Diario di una studentessa matta
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Archive for September 2011

• Cristo velato del Sanmartino

By Melissa Muldoon · Comments (4)
Saturday, September 24th, 2011

Ieri ho parlato un po’ della telenovela Un posto al sole e tutte le storie assurde che coinvolgono gli inquilini di Palazzo Paladini a Napoli. Però qualche volta è possibile imparare qualcosa bello di Napoli attraverso questo show. Per esempio una scena della Soap, in onda il 29 agosto (2011), è stata ambientata nella cappella di Sansevero situata nel centro storico di Napoli. La cappella è un luogo magico e fatto nello stile tardo barocco costruito originariamente per Raimondo de’Sangro il Principe di San Severo. Raimondo de’Sangro, nato nel 1719, è un personaggio misterioso, massone, colto e alchimista. Molte leggende sono cresciute intorno alla sua attività alchemica. Le voci dicono che avrebbe potuto creare il sangue dal nulla e che aveva ucciso la gente in modo che potesse usare le loro ossa e la pelle per gli esperimenti.

Gli ultimi anni della vita del principe erano dedicati alla decorazione della capella di Sansevero. E che confezione lo è! Sul soffitto è l’affresco conosciuto con il nome Gloria del Paradiso e un ogni angolo c’è una statua straordinaria ma nessuno così notevoli o più celebrate come il Cristo velato di Giuseppe Sanmartino. Quando ho visto la statua di Sanmartino per la prima volta (anche se in televisione), ero colpita dalla sua bellezza e volevo sapere più di questo capo di lavoro. Secondo me la cosa più straordinaria e la tecnica di realizzare Gesù morto, coperta da un sudario sottile e trasparente dallo stesso blocco di marmo. Ci sono tanti estimatori della statua tra in più notevoli c’era è Antonio Canova che durante il suo soggiorno napoletano cercava ad acquistarlo e che dichiarasse che “avrebbe dato dieci anni di vita pur di essere lo scultore di questo marmo incomparabile”.

La statua sembra così reale che tante leggende hanno fiorito per spiegare come l’artista potrebbe realizzare un velo così trasparente. Una delle ipostesi è che è il risultato di un procedimento inventato dal Principe per “marmorizzare” un tessuto tramite modi alchemici. “Ma in realtà il Cristo velato è un’opera interamente in marmo, ricavata da un unico blocco di pietra come si può constatare da un’osservazione scrupolosa e come attestano vari documenti coevi alla realizzazione della statua.” (Museo Sansevero)

Sanmartino fu un grand maestro del barocco e con la sua statua riesce a stupirsi nella maniera del barocco e riesci a trasportarci in un altro mondo di meraviglia usando il dramma e la fantasia della sua arte. Non fa neanche male avere un principe pazzo per un patrono per incoraggiarsi a nuovi limiti.

sudario = shroud

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Categories : italian art / l'arte, italian movies, tv/cinema, televisione, language learning, Un posto al sole
Tags : Cappella Sansevero, Cristo velato, Giuseppe Sanmartino, Raimondo de'Sangro Principe di San Severo, sudario

• Un posto al sole torna a oltranza

By Melissa Muldoon · Comments (6)
Thursday, September 22nd, 2011

L’estate potrebbe essere finita, ma c’è sempre ancora un po’ di sole estive che rimane, specialmente se avete una televisione, un telecomando e la voglia di guardare la telenovela Un posto al sole che é ambientata a Napoli. Secondo Wikipedia: Un posto al sole è la prima soap opera interamente prodotta in Italia, nonché la più longeva soap italiana. UPAS è venuta a trasmessa su Rai 3 dal 21 ottobre 1996 e Venerdì 9 aprile 2010 ha raggiunto le 3000 puntate. In Italia UPAS ha quasi la stessa notorietà di “All My Children” negli stati uniti. Entrambi soap ci coinvolgono con le storie esagerate, piene dei personaggi torturati d’amore che va storta. In fatti ci sono similarità tra Nina Soldano, che fa il personaggio di Marina, e Susan Lucci che fa il personaggio di Erica Kane. Sarebbe difficile determinare quale sarebbe la diva più malvagia con gli amanti più numerosi! Potete leggere altro di Marina su questo blog qui: “Interrompiamo questo blog per darvi notizia importante” e “Chi ha sparata a Greta Fornier?“.

Allora dopo un mese di ferie in agosto, un’altra stagione di UPAS va nuovamente in avanti. Per coloro che non la seguono, cercherò di aggiornarvi, ma vi garantisco, le storie non mancano molto in dramma e assurdità! C’è una storia di un medico dipendente dal gioco d’azzardo, un capo della Camorra che vuole rapinare suo nipote, amore tra i giovani, amore tra gli anziani, amore tra una coppia divorziata, una storia tra due donne, una paziente mentale che sta recuperando, un ragazzo che sta sfuggendo i suoi genitori, un impiegato che lavora al cantiere di giorno e fa il maestro di tango di sera, e meglio di tutto… una storia di un serial killer che sta uccidono le prostitute. Come non potete trovare tutto questo irresistibile e un bel modo troppo divertente per apprendere l’italiano. Ogni volta che scarico una puntata dal RAI non vedo l’ora di vedere che cose gli scrittori inventeranno per superare se stessi! Vedremo nei prossimi giorni. Allacciate le cinture di sicurezza perchè penso che sarà un percorso turbolento!

Ascoltate un po’ del anteprima:

[audio http://melissamuldoon.files.wordpress.com/2011/09/posto.mp3]

Sito ufficiale di Un Posto al sole

Per Guardare on-line sul sito di RAI o per scaricare le puntate

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Categories : Un posto al sole

• buon compleanno Sophia!

By Melissa Muldoon · Comments (2)
Tuesday, September 20th, 2011

Questa mattina come al solito, mentre facevo colazione, che consisteva di due uova sode, pane tostato con burro, yogurt normale senza sapore ma con un pizzico di cannella e caffè fatto in una caffettiera – marca Moka, ho dato uno sguardo a Facebook per vedere le novità. Tra tutte le foto e i posting ho trovato questa bellissima foto colorata di Sophia Loren e Jayne Mansfield con la didascalia “Auguri Sophia!”. E con questo ho saputo che proprio oggi, il 20 di settembre, l’attrice famosa festeggia il suo compleanno e che sta per spegnere settantasette candele! È improvvisamente sono stata portata da una colazione banale, al fascino del mondo delle stelle dell’età del’oro di Hollywood.

Sophia che è un delle più celebrate attrice degli anni 60, resta tutt’oggi un’icona nel mondo. Ha iniziato la sua carriera in Italia dopo la guerra e poi è venuta a Hollywood negli anni cinquanta per girare i film con attori come Cary Grant, John Wayne e Gregory Peck. In 1957 ad una festa di benvenuta per l’attrice Italiana a Hollywood al ristorante di Romanoff c’era un incontro famoso tra lei e Jayne Mansfield. Lasciarlo a Jayne per rubare la scena con i suoi seni voluttuosi. Con questo stunt di pubblicità improvvisamente tutta l’attenzione era su di lei invece sulla nuova bella attrice d’italia. Che succede quando due icone del cinema come Jayne Manesfield e Sophia Loren si incontrano? Ovviamente si valutano! Nella foto famosa Sophia da uno sguardo diverto a Ms. Mansfield. Con l’arco delle sue sopracciglia sembra di dire “uffa…un colpo basso ma ben giocato”. Ma alla fine penso che Sophia, che ha una figura ancora bella a settantasette anni, abbia l’ultima risata!

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Categories : italian movies, tv/cinema, televisione
Tags : Jayne Mansfield, Sophia Loren

• stanno piovendo taralli!

By Melissa Muldoon · Comments (5)
Sunday, September 11th, 2011

Quando eravamo in Puglia abbiamo mangiato spesso i taralli, i piccoli croccanti spuntini tipici del sud italia. Sono davvero buonissimi e prima di partire volevo acquistarne un po’ da portare a casa. Avrei dovuto tenere la bocca chiusa, ma mi sono lasciata sfuggire questo desiderio agli amici. Non potete immaginare quanto generosi e accoglienti sono gli amici con cui abbiamo passato la vacanza. Hanno preparato cene incredibili e hanno organizzato eventi davvero speciali per noi. Qualsiasi cosa che volevamo fare, erano pronti per renderlo possibile. Quindi in retrospettiva non era certo fuori discussione che non avrebbero cercato di soddisfare il mio ultimo desiderio prima di ritornare a casa.

Allora il giorno in cui eravamo previsti di lasciare Puglia, prima che io fossi in grado di trovare un forno per comprare i taralli, mia amica è arrivata con suo padre con un sacco grande dei Tarallini. Che carino pensavo io! Poi è arrivata la famiglia con regali per ciascuno di noi, che includevano ancora più sacchi dei Taralli. Davvero generoso pensavo io! Eravamo quasi per scappare in macchina, quando zia Guisy è arrivata con due grandi sacchetti di taralli ancora caldi, che ci portava da un fornaio di buona reputazione in zona! La generosità non ha limiti pensavo io, mentre cercavo di trovare posto nelle valigie per tutti i taralli!

Eccoci qua, di nuovo a casa e ci stiamo ancora godendo quello che rimane dei taralli da Puglia. Non ci posso credere ma la raccolta è quasi finita. Shhh! State zitti. Non dire niente agli amici in Puglia, altrimenti sono sicura che arriverà un camion alla nostra porta, pieno dei taralli ancora calda, consegnato direttamente da Puglia.

Per fare dei tarallini Pugliesi a casa seguite questa ricetta dal sito: Ricette dal Mondo

Questa è la classica ricetta dei tarallini pugliesi, profumati e croccanti, fatti in casa e come sempre in maniera che tutti possano farli senza difficoltà!!! Li ho già fatto più volte e prima di pubblicare la ricetta ho voluto farla eseguire ad una persona che di cucina non ne mastica tanto per testarne la semplicità ed eventuali dubbi nell’esecuzione!!! Adesso mi direte voi cosa ne pensate. Buon lavoro !!!

Preparazione: Se non gradite i semini di anice potete farne a meno, oppure potete usare altri aromi come sesa, peperoncino, origano o addirittura scaglie di cipolla disidratata. A voi la scelta! Come sempre Buon Appetito.

1. Versate la farina in un recipiente, aggiungete il vino, l’olio e il sale e i semini di anice.

2. Impastate fino ad ottenere una pasta elastica e omogenea.

3. Lasciatela riposare coperta da un tovagliolo.

4. Intanto portate ad ebollizione dell’acqua leggermente salata in una pentola capiente.

5. Accendete il forno e portatelo a 200° C.

6. A questo punto cominciate a formare dalla pasta dei bastoncini della grossezza di un dito mignolo e della lunghezza di circa 8-10 cm, e poi richiudeteli su se stessi sovrapponendo le due estremità e schiacciandoli col dito in modo da sigillarli.

7. Prendetene una decina per volta e immergeteli nell’acqua bollente e ritirateli con una schiumarola appena vengono a galla.

8. Sistemateli su un conovaccio ad asciugare per qualche minuto.

9. Prendete la piastra del forno e rivestitela di carta da forno e adagiatevi uno vicino all’altro i taralli, infornateli nella parte centrale del forno VENTILATO per 15 minuti circa o fino a quando non saranno dorati uniformemente.

10. Se non usate il forno ventilato la cottura sarà un po’ più lunga, comunque tenete sempre in considerazione il colore ambrato che devono raggiungere.

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Categories : amici italiani
Tags : Puglia Snacks, ricetta per fare tarallini, Taralli, tarallini

• e io pago!

By Melissa Muldoon · Comments (1)
Wednesday, September 7th, 2011

Quando ho visto questi cartelli in un negozio di souvenir a Roma volevo subito acquistarli! Il significato di “I ♥ Roma” è ovvio come “Benvenuti: tutti ci portano un po’ di gioia qualcuno entrando, qualcuno uscendo”. Ma forse il significato di “E io pago!” deve essere spiegato. Prima dovreste sapere che è una frase famosa che l’attore Toto, nei panni di Barone Antonio Peletti, diceva per la prima volta nella commedia “ 47 morto che parla” un film del 1950 diretto dal regista Carlo Ludovico Bragaglia. Toto ci regala una felicissima interpretazione della figure di un avaro.

La frase colloquiale “e io pago!”, (che si può trovare nel “Glossario delle frasi fatte) vuol dire: qualcuno si diverte, sprecando risorse che alla fine toccherà a me pagare. Nel linguaggio di tutti i giorni: tipicamente chi la usa, tende ad affermare di stare sostenendo interamente il costo di una situazione di cui altri usufruiscono. Oggi la frase è molto diffusa, affine nel significato ad un altra espressione simile: Paga Pantalone. Questa viene anche utilizzata per commentare uno spreco di denaro, alludendo al fatto che alla fine a pagare sarà sempre il solito (il cittadino, lo Stato, ecc.). Pantalone è la nota maschera veneziana, personaggio della commedia dell’arte.

In questi tempi moderni, come nei tempi di Barone Peletti al volgere del secolo o nei tempi di Pantalone intorno alla metà del ’500 a Venezia, queste espressioni sono ancora valide. Potete leggere “e io pago” nei giornali e nei blog che parlano della situazione attuale del governo in quasi ogni paese. Alla radice di tutte le commedie che ci fanno ridere possiamo trovare le traccie di una triste realtà.

Per vedere i video clip di Toto che interpreta Barone Peletti:

e per una versione più lunga:


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Categories : italian comedy/commedia, italian current event/eventi attuali
Tags : 47 morto che parla, e io pago, paga pantalone, Toto

• hobbits, trulli e Alberobello

By Melissa Muldoon · Comments (3)
Friday, September 2nd, 2011

Puglia è decisamente romantica. Ha un’aria un po’ greca, un po’ mediorientale e un po’ magia dei folletti. La campagna è cosparsa degli ulivi, i muretti di secco e dei Trulli, le piccole case bianche con i tetti conici. Secondo me i Trulli danno a Puglia il suo vero fascino. Queste strutture sono romantiche e piene di fantasia e sembra che siano più adatte per un hobbit o una fata invece di una vera persone di carne e sangue. Però sono qui per dirvi che infatti i Trulli sono costruiti per persone vere e che sono molto accogliente e vivibile, perché abbiamo abitato in uno durante il nostro soggiorno recente a Locorotondo.

Se vi piacciono i Trulli (e come non riuscire essere colpiti della bellezza di un trullo) è essenziale fare una visita a Alberobello, una piccola città a metà distanza tra Putignano e Locorotondo dove si trovano tanti trulli nel centro di questa città medieovale. Ci si può anche trovare S. Antonio, l’unica chiese costruita nello stile di un Trullo.

Ci sono alcune teorie dell’etimologia del nome di Alberobello. Secondo alcuni, il nome si riferisce alla presenza in zona di una grande quercia, secondo altri deriva da Sylva Arboris Belli, una distesa di querce. Per lungo tempo si è creduto che la parte finale del nome, ossia bello derivasse dal latino bellum, ossia guerra, perché nel medieovale era un sito di una battaglia e la città fu costruita per ricordare la vittoria. Mi piace questa versione, ma secondo voci su internet l’ipotesi sembrerebbe da scartare.

Alberobello è un posto molto popolare per i turisti. Ma anche se le viali strette di Alberobello pullulano di gente quasi tutto l’anno e ora tanti dei Trulli sono negozi che si vendono ai turisti fischietto, gelato e piccole versioni in miniatura dei Trulli, quasi quasi mi aspettavo di vedere uno gnomo o elfo sbirciare fuori dall’interno della ombra di una delle coniche case, per dare un occhiolino a me! Sono convinta che nella nebbia dei tempi, tanti anni fa, i trulli sono stati inventati da creature di fantasia.

Comments (3)
Categories : italian current event/eventi attuali, language learning, traveling in italy/viaggiare
Tags : Alberobello, etimolgia di Alberobello, Trulli, Trullo
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