, geniale espediente per la conservazione dell’eccedenza di latte.

Nasce così un formaggio a pasta dura che stagionando, conserva i principi nutritivi del latte e acquista un sapore inconfondibile, dolce e saporito allo stesso tempo. Formaggio a cui viene spontaneamente attribuito il nome di “grana” per la pasta granulosa che lo caratterizza.

La fama del Grana Padano si consolida nel tempo e ben presto diviene formaggio pregiato protagonista dei banchetti rinascimentali di principi e duchi, ma anche principale alimento di sostentamento delle genti delle campagne durante le terribili carestie. Un formaggio dalle due anime: ingrediente di spicco delle ricette dell’elaborata cucina nobiliare e caposaldo della tradizione gastronomica popolare.

Con il passare del tempo la pratica della trasformazione del latte in “Grana” si diffonde, tanto da diventare uno dei pilastri dell’economia agricola. La tradizione produttiva del Grana Padano si è tramandata nei secoli secondo metodologie invariate che assicurano ancora oggi al prodotto le caratteristiche organolettiche e l’aspetto che lo hanno reso celebre in tutto il mondo.

Dopo un giorno a Mantova ho visuto la storia di Grana Padano dalla fattoria rustica alla fabbrica industriale. Ora voglio condividere con voi le pubblicità raffinate di Grana Padano! Voglio anche fare notare che l’attore, in almeno due di questi spot, è Simone Montedoro che fa il ruolo del Capitano Tommasi nel teleromanzo Don Matteo! Potete vedere un clip di Don Matteo qui, e per vedere tutti gli episodi va a RAI.TV.

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Categories : amici italiani, italian commercials/pubblicità, italian cooking/cucina
Tags : Borghetto, grana padana, Latteria Sociale Mantova, Mantegna, Mantova, Palazzo Ducale Mantova

• fuori il rospo!

By Melissa Muldoon · Comments (4)
Wednesday, June 23rd, 2010

Ritorno con alcune espressioni e parole carine che ho incontrato durante la settimana precedente. La prima espressione l’ho sentito mentre stavo ascoltando una puntata di Un posto al Sole. Se volete sapere, il dramma continua per tutti a Palazzo Palladini e come vi ho predetto c’è guaio per Elisa, Lorenzo e Filippo…aspetta scusatemi! Posso indovinare dalle vostre facce che la storia di questo teleromanzo non vi interessa in questo momento. Va bene, riservo questa storia per un’altra volta!

Allora… come stavo dicendo l’espressione che ho sentito è stata detta durante uno scambio tra Silvia e Guido, personaggi di Un posto al sole, mentre Silvia cercava di sapere uno dei segreti di Giudo e lei gli ha detto: “Fuori il rospo!” Dunque “Fuori il rospo” è simile all’espressione inglese: “Out with it” o “Cough it up!” Parlando di rospi, c’è anche la bella espressione “Inghiottire il rospo”! che vuol dire: ammettere che tu hai sbagliato in un modo umile, simile al nostro “Eat crow”!

Un’amico mi ha scritto una lettera in cui lui ha usato quest’espressione: “Non è farina del mio sacco….” Quest’espressione vuol dire non è il mio lavoro originale, l’ho preso in prestito da qualcuno altro. Potreste immaginare le vere conseguenze se qualcuno mettesse veramente la mano nel sacco di farina di qualcuno altro!

In uno dei miei podcast ho sentito questa frase: ”perdere slancio” che vuol dire perdere la voglia di fare qualcosa o in inglese: “lose momentum”. La parola “slancio” vuol dire “impulse”. C’è anche la bella espressione: “agire di slancio” che vuol dire fare qualcosa senza pensare troppo alle conseguenze. In inglese: “act on impulse” o fare qualcosa in un modo frettoloso o “slapdash”. Se mia madre fosse stata Italiana o avesse parlato in Italiano lei avrebbe usato “agire di slancio” tutta la volta con me quando ero giovane!

Alcune belle parole per questa settimana sono queste:

pullulare : swarm about, I canali di Venezia pullulano dei motoscafi

rammaricarsi di : to regret : Mi rammarico di non essere andata in Puglia l’ultima volta che sono stata in Italia. o Non mi rammarico di nulla.

rammaricarsi per : feel sorry for

rammarico : regret

assistere a : to attend, Ho assistito al matrimonio del mio cugino

Finalmente vi lascio con l’espressione “Su con la vita!” Un’espressione di incoraggiamento, della quale ognuno di noi ha bisogno. Posso paragonarla all’espressone in inglese: “Always look on the bright side of life”.

Allora due video per bambini che trattano di “Su con la vita!”

Il primo video è per i “bambini piccoli” e viene da Disney e Ro (Ro = Winnie the Pooh in Italiano) in cui i personaggi nel Bosco dei Cento Acri cercano di fare sentire meglio Ih-Oh (Ih-Oh = Eeyore). Carino no, che Piglet in Italiano è “Pimpi”?

Il secondo video è per i “bambini grandi” e viene da Monty Python dal film “Life of Brian” (La vita di Brian). La prima parte del clip è in italiano ma la canzone Always look on the bright side of life” è in inglese.

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Categories : italian vocab list, language learning, Un posto al sole
Tags : espressioni utili, Fuori il rospo, inghiottire il rospo, non è farina del mio sacco, perdere slancio

• Lello monello ha fatto un gran macello…

By Melissa Muldoon · Comments (7)
Monday, June 21st, 2010

Cara ti sto ascoltando…ma per carità, non ti ho proprio capito bene!”

Dopo una pausa imbarazzante ho ripetuto quello che stavo dicendo ad una signora originariamente di Roma. “L’anno prossimo mio figlio va alla scuola media e cambierà scuole”.

“Cosa?” Ancora una volta ho incontrato il suo sguardo perplesso e mi sentivo proprio a mio disagio.

“L’annnnnnnnno prossssssimo mio figlio va a scuola media….” ho parlato lentamente.

“Ah! Sì, sì, sì!!!! Ora posso capirti, bella!

Che guaio! Che vergogna! Una conversazione che è andata storta! La mia lingua americana mi ha tradito di nuovo. Nella mia impazienza di pronunciare la parole “anno” ho sbagliato e ho fatto una brutta figura! Io intendevo “anno prossimo” (year) ma lei ha sentito “ano prossimo” (arse). Non ho tenuto il suono della “n” abbastanza lungo nella parola “anno” e così ho reso un effetto disastroso e ho detto quasi una parolaccia!

Posso rottolare le mie “rrrrr” perfettamente ma qualche volta non allungo abbastanza le doppie consonanti. Poichè nella maggiore parte delle altre lingue le consonanti doppie non hanno pronuncia diversa da quelle singole, qualche volta noi stranieri non ci rendiamo conto l’importanza di pronunciare bene le doppie consonanti. Ma in Italiano le consonanti doppie sono fondamentali perché servono a distinguere tra parole che senza la doppia si confonderebbero. Per evitare momenti embarrazanti è importante ricordare che il il suono nella pronuncia delle consonanti doppie è leggermente più lungo.

Ecco un piccolo tentativo di scrivere i suoni…però meglio andare al sito di Forvo per sentire le parole parlate: http://www.forvo.com/languages/it/

note = noote (la vocale “o” è molto lunga, ovvero pronunciamo noote)
notte = NoTTe (la “o” corta).

fata = faata
fatta = FaTTa (la a corta)

seta = seeta
setta = SeTTa (la e corta)

Dopo il mio incontro l’altro giorno con la donna di Roma mi sentivo un po’ come Lello monello che ha fatto un gran macello!

Lello, che monello!
Ha fatto un gran macello…
Le doppie ha sbagliato
e il mondo non va più!

Ehi papà, Giochiamo con la pala
Ahi, che botta! Io non ci gioco più!

Mamma, a cassa, io me ne voglio andare!
È stretta, Aiuto! Io non ne posso più!

Ciao, amico, portiamo a spasso il canne
come pesa! Dai, portalo un po’ tu

Ehi, Mimì ti serve una pena?
Non, non scrive, tienitela tu!

Lello, che monello!
Ha fatto un gran macello…
Ma ora ha sistemato
e adesso il mondo va

Ehi, papà! La palla ora ce l’ho!
Poi, con mamma a casa tornerò.
Dai, amico, col cane andiamo in giro,
e a te, Mimì, darò la penna biro!

Vi racconto questa storia ammonitore per spiegare che noi stranieri dobbiamo stare attenti delle consonanti quando parliamo. Con un po’ di pratica e pazienza ricordiamo di tenere il suono un altro battito quando c’è una parola con le consonanti doppie!

Alla fine della nostra conversazione la signora di Roma mi ha raccontato qualcosa carino che mi ha fatto sentire un pochino meglio. Mi ha spiegato che ci sono alcune parole nella lingua inglese che non azzarda mai di pronunciare. Per esempio, lei rifiuta di pronunciare la parola “sheet” perchè la parola “sheet” con suo accento diventa “shit”! Sì, mi ha fatto sentire meglio!

Allora un po’ di divertimento! Potete vedere le parole sbagliate che richiedono le consonanti doppie?

La strana zuppa del venerdi
Metere nel pentolone sete calzini
e oto anguile con i bigodini,
tre piume di galina canterina,
il beco di un’ocheta birichina,
le vele di una sola barcheta,
la ruota di una bicicleta
e il naso sempre arosato,
del pover nono Renato

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Categories : amici italiani, speaking italian/parlare
Tags : La strana zuppa del venerdì, le consonanti doppie

• indovini quando otto e mezzo è più di nove?

By Melissa Muldoon · Comments (2)
Friday, June 18th, 2010

l'ultima scena di Otto e mezzo

Il gennaio scorso è uscito il film Nove di Robert Marshall. Non vedevo l’ora di vederlo visto che il film americano si è basato sul film Otto e mezzo di Federico Fellini. Però non ho avuto l’opportunità di vederlo perché il film è stato tolto dalle sale prima che qualcuno potesse dire “Saraghina! Fai la rumba”! Sembra che il film, nonostante un gruppo impressionante di attrici internazionali (Nicole Kidman, Kate Hudson, Penelope Cruz, Fergie, Judi Dench, Sophia Loren e Daniel Day Lewis), non abbia raggiunto lo stesso livello di grandezza rispetto al film originale di Fellini. L’ho dimenticato fino a quando è arrivato nella posta da Netflix. L’ho ordinato tanti mesi fa quando mi sono resa conto di averlo perso in sala. Comunque l’altra sera, visto che aveva finalmente in mano questo film, ho deciso di guardarlo per giudicare per me stessa come era.

Marcello Mastroianni - Guido

Il titolo del film originale Otto e mezzo per chi non sa, si riferisce al numero di film che Fellini ha fatto fino a quel punto nel 1963; sei film lungometraggio e due film corti e un film in collaborazione con un altro regista. Secondo me Otto e mezzo sia un film strano e bellissimo. Marcello Mastroianni fa il ruolo di Guido Aneselmi, un regista che soffre di un blocco mentale e il film è un misterioso racconto del turbamento psicologico di una persona artistica. “In crisi esistenziale e creativa, alle prese con un film da fare, un regista fa una sorta di mobillizzazione generale di emozioni, affetti, ricordi, sogni, complessi, bugie” (F. Fellini). Essendo un’artista posso capire che qualche volta ci sono momenti in cui si sente un po’ di panico quando si affronta un nuovo progetto, dunque posso apprezzare le sottigliezze di questo pezzo quasi autobiografico di Fellini. Mi affascinano lo studio dei caratteri e tutti i personaggi di diversi temperamenti e diversi livelli sociali, che si trovano nei film di Fellini, che ci aiutano a capire meglio la condizione umana.

Allora, il nuovo film Nove, prima era uno spettacolo su Broadway e nel 1982 ha vinto cinque Tony Award, compreso il premio per la musicale migliore. Infatti, la musica dello spettacolo è grande e ci sono tante belle canzoni con le quali ci possiamo divertire. Però la mia critica del film è che ha perso l’opportunità di allargare la visione della versione teatrale. Sul palco c’è sempre una limitazione di spazio e scene, però il film continuava con una messinscena limitata e costretta simile a quello che si può trovare sul palco. Poi posso concordare con questi commenti dal sito Rotten Tomatoes:

[Director Robert] Marshall and screenwriters Michael Tolkin and Anthony Minghella can only muster a ridiculous American fantasy of Italian culture and la dolce vita.

Despite the A-list cast, this musical tale of a 1960′s Italian film director with writer’s block lacks the sense of passion, mystery and pain that should accompany any journey into the imagination of frustrated artistic genius.

While Fellini’s 8½ was a glorious melange of myths, women and dreams, Marshall’s Nine is the product of a neat freak whose determination to tidy everything up ruins all the fun.

Daniel Day-Lewis’ miscasting throws the entire movie off kilter and one is left to contemplate the holes in the material.

Va be’. Non è talmente bello come il film di Fellini, però ci sono momenti divertenti e grandi, come il momento quando Fergi canta “Sii Italiano!” nei panni di Saraghina o l’esecuzione di Kate Hudson della canzone “Cinema Italiano”. Nicole Kidman fa una bellissima rappresentazione di una diva nella vena delle attrici degli anni sessanta con i capelli biondi e il suo vestito biancao e penso che Penelope Cruz sia sempre affascinante in qualsiasi ruolo che sceglie di fare, anche quello dell’amante di Guido in questo film.

Ecco alcuni clip…uno di Novo e alcuni da Otto e mezzo di Fellini

Nove: Anteprima

Fellini: Otto e Mezzo

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Categories : italian movies, tv/cinema, televisione, language learning
Tags : Fellini, Fergi, Marcello Mastroianni, Nicole Kidman, Nine, Otto e mezzo, Penelope Cruz, Robert Marshall, Saraghina

• ottantacinque giorni… tre podcast

By Melissa Muldoon · Comments (6)
Wednesday, June 16th, 2010

Oggi le vacanze estive sono appena cominciate per i miei ragazzi. Ci sono solo ottantacinque giorni prima che la scuola ricominci a settembre. (Ma chi sta contando?) Loro sono a casa senza compiti per tutta l’estate! Non ci posso credere! Io invece non ho la minima idea di staccare la spina. Dunque, per rinvigorire la curva di apprendimento ho trovato alcuni podcast molto interessanti che ho intenzione di seguire durante i lunghi giorni caldi e pigri dell’estate.

Prima però voglio farvi conoscere un sito carino per il principiante o per chiunque vorrebbe rispolverare il proprio vocabolario di base. Questo non è un podcast ma invece un sito web chiamato “Language Guide.org” che ha la caratteristica notevole di essere una guida illustrata. Si passa il mouse sopra le immagini per sentire le parole.

C’è anche un nuovo sito, molto simile al sito di byki per fare le liste e i flash card chiamata “Word Steps”. L’uomo che ha creato questo sito, mi ha scritto e mi ha chiesto di passare l’informazione ai lettori. Se ti piace fare le liste delle parole, ecco il sito perfetto per te!

Allora per i podcast; ce ne sono di cui voglio parlare.

Learn Italian Pod
Questo Pod cast sarà perfetto per i principianti e per le persone che vogliono ascoltare un dialogo in inglese ed in italiano. I podcast sono gratis, però c’è sempre l’occasione di fare un “upgrade” per pagare per un VIP membership. Le cose che non mi sono piaciute, sono che 1) ogni pod cast comincia con una noiosa pubblicità in inglese per iscriversi al servizio, e 2) la musica che loro usano per “la colona sonora” è stereotipicamente italiana e sdolcinata. Blech! (la mia espressione di disgusto!) Ci sono alcuni livelli di ascolto: Principiante, Intermedio, Intermedio Avanzato, e Avanzato. Ho ascoltato alcune puntate Avanzate, una nella quale loro parlavano del film “Pane e tulipani”, e mentre mi è piaciuta la parte in italiano, penso che parlino ancora troppo in inglese e non voglio sprecare tempo ascoltare un dialogo in inglese.

LingQ.com & ItalianLingQ Podcast
Questo sito e pod cast mi interessano molto. L’ho trovato l’altro giorno navigando internet a questa pagina: http://www.italianlingq.com/ Ci sono una seria dei podcast di madrelingua che parlano spontaneamente di tante cose. Per esempio ho ascoltato l’episodio 49 in cui Flaminia (una giovane ragazza) racconta a Gianmarco della sua escursione sportiva a Firenze per una gara. Loro parlano in maniera naturale e sembra che non ci sia una sceneggiatura. Poi la cosa più bella di questo podcast è che dopo averlo ascoltato si può leggere la trascrizione della conversazione. Pollici su!!!

MaxMondo: Incontro Italiano
Che bello questo podcast! Ho ascoltato la puntata che tratta di Pantelleria e l’ho trovato molto interessante e utile. Inoltre nell’audio rivista c’è un file pdf da scaricare che ha la trascrizione dell’audio. Si può ascoltare un breve pezzo del podcast gratis o ci si può iscriversi al servizio per ascoltare la versione più lunga. Penso che valga la pena iscriversi e dunque l’ho fatto! Due pollici su!

Ecco il mio programma per l’estate. Ascolterò tanti Podcast stimolanti in italiano, leggerò articoli dell’espresso della Repubblica e seguire tanti bei blog scritti in italiano.

Ottantacinque giorni rimangono dell’estate! Non voglio sprecare un attimo!

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Categories : italian podcasts, language learning
Tags : Italian podcasts, LingQ Italian, MaxMondo Incontro Italiano

• i romani costruirono questo posto?

By Melissa Muldoon · Comments (4)
Tuesday, June 15th, 2010

Venerdì scorso ho parlato con mio amico Gabriele, che abita a Salsomaggiore, e mi ha detto che aveva in mente un bel programma per il weekend. Stava preparando di andare a Brescello per assistere ad una rievocazione romana con alcuni amici.

Conoscete la canzone di Sting “All This Time”? In questa canzone Sting canta “gli insegnanti ci hanno detto che i romani costruirono questo posto…costruirono le mura e il tempio, una citta guarnigione sull’orlo del impero.” (The teachers told us, the Romans built this place, they built a wall and a temple, an edge of the empire Garrison town).

Ma secondo Gabriele, sono stati gli etruschi che costruirono la città di Brescello VII secolo avanti Cristo, e poi i galli cenomani…e poi i romani! Sono sicura da alcuna parte in italia si troverà una manefestazione etrusca, la gente più vecchia dei romani, però per adesso sono contenta di condividere con voi la cronaca fatto di Gabriele della manifestazione a Brescello, la quale ha l’intento di far rivivere l’antico periodo storico romano-celto attraverso ricostruzioni a tema.

Sabato pomeriggio, invero molto presto, sono andato, con alcuni amici, in quel di Brescello. Ci siamo trovati, inizialmente, a Parma, poichè dovevamo radunarci da provincie limitrofe, Reggio Emilia e Modena, per iniziare l’escursione nella Bassa Parmense.

Da qualche anno a questa parte, credo quattro, a Brescello si tiene una rievocazione storica del passato romano della città. Le origini di Brescello si datano al VII° secolo avanti Cristo con alcuni insediamenti etruschi, nel IV° secolo a.c. i galli cenomani tolsero il territorio agli etruschi e fondarono Brixellum, forse come appendice di Brixia (il cui nome deriva dalla parola cenomane per “sommità). Cinque secoli più tardi arrivarono i romani che mantennero il nome della città e iniziarono una nuova organizzazione del territorio, con la centuriazione, tutt’ora visibile, opere di bonifica etc…

Nel 69 dopo Cristo la città fu teatro dello scontro tra le legioni di Aulo Vitellio e di Marco Silvio Otone per il controllo dell’Impero.

Data la sua posizione di porto fluviale sul Po’, Brescello è sempre stato un centro importante in epoca romana, tant’è che diverrà sede vescovile.

La manifestazione dura per tre giorni per l’animazione dei quali ci si affida a diversi gruppi di rievocazione storica e il programma si articola in una serie di dimostrazioni di allenamenti ai vari campi, cene e pranzi filologici, presentazioni di volumi storici a tema, dimostrazioni pratiche del funzionamento delle tecnologie belliche romane, e quest’anno era prevista la rievocazione della battaglia di Tannetum tra celti e romani.

Non è frequente trovare della rievocazione che si rifà a un periodo così antico, specie nei centri emiliani che conservano, di norma, poco del loro passato romano; il programma ci ispirava e quindi siamo andati a curiosare.

Abbiamo trovato subito parcheggio, perché era presto e il clima era caldo e umido come è possibile trovarlo nella Bassa in questa stagione, vicino al museo di Don Camillo e Peppone, i personaggi protagonisti delle vicende scritte da Giovanni Guareschi e ambientate a Brescello; in questa piccola piazza stava arrostendo, in vista della cena filologica, un maiale intero di una certa stazza. Abbiamo deciso di andare subito a visitare i musei; una delle ragazze che era con noi non aveva mai visto il museo di Don Camillo e Peppone da quando si è trasferita negli Stati Uniti, alcuni anni fa, e ora approfitta delle vacanze italiane per visitare tutte quelle cose che, sino a quando è rimasta in Italia, era state date per scontate. Siamo riusciti a visitare il museo sui personaggi di Guareschi e il museo civico, che conserva alcune fotografie del paese scattate in diversi periodi dell’anno, comprese le brume invernali che sono ormai un ricordo per questa mia amica, e poi abbiamo visitato i campi di rievocazione, vi abbiamo trovato tende, molta gente in costume, ricostruzioni di varie suppellettili e armamenti etcc…; molto suggestivi. Abbiamo assistito a una serie di scontri da rievocatori e poi, vinti dal caldo, e non solo noi dato che poi anche i rievocatori hanno sciamato in paese alla ricerca di refrigerio, siamo rientrati in centro, i campi erano posizionati in un campo oltre uno degli argini secondari, per ristorarci e bere colossali quantitativi di acqua. Prima di partire abbiamo visitato anche il museo archeologico locale, il cui personale è molto disponibile e preparato, che conserva alcuni pezzi notevoli.

L’unico rammarico è stato quello di non poter stare di più per godersi lo spettacolo serale perché il pomeriggio, a causa del terribile caldo afoso, è stato, seppur molto bello, un tranquillo pomeriggio di afa nella bassa parmense.

Ho trovato un video della rievocazione su You Tube fatto nel 2008.

parole, parole, parole!

muro, muri, mura = walls (“Muro” is the singular, masculine, and it has two plurals: muri (masculine) and mura (feminine). The English translation is wall, walls. In Italian you would normally use “muro” and “muri”to indicate the wall of the house, while LE MURA, the plural, would be used to translate town “walls”)

radunarci = assemble ourselves

limitrofo = neighbouring, close to

cenomani = un popolo francese (Gallic)

centuariazione = La centuriazione era il sistema con cui i romani organizzavano il territorio agricolo, basato sullo schema che già adottavano nei castra e nelle città. Si caratterizzava per la regolare disposizione di appezzamenti, strade e canali.

bonifica = land reclamation

filologici = literary or classical scholarship

suppellettili = furnishings

bellico, periodo di bellico = wartime,

certa stazza = gross tonnage

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Categories : amici italiani, italian current event/eventi attuali, italian festivales/feste, italian history/storia, italian vocab list
Tags : Brescello, Brixellum Romanorum, centuriazione, differenze tra muro, Don Camillo e Peppone, Giovanni Guareschi, i galli cenomani, mura, muri, Rievocazione storica a Brescello

• Italia 1 : Paraguay 1 : mutande 10

By Melissa Muldoon · Comments (4)
Monday, June 14th, 2010

Prendo una piccola pausa questo pomeriggio e mentre io sorseggio un espresso, voglio raccontarvi della partita a Cape Town in South Africa tra l’italia e Paraguay. Oggi, 14 Lunedi 2010 l’Italia ha aperto la difesa del suo titolo di Coppa del Mondo con uno scialbo spettacolo bagnato terminato con un pareggio di 1-1.

Il difensore di Paraguay Antolin Alcaraz, ha segnato su un colpo di testa un gol nel trentanovesimo minuto della partita del Gruppo F. Il centrocampista Daniele De Rossi, pareggia dalla distanza ravvicinata, nel minuto sessantatre della partita, dopo un mossa sbagliata del portiere Justo Villar.

Già senza Andrea Pirlo, il centrocampista ferito, la sorte dell’italia ha preso un altro colpo quando ha perso il suo giocatore più importante, il portiere Gianluigi Buffon, dopo il primo girone. Le 32enne Buffon è stato rimosso dal campo a causa di una ferita alla schiena, e sostituito da Federico Marchetti, il rinforzo inesperto.

Dopo una giornata di pioggia intensa, la partita è cominciata sotto una pioggerella che ha lasciato il campo scivoloso. C’erano relativamente pochi tifosi di Italia e di Paraguay tra la folla vicino capacità di 62,869 allo stadio di Green Point. C’era il solito brusio di “vuvuzelas”, che suona simile a un sciame di vespe, che aveva reso difficile determinare esattamente chi ha fatto il tifo per chi.

Nel secondo girone l’Italia appariva scombussolata dapprima senza Buffon che urlava i soliti ordini ed Enrique Vera quasi ha segnalato nel minuto 52 quando il difensore Giorgio Chiellini non è riuscito a di liberare il pallone. Però dopo il pareggio di De Rossi, l’occasione migliore per una vittoria si è presentata nel minuto 83 con un lancio lungo di Montolivo che Villar ha bloccato.

Montolivo ha dimostrato la sua abilità di passare il pallone, nell’assenza di Pirlo, che potrebbe essere al più presto la prossima partita contro la Nuova Zelanda. Con incertezza della condizione fisiche di Pirlo ancora non ben saputo, la preoccupazione più grande per l’italia ora è la condizione di Buffon.

Allora mentre aspettiamo la prossima partita si giocherà 20 giugno, possiamo goderci le immagini della squadra Italiana nella nuova pubblicità delle mutande di Dolce e Gabbana. Carino da parte di D&G mettere le parole “calcio”, “italia, e anche una “piccola bandiera” sulla cintura” nel caso che i giocatori dimentichino quale sport devono fare e per quale paese devono giocarlo!

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Categories : italian commercials/pubblicità, italian soccer, language learning
Tags : Dolce Gabbana pubblicità mutande, Italia Paraguay 1:1, World Cup 2010

• lavanda e miele

By Melissa Muldoon · Comments (4)
Thursday, June 10th, 2010

Che bella combinazione: lavanda e miele! Penso immediatamente ai colori opulenti del viola regale e dell’oro lucido. Mi vengono in mente visioni dei campi fragranti delle fioriture blu al vigneto Matanzas Creek in California e delle api pigre che girano intorno l’arnia nel giardino di un’amica che abita nella periferia di Mantova. Mi fa anche pensare del sapore del gelato che ho mangiato proprio oggi! Posso confermare che era buonissimo! Pensavo che sarebbe stato troppo dolce, ma infatti era fresco e leggero.

La lavanda è sempre stata collegata all freschezza e alla pulizia. Il proprio nome, sotto il punto di vista etimologico, e letterale del termine “lavanda” che indica “l’azione di lavare”. Era usata ai tempi dei Romani e i Greci per lavare i vestiti e per dare al bucato un aroma fresco. Dunque abbiamo le parole “lavandaia” che vuol dire “washerwoman” e “lavanderia” che vuole dire “laundry” o “laundry room”.

Ci sono tanti usi per la lavanda. L’olio delle fioriture è conservato per fare profumi, tisane e anche nei tempi passati, per fare incantesimi d’amore per attirare gli uomini! Chissà se la lavanda possa funzionare veramente come un mezzo di seduzione, però ha altri poteri medicinali più reali. Per esempio si può masticare una spighetta di fiori prima di andare a dormire per favorire un rilassamento generale del corpo e per rilassare il sistema nervoso. Un infuso inoltre è anche ottimo per il mal di testa in quanto aiuta a rilasciare la tensione accumulata alla base del cranio. Dicono che la regina Elisabetta di Inghilterra consumi dieci tazze di acqua di lavanda al giorno per alleviare emicranie. La lavanda è anche usata per ridurre i crampi di stomaco e la nausea perchè agisce come rilassante della muscolatura.

Nell’antichità la lavanda era usata non solo come una medicina o per ricavarne profumo per l’igiene personale, ma anche come disinfettante. Nel Medioevo fino al 1700 si cospargevano e si strofinavano i pavimenti utilizzando la lavanda come disinfettante.

Se questo non era sufficiente, come ho detto prima, si può usare la lavanda nella cucina per dare sapore al gelato, biscotti, pane e anche al burro!

Mi è sempre piaciuta la lavanda e l’ho sempre coltivata nel giardino. Sembra che sia una delle cose che prospera nel mio giardino (vedi il post precedente “Fuori la giungla”.) Mi piacciono l’aroma e il sapore della lavanda e la vista dei mazzolini di lavanda secca, sospesi nell’aria in cucina. Si dice che la lavanda in casa porta la pace, gioia e la guarigione. Ottima ragione per mangiare un altro gelato di lavanda e miele!

Ecco l’opportunità di visitare i campi di lavanda vicino a Assisi

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Categories : italian cooking/cucina
Tags : gelato lavanda e miele, lavanda, Vivaio Giardino Il Lavandeto di Assisi

• limoncello fatto in casa

By Melissa Muldoon · Comments (12)
Tuesday, June 8th, 2010

L’altro giorno la mia amica Angela è partita per la Puglia. Ha in programma di trascorrere tutta l’estate con i suoi in Italia. Lei e suo marito sono insegnanti e quindi si possono godere i lunghi e indolenti mesi delle vacanze estive nel paese di lei. Prima di partire mi ha fatto una visita. È stato un incontro speciale perché di solito ci vediamo solo su skype i mercoledì. Lei abita più nord di me vicino a Napa Valley, e dunque non è facile vederci di persona molto spesso. Per la visita lei ha portato con sé, suo marito e suo figlio, che ha quasi tre anni. Se questa non era una sorpresa sufficiente, mi ha portato anche una bella bottiglia di limoncello che lei ha fatto in casa!

Esistono molte varianti di ricette del limoncello. Ogni paese e ogni cucina italiana presenta una propria ricetta. Il più delle volte queste differiscono solo per piccoli particolari o dettagli nella composizione degli ingredienti o nelle procedure di preparazione. Dopo aver controllato alcuni siti posso proporre questa ricetta. Però il mio consiglio, se non hai un’amica come Angela per fare una bottiglia di limoncello per te, è di prendere spunto per creare la propria ricetta unica ed inimitabile basata su questa ricetta.

Per confezionare 1 litro e mezzo di Limoncello, procuratevi questi ingredienti:
- 10 limoni di media grandezza non trattati,
- 1 litro di alcol a 90°,
- 400 gr di zucchero
- mezzo litro di acqua

Poi procedete in questo modo: per prima cosa lavate accuratamente i limoni e tagliatene la scorza sottilissima, stando attenti a non tagliare la parte bianca. Mettete le scorze su un tagliere e riducetele a piccole listarelle.

Raccogliete le listarelle di limone in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, versateci sopra tutto il litro di alcol, chiudete e lasciate in infusione per 15 giorni.

Trascorsi i 15 giorni, preparate lo sciroppo di acqua e zucchero. In un pentolino versate zucchero e acqua contemporaneamente, quindi scaldate a fuoco lento fino a che lo zucchero non si sarà tutto disciolto. Spegnete e fate raffreddare a temperatura ambiente.

Unite lo sciroppo all’alcol in infusione mescolando bene. Prendete un secondo recipiente e trasferitevi tutto il liquore filtrandolo con un imbuto rivestito da una garza o da carta filtro. Ripetete l’operazione al contrario una seconda volta, strizzando bene le scorzette di limone.

Infine, sempre servendovi dell’imbuto filtrante, riempite le bottiglie, chiudetele e riponetele a riposare in una dispensa asciutta.

Angela non mi mancherà a lungo. Quando è sistemata in Puglia di nuovo, riprenderemo le nostre lezioni di conversazione. Bello questo Skype, no? Mi piace la nostra ora di conversazione sia in California sia in Italia. Mi piace parlare di tante cose attuali con lei e mi piace anche il rapporto speciale che ho con suo figlio. Lui è molto carino e alla fine delle nostre sessioni su skype, se lui è ancora sveglio, lui si arrampica su per sedersi nel grembo della sua mamma e mi manda un bel bacio con un gesto della mano.

Allora Angela e Vito! Vi sto mandando un grande bacio e vi faccio un brindisi con il vostro limoncello!

Avete alcuni suggerimenti per fare limoncello a casa? Fammi sapere!

Video: come si fa Limoncello

Ricetta per un dolce di crema con cioccolato bianco e limoncello

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Categories : amici italiani, italian cooking/cucina
Tags : limoncello fatto a casa, limoncello ricetta basilare
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