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Ecco una storia che ho scritto. L’incarico era “Se fosse un elemento della natura… Descrivi ciò che vedi e che senti. Usa il tempo imperfetto”. Ho usato un po’ di fantasia e ho inventato una favola.
Io sono il vento dell’ovest. Quando ero piccolo, giocavo nel prato con i miei fratelli, le altre piccole brezze. Eravamo felici, sempre riscaldati da un sole che brillava ogni giorno in un cielo sereno.

Uno dei nostri passatempi favoriti era giocare a nascondino. Passavamo sopra il fiume e sotto i ponti in cerca di bei posti per nasconderci. Qualche volta prendevamo in giro la gente del nostro paese. Uno dei miei scherzi preferiti era tirare un bel soffio ad una persona ignara per rovesciare improvvisamente il suo cappello dalla testa. Puntavo sempre la gente che andava al mercato nel centro del villaggio per comprare una bistecca dal macellaio o un bel pezzo di pane dalla panetteria. Dopo aver visto la gente che correva dietro I suoi cappelli, ridevo sempre con le altre brezze che mi accompagnavano e ce ne scappavamo dietro un’angolo per aspettare altra povera gente.

Pero’ di notte quando papà, il vento dil nord, si rendeva conto di come mi ero comportato durante il giorno, si arrabbiava sempre. Avevo paura quando faceva così. Il cielo diventava buio e faceva freddo. C’era un terrificante rumore come se un treno stesse per arrivare in stazione. Tutti gli alberi ondeggiavano come se fossero matti e c’erano carte, foglie e anche bici che giravano in tondo come in un vortice. Ma prima che provacasse tanto danno, mia madre, il vento dell’est arrivava e calmava mio padre con parole dolcissime. L’uragano smetteva sempre quando c’era mia madre al suo fianco e tutto ritornava sempre a posto.

Poi, mia madre preparava una bella cena per la sua grande famiglia. Mentre noi piccole brezze aspettavamo la cena, correvamo su e giu’, dalla cucina all’orto. Dopo poco il prato era pieno del buon profumo che noi spingevamo fuori dalla cucina di mia madre. Tutti in paese sapevano che mia madre era una buona cuoca, e quando sentivano gli odori che venivano dalla sua cucina, sapevano che c’era qualcosa di delizioso da mangiare. Poi con un bacio leggero, ci metteva a letto. Papà arrivava e ci raccontava una storia della sua infanzia quando viveva al di la’ del mare. Poi con un gran abbraccio, mi diceva sempre che un giorno sarei diventato un grande vento e che avrei regnato dall’ovest. Ma questo sarebbe successo solo se io avessi smesso di giocare con la povera gente!

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5 Comments

  1. Che dire Melissa! hai proprio un grande talento!
    La narrazione è scorrevole e fluida!
    Hai tutta la mia ammirazione!

  2. Sono d’accordo con Rossella..hai proprio un grande talento. Mi piace questo blog. Dov’è if foto alla destra alla mare

    1. L’ho fatta la foto dalla finistra del nostro albergo “L’onda verde” a Praiano sulla costa amalfitana. Che bella vista da vedere dalla camera, no? Abbiamo anche nuotato in quella baia!

  3. Questa favola mi e’ piaciuta moltissimo. Ci sono pero’ due errori:
    1. Non c’e’ bisogno di scrivere l’apostrofo (un angolo) davanti a parole maschili.
    2.provocasse e non: provacasse. Dato che il verbo e’: provocare

    Continua a scrivere. Che bella fantasia!!!!