Diario di una studentessa matta
Blogging & tweeting in Italian to improve language skills. I am a graphic designer with a Masters in Art History, sharing my thoughts & stories about Italia
Layout Image
  • Blog
  • About
  • Learning
    • Cyber Italian : Online
    • Yabla Languages : Online
    • Venice Italian School
    • Rocket Italian Language Lessons : Online
    • Lucca Italian School
    • Homestay in Italy & Personalized Italian Instruction with Lucia De Zuani
    • Ultralingua Dictionary & Reference
    • Transparent Language Books & Tapes
    • Maxmondo: Incontro Italian Audio Rivista
    • LiveScribe Pen
    • Learn Out Loud
  • 2013 Venice
  • 2013 Basilicata
  • 2013 Puglia
  • Books/Film
    • Italian books & movies at Amazon
    • IBS Internet Bookshop: Italy
    • Barnes & Noble Books & Film
    • Alibris Book Store
    • e-campus Books
  • Music
  • A-Store
  • Gifts
    • The Art of Cartapesta of Maestri Baldari: Nativity Sets
    • Sorella Luna
    • Gioia Company
    • Marcopoloni Leather Goods
    • Forzieri Italian Style
    • Sur la Table – Kitchen
  • MattaDesign
  • Eng

Archive for November 2010

• perfetto come la “O” di Giotto

By Melissa Muldoon · Comments (2)
Tuesday, November 30th, 2010

C’è una leggenda famosa, raccontata da Vasari (che scrisse nel 1569 la prima enciclopedia di biografie artistiche: “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori”) che Giotto fosse capace di disegnare una perfetta circonferenza senza bisogno del compasso. Secondo la leggenda Giotto vinse il patrocinio di papa Benedetto XI, presentando un cerchio perfetto dipinto in un colpo di rosso. Dunque ancora oggi quando qualcosa va benissimo gli Italiani dicono “Perfetto come la “O’ di Giotto!”

Giotto fu famoso nel suo tempo ed era molto richiesta ed è generalmente accreditato con la riscoperta della prospettiva e della convergenza. Persone nelle opere di Giotto sono chiaramente in vita, in grado di muoversi e c’è una nuovoa prospettiva e senso dello spazio, mancato in pieno nella posa frontale bizantino. La Cappella degli Scrovegni, a Padova è considerata il capolavoro di Giotto e il ciclo più completo di affreschi realizzato dal grande maestro toscano nella sua maturità.

Ho sempro trovato gli affreschi nella Cappella degli Scrovegni, che rappresentano la vita della madonna e che celebrano il suo ruolo nella salvezza dell’umanità, affascinanti. Dunque, l’altro giorno quando la mia cara amica Vita ed io stavamo parlando di questo e di quello, e mi ha parlat di un nuovo sito in cui si può fare una gita virtuale alla Cappella degli Scrovegni, ero molto felice. Il sito funziona in modo simile all’altro sito di cui ho scritto qualche tempo fa per vedere la Cappella Sistina di Michelangelo. Si può navigare la cappella usando le freccie per girovagare per la cappella e guardare bene ogni angolo della stanza e anche il soffitto che Giotto ha dipinto di blu con stelle di oro. Grazie di nuovo per questa scoperta bellissima. Vita! Tu sei grande! Veramente perfetta come la “O” di Giotto!

Comments (2)
Categories : amici italiani, italian art / l'arte
Tags : La Cappella degli Scrovegni, Padova

• un percorso in Italia

By Melissa Muldoon · Comments (12)
Saturday, November 27th, 2010

Percorso è una parola interessante che vuol dire “un viaggio”, “una via”, “una distanza da coprire” o “un lungo tratto da attraversare”. Si dice che “non è la fine, ma il percorso che è la cosa più importante”. Sono d’accordo. Per me il percorso d’imparare la lingua Italiana è una cosa bellissima. Certo io sono un po’ impaziente e voglio parlare la lingua come una madrelingua…e qualche volta mi sento scoraggiata e non voglio avere un accento americano e ho voglia di ricordare più velocemente le parole che ho imparato ieri (e ricordare bene se la parola è maschile o femminile!). Mi rendo conto però, che mentre il mio obbiettivo è d’imparare la lingua, sono le cose che succedono lungo il percorso nell’impararla che diventano molto significative per me.

Scrivere questo blog, per esempio, è un modo di praticare la lingua ogni giorno ma ci sono tante belle sorprese che succedono quotidiano, che non mi aspettavo quando ho deciso di scribacchiare i miei pensieri in italiano e mandarli nel ciberspazio. Le sorprese sono le persone che io incontro durante il mio percorso d’imparare questa lingua. Infatti, l’altro giorno, di punto in bianco, ho ricevuto un messaggio da Ilaria Navarra di Percorso in Italia, che ha una bell’iniziativa per tutti noi studenti d’Italiano. È un’iniziativa cosi notevole che voglio farvela conoscere.

Ilaria ci offre l’opportunità di studiare intensivamente la lingua in Italia per sette giorni, abbinato con corsi di cultura. Gli insegnanti di un Percorso sono tutti madrelingua che possiedono una consolidata esperienza per favorire un rapido progresso nell’apprendimento. Ilaria dice che “L’ approccio è di tipo comunicativo-funzionale, grazie al quale gli studenti possono praticare le quattro abilità fondamentali della lingua: ascoltare, parlare, leggere e scrivere”.

Secondo me, la cosa originale dei corsi di Ilaria è che si svolgono in locali lontani dei posti comuni ed affollati. “I nostri Percorsi Vi accompagneranno alla scoperta di un’Italia ancora nascosta. Perfezionerete la Vostra conoscenza della lingua, impararete nuovi pezzi della cultura italiana. Immaginate avere la scelta di studiare a Matera e alloggerete nei cosidedetti “Sassi” un labirinto di case, cunicoli, chiese, grotte, costruzioni addossate l’una all’altra o in Umbria in un antica dimora con con vista sul Lago Trasimeno.

Visto che la lingua italiana e la cultura del bel paese sono le cose che mi piacciono di più, l’iniziativa di Ilaria é molto vicino al mio cuore. Mi raccomando di contattarla per sapere più! Magari un giorno durante i nostri percorsi di imparare questa lingua ci incontreremo in Italia in una classe di Ilaria! Ricordati il percorso è lungo, ma c’è molto da vedere lungo il sentiero…come Matera o l’Umbria!

Comments (12)
Categories : amici italiani, language learning, learning tip/suggerimento per imparare, traveling in italy/viaggiare
Tags : Ilaria Navarra, Matera, Percorso in Italia

• happy Saint Sgivin’

By Melissa Muldoon · Comments (4)
Wednesday, November 24th, 2010

Questa sarà la prima festa del ringraziamento (Thanksgiving) per Francesca, la nostra figlia italiana. Da quando lei è arrivata da noi, è stata ben accolta da tutti, ma lei continua a ricevere domande strane dalla gente alla scuola superiore. Oltre alle tipiche dichiarazioni ben intenzionate, ma un po’ ottuse, come “quanto mi piace il tuo accento!” o “è il mio sogno viaggiare in Italia un giorno!” lei deve confrontare domande strane come, “i miei nonni sono venuti dall’Italia, li conosci?” o, “tua madre fa il sugo con i pomodori freschi ogni giorno, vero?”, “ci sono cinesi da voi?” o “le vostre macchine sono tutte Smart?” Ultimamente però, ora che le vacanze del Thanksgiving sono qui, alcune persone (molto acute) le stanno chiedendo cose come : “voi festeggiate il Thanksgiving in Italia?” Mi dispiace Francesca, davvero! Devo congratularmi per la tua pazienza! Sono sollevata che tu hai un buon senso dell’umorismo. Per tollerarci così bene, sei veramente sportiva, un pezzo di pane, una ragazza in gamba!

Anzi dobbiamo essere molto chiari. In Italia non festeggiano il Thanksgiving, grazie tanto! È una festa totalmente Americana. Ricordati che c’erano i pellegrini, gli indiani e i tacchini Americani coinvolti nella prima festa del Thanksgiving? Non è successo in Italia, affatto! È una festa incontestabilmente Americana, in cui nella mattina guardiamo le parate con i gonfiabili di Snoopy, Sponge Bob e Buzz Lightyear, nel pomeriggio mangiamo tacchino, patate schiacciate e torte delle zucche e nella sera crolliamo in una coma di cibo davanti la televisione dopo aver mangiato troppo. Non ha niente da fare con l’Italia!

Ma avendo detto questo, devo abrogare un po’ e fare un passo in dietro. Come tutte le feste Americane, come Halloween, ci sono alcune persone che festeggiano il Thanksgiving in Italia. Di solito sono gli ex pat che sentono la mancanza degli Stati Uniti o gli studenti Americani ccon una borsa di studio nel bel paese che vogliono ricreare la festa familiare. Io, in particolare, ricordo bene un Thanksgiving passato a Firenze con il mio gruppo degli studenti Americani. I nostri insegnanti hanno cercato di ricreare una festa tipica per noi studenti, in un ristorante vicino a Santa Croce. Non c’era un tacchino, però c’era un sacco di pollo arrostito con una grande quantità di pasta. Hanno provato di ricreare un “Sweet Potato Pie” ma , il risultato era un po’ dubbioso. Era un miscuglio molto denso di un colore emeraldo smeraldo (invece di arancio) e sopra c’erano le gocce di una roba appiccicosa e bianca. Penso che sia stato un tentativo di replicare i Marshmallow Americani…. communque io ho mangiato la pasta, visto che era la scelta meno rischiosa.

Prima di lasciarvi per andare ad apparecchiare il tavolo e vedere se il tacchino è già scongelato e pronto per essere riempito con il ripieno, voglio condividere quello che ho letto stamattina in Italian Notebook. Secondo l’autrice, anni fa, quando lei era una ragazza, entro questo periodo dell’anno gli ItaloAmericani si auguravano un “Buon Santo Sgeveno”. Che festa è Santo Sgeveno? Naturalmente è la festa che si svolge il 25 novembre. Il giorno in cui tutti hanno un giorno libero, preparano tantissimi piatti deliziosi facendo un grande caos in cucina e mangiano troppo. Che santo è Sgeveno? Sembra che il nome del santo fosse scambiato un po’ con l’inglese e invece di “Happy Thanksgiving” è diventato: “Happy Saint Sgivin’” che in Italiano sarebbe: “Buon Santo Sgeveno!”

Qualsiasi versione preferisci – Happy Thanksgiving o Happy Saint Sgivin’ o “Buon Santo Sgeveno“… divertiti con le parate, il cibo e i momenti per stare con la famiglia e gli amici. Allora tutti a tavola!!

Comments (4)
Categories : italian current event/eventi attuali
Tags : Il giorno di Ringraziamento

• anzi, gli avanzi!

By Melissa Muldoon · Comments (4)
Monday, November 22nd, 2010

È l’ora di cenare e non c’è niente di buono da mangiare in casa? Sei nel panico perché non hai la minima idea di che cosa preparare e la famiglia ti sta guardando con occhi grandi e le pance vuote? Non hai tempo per andare al supermercato? Rilassati! Non è necessario avere nuovi ingredienti speciali per creare un po’ di magia in cucina!! Anzi, ricordati che ci sono gli avanzi di una cena precedente! Apri il frigo! Inventa qualcosa di buono da quello che vi è rimasto dentro!

Di solito, non sono il tipo che dà una scorsa ai libri di ricette o di sfogliare le riviste di cucina per trovare l’ultima moda alimentare. Comunque non sono mica male quando sto in cucina per preparare qualcosa per la famiglia. Infatti mi piace inventare le ricette e fare le cose ad occhio. Dunque, l’altro giorno quando mi sono resa conto di non avere niente di più che alcune scatole di tonno sulla mensola e gli avanzi delle patate schiacciate che avevo preparato il giorno precedente ancora dentro il frigo, invece di essere sconfitta, sono diventata un po’ creativa e ho fatto “Le Polpette di Tonno”. Il risultato è stato grande.

Allora la mia ricetta: aggiungi alle patate schiacciate due scatole di tonno, capperi, prezzemolo, pecorino romano grattugiato, pangrattato, due uova, sale, pepe e un po’ di peperoncino (perché mi piacciono le cose un po’ piccanti!) Ho messo tutto insieme e poi con le mani ho fatto piccole polpette e in un tegame le ho cucinate con olio di oliva. Che buone! Atutti i ragazzi sono piaciute le polpette e degli avanzi, non era più traccia!

Usando la mia ricetta puoi preparare una cena veloce veloce e puoi anche finire gli avanzi delle patate schiacciate del giorno precedente. Una ricetta perfetta per gli avanzi delle patate schiacciate dopo il giorno del ringraziamento, quando hai bisogno di una pausa dal tacchino!

Ero un po’ curiosa di vedere come gli altri fanno le loro polpette di tonno e ho trovato questo ricetta su internet che è anccora più veloce della mia. Questa ricetta è interessante, non perché non usa le patate, ma perché invece di cucinare le polpette sul fornello, le cucina nel microonde! Niente potrebbe essere più veloce!

Buon appetito!

Comments (4)
Categories : italian cooking/cucina, language learning
Tags : polpette al tonno

• un anello grande, i cappelli enormi, e un posto imponente da rimpiazzare

By Melissa Muldoon · Comments (3)
Friday, November 19th, 2010

Ricordi dove sei stato il 29 luglio 1981, il giorno in cui Diana Spencer si è sposata con Carlo, il Principe d’Inghilterra? Per me è stata l’estate in cui sono partita per l’italia per la prima volta. Ricordo bene, facendo la valigia fissavo la televisione e seguivo l’arrivo di Lady Di alla cattedrale di S. Paul. E chi può mai dimenticare l’immagine di Diana, nel suo abito da sposa quando è uscita dalla sua carrozza e il fasto cerimoniale di quel giorno. Non so perché, ma c’è sempre un grande fascino nel seguire la famiglia reale. Forse è per romanticismo o perché vogliamo credere nelle favole e nella fantasia. Qualsiasi sia la ragione, sembra che siamo molto fortunati di nuovo, perchè abbiamo una nuova ragione per seguirla. Questa settimana William, il figlio di Diana, dopo otto anni di attesa, ha finalmente chiesto a Kate Middleton di sposarlo e lei gli ha detto, sì! Chi avrebbe mai potuto rifiutare un grande zaffiro blu contornato di diamanti, o l’occasione di avere la sua faccia stampata su un piatto o una tazza di tè commemorativa! Ovviamente non la nostra Kate, e il matrimonio è annunciato per la primavera o l’estate 2011.

Mentre stavo navigando in internet l’altro giorno, sono stata colpita da queste immagini di William e Kate (a sinistra) durante l’annuncio recente del fidanzamento e quelle di Lady Diana Spencer e Carlo (a destra) nel Febbraio 1981, dopo il loro annuncio nel giardino di Buckingham Palace. Ecco due coppie di fidanzati, ma c’è un mare di differenze nelle espressioni delle coppie. Dopo otto anni, William e Kate sembrano molto comodi e rilassati a stare insieme e felici di essere fidanzati. C’è una naturalezza nel loro comportamento e loro hanno dei bei sorrisi che illuminano le facce quando loro si guardano. D’altra parte, Diana e Carlo, dopo solo un anno di corteggiamento, sembrano una coppia tesa ed estranea. C’è una freddezza e una distanza fra di loro, insolita per una coppia appena fidanzata. Hmmmm molto interessante. C’è una teoria che si può determinare molto dal linguaggio del corpo e dalle microespressioni della faccia. Mi domando che direbbe Hal Lightman, il cacciatore di menzogne, …dopo tutto lui crede che “la verità è scritta sui nostri volti”!

Adesso che Kate si mette l’anello di Diana e l’ora per lei di mettersi cappelli enormi e di stare con suo marito al fianco della regina Elizabeth ad assumere la nuova posizione come di una regina in attesa. Sicuramente seguire i passi di sua suocera Diana, avrà (come si dice in inglese) “grandi scarpe da riempire”, o come si dice in Italiano: “un posto imponente di rimpiazzare”. Dopo aver visto la sua intervista però, penso che lei sopravviverà a tutti i pettegolezzi, i paparazzi e i riflettori intensio sul palco pubblico. Nonostante il matrimonio di Diana e Carlo sia stato riferito come “il matrimonio del secolo” e “un matrimonio da favola” alla fine, non è finito così. Penso che, secondo quello che ho già letto e visto di Kate, avrà sicuramente un matrimonio incredibile e fantastico, ma al contrario di Diana, il suo matrimonio non sarà uno da favola, falso e irreale, sarà invece un matrimonio onesto e reale. (Almeno speriamo!)

Comments (3)
Categories : italian current event/eventi attuali
Tags : Fidanzamento di William e Kate Middleton, il cacciatore di menzogne, la verità è scritta sui nostri volti

• in anteprima

By Melissa Muldoon · Comments (1)
Sunday, November 14th, 2010

Questa settimana “The Social Network” un film di David Fincher, sta per debuttare in Italia. È da un po’ che il film gira per le sale qui negli stati uniti e quando l’ho visto alcune settimane fa e mi è piaciuto molto. Il film è stato ispirato alla vera storia di Mark Zuckerberg, il giovane miliardario conosciuto in tutto il mondo per essere l’inventore di Facebook.

C’è un po’ di “buzz” su questo film e si possono leggere le recensioni on-line e nelle riviste come Oggi. Gli articoli parlano di Mark Zuckerburg o dell’attore Jesse Eisenberg, che dà il volto a Mark nel film, o danno le istruzioni per chi vuole iscriversi su Facebook per la prima volta. Sembra che questa informazione sia mirata alle ultime tre persone nel mondo che non hanno ancora un profilo su Facebook! Infatti gli italiani iscritti a Facebook sono più di 15 milioni, ed è un numero in continuo aumento. Basti pensare che esattamente 1 anno fa erano solo 7 milioni. Chi si collega maggiormente a Facebook sono gli iscritti di età compresa tra i 22 e i 54 anni.Un italiano medio, rimane collegato ad Internet ed in particolare a Facebook, esattamente 1 ora e 40 minuti al giorno. Ormai Facebook è il pane quotidiano ci si collega per chiacchierare con qualche amico, per condividere foto e interessi, ma anche per guadagnare, per fare nuove amicizie e molto altro ancora.

La storia di The Social Network si muove su due piani narrativi che si intersecano: da una parte la narrazione delle vicende giudiziarie legate alla nascita e alla crescita del social network del momento e dall’altra l’ideazione, lo sviluppo e i piani di chi lo ha fondato a partire da una formula matematica scritta sul vetro di una stanza di Harvard fino ad arrivare all’assolata California e ad un open space con le macchinette per le bibite griffate Facebook.

Ecco la recensione di CineRadar: In “The Social Network” – appunto – “conosciamo” il giovane Zuckerberg quando nel 2004 è un brillante studente di Harvard. Mark è però anche quello che si definisce un “nerd”: ossia è un genio del computer ma ha poco successo con le ragazze, è un tipo solitario e ha una vita sociale abbastanza scarsa. Forse come una sorta di riscatto verso questa situazione Zuckerberg – prendendo spunto da un’idea commissionatagli da altri due studenti come lui – “costruisce” una sorta di database di tutte le ragazze dell’università e cioè – ancora inconsapevolmente – la bozza di quello che poi diventerà Facebook, il social network più conosciuto, amato e utilizzato del pianeta…

“The Social Network” poteva essere un film rischioso eppure Fincher è riuscito a farne una pellicola intelligente e soprattutto ben fatta, capace di raccontare con cognizione di causa (dettaglio che non va assolutamente trascurato visto che in genere, quando nei film ci sono di mezzo computer, hacker e così via, le baggianate e le assurdità si sprecano) la storia di questo ragazzo geniale che nel bene e nel male ha letteralmente cambiato la storia (compresa la sua ovviamente!).

Certo nessuno può garantirci che il ritratto che ne viene fuori del giovane Zuckerberg sia totalmente autentico ma, in fondo, non è questo l’importante. Ciò che infatti conta è che questo film ci racconta e ci fa conoscere cosa c’è dietro quel qualcosa (Facebook appunto) che oggi fa così parte integrante della vita e soprattutto della mentalità di milioni di persone in tutto il mondo. E alla fine “The Social Network” (e lo stesso Mark nel film) ce lo dicono chiaro e tondo che Facebook – così come è nato – altro non è che un gigantesco “social dating” camuffato e ingentilito dalla parola “amicizia”.

In ogni caso, che ci siate o no su Facebook, io vi consiglio caldamente di vedere “The Social Network”. Vai a vederlo fosse altro che per poterlo poi commentare. Dimmi se tu è piaciuto il film o no. Ovviamente, in rete.

Il trailer

Comments (1)
Categories : italian current event/eventi attuali, italian movies, tv/cinema, televisione, language learning
Tags : Jesse Eisenberg, Mark Zuckerberg, The Social Network recensione in Italiano, The Social Network Trailer in Italiano

• quando David vola…

By Melissa Muldoon · Comments (1)
Friday, November 12th, 2010

Che bel mondo sarebbe se fosse possibile parlare con un’altro, vedere le foto, fare il video e avere tutta le informazioni concepibili del mondo sulla punta delle nostre dita, usando solo una piccolissima scatola nera, 115mm da 61mm. Impossibile, dite? Solo quando David vola, mi risponderete! Ma dai! L’ora è adesso perché, infatti David vola* e ora siamo capaci di fare tutte queste cose, usando l’utile e bellissimo iPhone!

Ok, inevitabile che uno di questi giorni io parlassi del mio iPhone. Per un paio di anni, ero deliziosamente contenta di usare il mio iPod touch per guardare un “Un Posto al Sole” quando stavo in palestra o per ascoltare le canzoni di Jovanotti e Giorgia mentre andavo a spasso con il cane. Pensavo di non aver bisogno di niente di più. Poi mio marito, un vero gioiello di un uomo, che aveva già un G3 iPhone, ha deciso di fare un “aggiornamento” con la nuova versione G4. Subito dopo sono diventata la nuova padrona del suo vecchio telefonino. All’inizio non pensavo d’innamorarmi dell’ iPhone, ero contenta con il status quo. Ma poi l’ho usato mentre eravamo in Italia in Settembre. Che meraviglia! Ho usato quest’apparecchio tutte le volte per dare indicazioni a mio marito, mentre lui guidava l’auto noleggiata lungo le autostrade d’Italia. Con il GPS è stato possibile trovare qualunque luogo, da piccolo a grande…veramente un grande aiuto perché, come Dio sa, io non sono nata con un buon senso dell’orientamento! Per di più l’ho usato per controllare l’email e per collegarmi al blog, senza nessun internet server. Caspita! Un vero miracolo moderno!

Poi ho scoperto tutte queste fichissime applicazioni per l’iPhone che si possono scaricare per migliorare la vita, non si può vivere felicimente senza averne alcune! Nella mia ricerca ho trovato queste, sul sito di LexioPhiles:

iSunday-Reminder
Aggiungendo l’iSunday-Reminder arriverai sempre in tempo per il meraviglioso pranzo domenicale dalla nonna!

iPasta-Timer
Un´applicazione utilissima, soprattutto per tutti gli stranieri che stanno ancora cercando di cuocere un piatto di pasta senza farlo passare di cottura!

iMother-in-law-Radar
D´ora in poi sarà possible evitare il più antico conflitto familiare con il radar per suocere!

Ma scherzi a parte, ecco alcune vere applicazioni utili per l iPhone:

Per gli appassionati della lingua:

• iPod App: Ultralingua Italian-English Translation Dictionary

• Ultralingua Italian-English Translation Dictionary

• iPod App: babLa Italian-English Translation Dictionary
Quest’applicazione ha una caratteristica interessante: puoi anche ascoltare le parole, però stai attento alcune parole sono pronunciate male e quindi è un po’ inaffidabile. (BabLa ha anche un nuovo dizionario on-line )

Per gli appassionati dell’arte ci sono tante applicazioni grandi per trovare i capo lavori quando si sta in Italia. Applicazioni come:

• Caravaggio Virtual Art Gallery
Porta al tuo iPhone in una galleria virtuale di tutti i capolavori di uno dei più grandi artisti del Barr
occo.

• Uffizi Gallery
Benvenuti alla Galleria degli Uffizi! Troverai una mappa e una descrizione di tutti i quadri e un po’ della storia degliartisti

Per i fan di calcio e giochi ci sono applicazioni come:

• iCalcio
Segui la tua squadra preferita!

• iBriscola
“Briscola” un gioco che usa quaranta carte

• iScopa
“Scopa” è uno dei giochi di carte italiani più famosi!

È veramente incredibile quante applicazioni disponibili. C’è ne sono un sacco e voglio sapere la tua preferita! Secondo me però, tra tutte le applicazioni in giro, è essenziale avere questa app…l’app per trovare David!! Dopotutto in questi giorni non si sa mai dove lui vada o dove si possa trovarlo visto che sta in giro per la città di Firenze!
• Michelangelo in Florence

(*Una copia del David di Michelangelo in giro per la citta’ di Firenze. Nel pomeriggio di mercoledi’ 10 novembre il clone del capolavoro del Buonarroti, realizzato nei laboratori Studi d’Arte Cave Michelangelo di Carrara di Franco Barattini diretti da Luciano Massari, partira’ alla volta di Firenze dove verra’ esposto in quattro diversi punti del centro in occasione di ”Florens 2010 – Settimana Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali”, che alla piu’ famosa statua del Rinascimento dedichera’ lo spettacolo itinerante ”David, la forza della bellezza”.)

Comments (1)
Categories : italian art / l'arte, italian current event/eventi attuali, language learning, tecnologia
Tags : David in giro per la città di Firenze, iPhone app per gli italiani

• angeli del fango

By Melissa Muldoon · Comments (8)
Wednesday, November 10th, 2010

“Avevo ventinove anni quando l’Arno inondò gli argini, venerdì quattro novembre 1966. Secondo il Sunday Times il danno non era vasto, ma entro il lunedì era chiaro che a Firenze c’era una catastrofe. Cinque metri d’acqua dentro i chiostri di Santa Croce; il crocifisso di Cimabue era rovinato fuori speranza di restauro; dei pannelli erano stati strappati dalle porte del battistero; il seminterrato della Biblioteca Nazionale era completamente sommerso dall’acqua; centinaia di migliaia di volumi rovinati; l’Archivio di Stato era in disordine. Il martedì decisi di andare in Italia, per offrire i miei servizi come un umile restauratrice di libri, per aiutare in qualsiasi modo possibile, per salvare quello che poteva essere salvato, compresa me stessa.” (tradotto dall’inglese dal libro di Robert Hellenga)

Così comincia il primo capitolo del romanzo “The Sixteen Pleasures” scritto dal Robert Hellenga, il mio professore di letteratura inglese del Knox College. Il libro è basato sul momento storico quando l’acqua dell’Arno allagò i primi piani delle case fiorentine e tutti i musei, le chiese, i luoghi d’arte erano totalmente sommersi nell’acqua. Fu un momento terribile quando a Firenze mancava l’acqua potabile, i viveri e l’energia elettrica e una decina di persone morirono. E poi, quando le acque si eravano ritirarono, Firenze fu lasciata sepolta e imbrattata da fango, nafta e una montagne di detriti, procurando gravi danni per gli oggetti di arte, i libri, i quadri e gliaffreschi.

Ma, nella costernazione per l’immenso disastro, sorge immediato e prepotente uno spirito di solidarietà che coinvolge non solo i fiorentini, ma anche i volontari provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo: si comincia a spalare il fango, a distribuire i viveri e, con straordinario spirito di sacrificio, migliaia di giovani si dedicheranno a recuperare dal fango i quadri, i libri, le opere d’arte, dando il loro contributo decisivo per salvare il patrimonio artistico di Firenze, così gravemente danneggiato dallo scempio dell’alluvione. (Angeli del Fango: Sito ufficiale)

I soccorritori che accorsero da tutto il mondo vennero chiamati “Angeli del fango”. Hanno salvato Firenze e hanno preservato l’arte e la storia di Firenze. È stato un gesto di solidarietà, collettiva, spontanea e giovanile di sempre. Dalla tragedia nacque una nuova speranza nell’uomo.

Se avessi avuto ventinove anni nel 1966 come la protagonista del libro di Hellenga, sarei andata anch’io a Firenze per unirmi con gli Angeli del Fango per partecipare a questo lavoro fatto per passione. Ecco un bellissimo video che parla degli angeli del fango:

…e le foto che spiegano tutto senza parole

L'acqua del Arno fa un vortice intorno al battistero

Gli angeli del fango fanno una pausa dal lavoro

Le strade di Firenze inondate

Cercando di salvare i libri nella Biblioteca Nazionale

Gli angeli trasportano un quadro che ha bisgono di restauro sotto gli occhi di Davide

soccorritore = rescuer, scempio = havoc, detriti = debris, imbrattare = smear, plaster, proveniente = da originario, argini = river banks, spalare = shovel

Comments (8)
Categories : italian history/storia, language learning
Tags : Angeli del fango, Diluvio a Firenze 1966, Robert Hellenga, The Sixteen Pleasures

• i segni di roma : camminando sui passi di De Sica

By Melissa Muldoon · Comments (2)
Friday, November 5th, 2010


Quando percorro le strade di Roma, mi sento un po’ come Vittorio De Sica quando lui vagava per la città cercando i posti giusti per il suo film Ladri di biciclette. Io invece di complottare le scene di un film, cerco di tenere gli occhi aperti per notare bene tutti i dettagli ed essere capace di ricordarli quando sono lontana da Roma, a casa in California di nuovo. Un girovagare per Roma è una sorpresa per tutti i sensi. Dalla strada sento rumori diversi che non sono abituata a sentire negli Stati Uniti. Il ronzio delle moto che girano intorno al monumento di Vittorio Emanuele, assieme ai suoni della sirena dei carabinieri o di un ambulanza romana, è musica, sebbene musica un po’ storta, agli orecchi di quest’americana. Dietro ogni angolo, c’è l’aroma di una pizza calda o gli odori dell’appetitosa cucina romana che emanano i ristoranti trendy o le trattorie accoglienti. C’è anche un banchetto visuale per gli occhi nelle forme delle grandi cattedrali barocche e delle antiche rovine romane. Ma ci sono altre visuali più comuni che spiegano molto del carattere e della storia della città che si trovano sopra i negozi, scritti sui muri e lungo le strade ed alle fermate dei mezzi. Sono i manifesti e i tabelloni di Roma. Ecco alcuni che ho fotografato durante la mia ultima passeggiata.

In Piazza del Popolo ho trovato questo misto di antico e il moderno. Sembra che questa dea romana faccia un cenno di avvicinarci per scoprire i segreti di Roma.

Gazelle pelle! Che bella rima! Si può comprare quasi tutto a Roma, ma spero, che non siano veramente di pelle di gazzelle!

La moda vive in quasi ogni viale di Roma….

…e l’arte vive a Roma in luoghi nascosti, come nelle principesche sale tranquille del Palazzo Doria Pamphili, solo pochi passi dalla strada attiva, ma un mondo lontano dal caos e dal traffico!

Graffitti moderni sono scritti sui muri di Vicolo del Piede in Trastevere e vivono inquietantemente con i vecchi mattoni dei romani.

Sempre un buon segno vedere “Bar” o “Pasticceria” per coloro che vogliono fermarsi a bere un espresso e mangiare un dolce prima di continuare la loro passaggiata.

Alla fermata mentre aspettavo l’autobus ho incontrato Marcello Mastroianni! Bello guardare giú la strada per controllare l’avanzamento del pullman e vedere invece la sua faccia da vicino!

Roma è una città piena di luoghi affascinanti come sanno tanti registi, e uno dei manifesti più informativi che ho visto durante la mia passeggiata attraverso Roma è stato questo che parlava del film Ladri di biciclette e di come De Sica il regista, avesse giorvagato con Cesare Zavattini, l’autore del soggetto e della sceneggiatura del film, nell’autunno del 1947, in ricerca dei luoghi adatti per scene da girare. Il cartellone dice:

La Roma del dopoguerra, l’immagine di una città povera, dall’umanità precaria, è l’ambientazione che Vittorio De Sica sceglie per realizzare il film “Ladri di biciclette”, basato sul romanzo di Luigi Bartolini. Siamo nell’autunno del 1947 e De Sica si muove tra le vie della capitale, accompagnato dal suo amico Cesare Zavattini, autore del soggetto e della sceneggiatura del film, andando alla ricerca dei luoghi adatti per scene da girare. “Vorremmo vedere, un’occhiata, per ragioni di cinema. Un girovagare per strade a palazzi, per trovare gli spunti giusti.” La sceneggiatrice Suso Cecchi D’ Amico a tal proposito ricorda che il film “era tutto scritto. Nasceva dalla strada e dal tavolino: entrambe le cose”. Si costeggia così il Lungotevere, via del Tritone, si passa a visitare i caseggiati popolari di via Val Melaina, poi piazza Vittorio, Porta Portese e zono Flaminio. Tutti questi luoghi diventano lo scenario in cui viene costruita, raccontata la difficile e struggente storia di un padre di famiglia, Antonio Ricci (il bravissimo Lamberto Maggiorani), un povero disoccupato che percorre la città con il figlioletto Bruno (Enzo Staiola) alla disperata ricerca della sua bicicletta rubata, unica possibilità per poter tornare a lavorare. Il film di De Sica esce nelle sale nel 1948 e dopo una tiepida accoglienza da parte del pubblico italiano, raggiunge rapidamente il successo a livello internazionale, sia di pubblico che critica, conquistando anche il suo secondo Oscar dopo Sciuscia. Nel tempo il film viene riconosciuto come uno dei principali capolavori del cinema neorealista. Tra le curiosità, si dice che alcuni produttori americani avessero inizialmente offerto a De Sica dei fondi per il film, a patto che venisse scelto Cary Grant come attore principale. Nel film poi fa una piccola comparsa un irriconoscibili Sergio Leone, nei panni di un giovane seminarista.

Bello quello che si può imparare leggendo i manifesti di Roma!

L’ultima scena Ladri di biciclette

(in italiano il segno è quello che noi definiamo “sign”, il segnale e’ di solito stradale, il cartello, il cartellone, il tabellone o il manifesto sono piu’ appropriati. Nota però che per i negozi usiamo la parola “l’insegna di un negozio”)

Comments (2)
Categories : italian current event/eventi attuali, language learning
Tags : i segni di Roma, Ladri di biciclette, passi di da Sica, sirena dei carabinieri, sirena di un ambulanza

• ha colmato la misura

By Melissa Muldoon · Comments (7)
Wednesday, November 3rd, 2010

Un nuovo scandalo che coinvolge Berlusconi è scoppiato di nuovo, anche noto come il cavaliere, ed una diciassette-enne ragazza marocchina chiamata Ruby. I media sono pieni zeppi della notizia del “Rubygate” e riferiscono che Berlusconi ha festeggiato con la ballerina, una minorenne, alla sua villa, partecipando alle feste che lei chiama “bunga bunga” (apparentemente un riferimento volgare al comportamento degli ospiti alle “assemblee”). Ironicamente ad una conferenza stampa che trattava del problema dei rifiuti a Napoli, Berlusconi ha negato il suo comportamento scandaloso dicendo che: “Sono una persona di cuore, mi muovo per aiutare chi ha bisogno”. Prima che i seguaci potessero cancellare questo nuovo casino con una bacchetta magica o riuscissero a fare una borsa di seta da un orecchio delle scrofe, Berlusconi ha fatto un’altra gaffe. Ha scartato le invocazioni per la sua dismissione con la battuta “è meglio amare le belle ragazze che essere gay”.

Oggi nel Toscana News 24 Paolo Patanè, presidente nazionale dell’Arcigat ha affermato: “Questa frase è l’espressione di una cultura maschilista, arretrata e offensiva per le persone omosessuali ma anche per le donne. Un frase che proviene da un atteggiamento di disprezzo nei confronti della dignità delle persone e che conferma il clima imbarazzante e grottesco in cui il presidente del Consiglio sta precipitando il Paese“.

Potrebbe essere la fine del regno? Possiamo solo sperare che questa sarà la goccia che farà traboccare il vaso. Oggi con una videolettera. Nichi Vendola risponde a Berlusconi chiedendogli di smettere di dire barzellette volgari e di modificare il suo comportamento disprezzato, dicendo che è veramente un abuso di potere e una vergogna per tutti gli italiani che meritano di più.

Comments (7)
Categories : italian current event/eventi attuali, language learning
Tags : bunga bunga, Nichi Vendola lettera a Berlusconi, Rubygate
Next Page »
babla_award

venetianmaskEmail: melissa@studentessamatta.com

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner

Follow @italiamelissa

Archives

  • May 2013
  • April 2013
  • March 2013
  • February 2013
  • January 2013
  • December 2012
  • November 2012
  • October 2012
  • September 2012
  • August 2012
  • July 2012
  • June 2012
  • May 2012
  • April 2012
  • March 2012
  • February 2012
  • January 2012
  • December 2011
  • November 2011
  • October 2011
  • September 2011
  • August 2011
  • July 2011
  • June 2011
  • May 2011
  • April 2011
  • March 2011
  • February 2011
  • January 2011
  • December 2010
  • November 2010
  • October 2010
  • September 2010
  • August 2010
  • July 2010
  • June 2010
  • May 2010
  • April 2010
  • March 2010
  • February 2010
  • January 2010

Recent Posts

  • L’idromele – nettare degli Dei
  • Learning Italian in Matera in September! New Google Map! Choose your lodging!
  • Canzoni per sentirti bene…the cult of chilling
  • Abbinamenti imperfetti / Imperfect Pairings
  • Terra degli uomini

Recent Comments

  • Leo on L’idromele – nettare degli Dei
  • Marco on • indagatore dell’incubo
  • Maddie on Canzoni per sentirti bene…the cult of chilling
  • Leo on Canzoni per sentirti bene…the cult of chilling
  • Leo on Abbinamenti imperfetti / Imperfect Pairings

Meta

  • Log in
  • Entries RSS
  • Comments RSS
  • WordPress.org
italianside

Hit Counter provided by Skylight
Diario di una studentessa matta
Copyright © 2013 All Rights Reserved
iThemes Builder by iThemes
Powered by WordPress

Hit Counter provided by Skylight