Mi è sempre piaciuto il pittore Domenico Ghirlandaio, un artista del Rinascimento che lavorò a Firenze. È nato nel 1449 ed è morto nel 1494; aveva solo quarantacinque anni quando la sua luce si spense. L’ultima volta che sono stata a Firenze ho ammirato il ciclo di affreschi della vita della vergine che Ghirlandaio ha fatto per la Cappella Tornabuoni nella chiesa di Santa Maria Novella. Gli schemi di composizione di Ghirlandaio sono allo stesso tempo grandi e decorosi e c’è una certa durezza di contorno che può essere dovuta alla sua formazione nella lavorazione dei metalli preziosi che ha imparato durante il suo apprendistato come un gioielliere. Ghirlandaio è accreditato come uno dei primi insegnati di Michelangelo e quasi sicuramente è stato in Santa Maria Novella dove Michelangelo avrebbe avuto l’opportunità di osservare le tecniche e lo stile magistrale di Ghirlandaio.

L’altro giorno stavo ammirando il “Ritratto di vecchio e fanciullo” di Ghirlandaio. Ritratto significa “portrait” e “autoritratto” significa “self-portrait”. In questo quadro non sappiamo l’identità del “vecchio” e del “fanciullo” ma è un bell’esempio dei ritratti del Rinascimento che hanno cercato di coinvolgere lo spettatore in un modo più emotivo che lo stile di ritratti del medioevo e il primo rinascimento. C’è qualcosa di più di solo un “ritratto” di un anziano e “suo nipotino”, e invece di solo un profilo impassibile e controllato, lo stile diventa sempre più
vivo e con un po’ di fantasia possiamo inventare un dialogo tra loro. Penso che sia molto interessante in modo in cui Ghirlandaio ha raffigurato l’anziano con tutti i suoi difetti. L’anziano è vecchio, brutto con un naso corpulente e nodoso o bitorzoluto. (che bella parola “bitorzoluto” = lumpy/bumpy). Possiamo credere che quest’uomo possiede la saggezza innata di qualcuno che ha vissuto una lunga vita di bene e nel male. In contrasto il bimbo, forse il nipotino, è bello, con la pelle chiara e i riccioli d’oro e sembra innocente. Il nipotino sta tra le braccia del nonno e non sembra di notare i difetti o essere respinto dalle sue imperfezioni. Infatti si può vedere un grande affetto tra i due. Il ragazzino tocca il petto del nonno con una carezza della sua mano e lo guarda direttamente negli occhi come se disse: “Io mi fido di te”.
Il quadro anche mi fa pensare a un’allegoria nascosta. Sembra che il nipote sussurri all’anziano: “Ora sono giovane, bello e innocente, ma un giorno diventerà brutto e anziano come te. Tu hai vissuto molto. Io, no. Ho molto da più da imparare e di sopportare prima di diventare come te.” Per rinforzare questo tema, nel sfondo del quadro vediamo una finestra che dà a un paesaggio. Il panorama è sfumato, ma si può vedere una strada tortuosa che si snoda intorno alle montagne. Chissà dove va la strada? Forse è una rappresentazione delle incertezze della vita; la nostra vita è un viaggio e impariamo lungo la strada, senza mai sapere dove le curve della strada ci porterà. Ma sicuramente, un giorno la nostra bellezza e innocenza, come quello del ragazzino, finirà e i nostri corpi diventano vecchi e ben utilizzati come il nonno, ma magari avremo una visione del mondo più profonda. Se siamo fortunati, possiamo lasciare un’eredità d’amore e di orientamento per tutti coloro che ci seguono.
Allora…avete ricordato il significato della parola bitorzoluto?


I am happy to announce a new Language Cultural Immersion Tour in Italy with the Studentessa Matta. In April of 2013 we will travel to Venice where we will immerse ourselves in the culture of Venice, while expanding our Italian language skills!
are invited to stay for 10 days on Giudecca island at “il Redentore”, a lovely renovated monastery, set on the tranquil island across from Venice, that is equipped with private rooms with individual baths, scenic gardens, a large communal kitchen and comfortable salons where we can meet and relax. During our stay in Venice the mornings will be dedicated to class instruction at the Redentore, lead by qualified and experienced Italian teachers. During the afternoons we will move out into the piazzas and callas of Venice to continue practicing the language and where we will be treated to a new cultural activity every day. We will be cooking, tasting wine, learning to row a gondola, glass blowing, taking part in treasure hunts, as well as living & enjoying the Venetian life style at our own pace during several free afternoons. We encourage both singles & couples of all ages to join us. 
guest use, gardens, wifi.
some of its most spectacular hidden jewels (with a professional guide in Italian & English)
suggestions for forthcoming lessons. Coffee break in the adjacent Campo (30 mins) 11.30 – 1pm: Art lesson (part 1, indoor) – introduction to art vocabulary & afternoon activity. Afternoon 4 – 5.30pm: Art lesson (part 2, outdoor) – “in church” lesson – at the famous Basilica dei Frari: in pairs or small groups, students will carry out activities to practice the use of art-related vocabulary, giving a short presentation of a work of art to another pair/group.
week – final games and role play with focus on conversation. 12pm – afternoon: visit to the island of Murano with a practical demonstration of glass working by a local artisan. For the students who are interested, there will also be a chance to create a small object by themselves, under the guidance of a local artisan.
Oggi, venerdì, sono uscita a mezzogiorno per pranzare con un’amica e quando sono tornata ho trovato che mio internet ha smesso di funzionare. Basta. Guasto. Fuori servizio. Niente di niente. Senza succo. Come sempre mi viene subito il panico. In situazione come queste penso sempre che internet non tornerà mai più! Ma in realtà, di solito la mancanza di corrente non dura lungo e fra poco internet torna quasi subito. Però essendo irrimediabilmente dipendente da computer, continuavo a cliccare e premere i pulsanti dei luoghi preferiti su internet browser… fino a quando mi sono resa conto che questa volta ci sarebbe voluto più di un paio di secondi. Ultima cosa da fare; chiamare la compagnia di internet per sapere che infatti questa volta ci vogliono 3 o 4 ore prima che internet tornerebbe. Bene. Niente lavoro per me questo pomeriggio. Niente blog. Niente “web surfing”. Hmmm. Che cosa da fare?
Ahh…la vita estiva al mare! Durante il mio soggiorno in Italia quest’estate ho passato tante belle ore languide al mare; un pomeriggio in spiaggia a Galipoli nel Salento e tanti altri lungo la costa roccioso vicino a Salvelettri in Puglia. Con la mia amica abbiamo camminato per gli scogli acuti ed a volte insidiosi, e poi abbandonando i nostri copricostumi, abbiamo tuffato nel mare caldo limpido e sereno. Facile imparare le parole “scoglio” e “scogliera” in questa zona perché sono dappertutto la costa. Certo ci sono spiagge di sabbia come a Galipoli, ma per la gente che hanno le case estive vicino al mare come al Salvelettri, loro preferiscono di fare bagni direttamente dagli scogli perché sono abituati alla scogliera!

un pesce si chiama “triglia”. Stavo leggendo questo articolo proprio mentre aspettavo a mangiare la bella aragosta sopra!
Boh! In realtà IO non uccido! Non potevo nemmeno fare male a una mosca! È stato lui…quel tizio di fantasia del libro di Faletti. Shhh! Sto zitta! Non posso rivelare la sua identità e rovinare la trama per tutti voi che non avete letto il libro (che ci sono voluti sei cento sette nove pagine per raccontare i maniacali omicidi di un serial killer). Posso solo dirvi che dopo aver letto solo alcuni capitoli ho indovinato il personaggio dietro gli omicidi macabri (in cui il killer uccide begli uomini e usa le loro facce per una faccenda molto diabolica). Sempre posso indovinare il killer in film e libri. È un dono che io ho…e questo a mio marito fa impazzire! Ricordo il film “
La prossima volta che siete a Squinzano nel Salento (e chi non ha voglia di andare a un posto chiamato Squinzano…dopotutto è proprio dietro l’angolo dal villaggio di Trepuzzi!) mi raccomando di andare all’










Ogni volta che vado in Italia ci sono sempre canzoni che io sento alla radio che mi fa pensare della vacanza. Forse non sono i più elevati di canzoni, però come essere scolpiti nella pietra mi fanno ricordare quel momento per sempre. Per esempio nell’estate di 2000 è stata la canzone di Paola e Chiara “Amoremidai” dal CD Television e un’altra volta è stato “Capelli” di Niccolò Fabi. Quest’anno c’erano due canzoni che ho sentito tutta la volta, specialmente in macchina con la mia amica andando da Salvelettri (un piccolo villaggio vicino il mare) al Locorotondo o Martina Franca. Abbiamo alzato il volume della radio e abbiamo ascoltato una varietà di musica italiana, ma i due canzoni che hanno spiccato da tutti gli altri erano: “Portami su” di Giorgia e sì…purtroppo l’altro era “Il Pulcino Pio”!







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