È la primavera! La Pasqua è domani! Parto per l’italia entro quattro giorni! Che emozione sentire i caldi raggi di sole sulle spalle, sentire gli uccelli che cantano negli alberi che sono in fiore e sapere che tra poco sarò a bordo un aeroplano destinato per Firenze e Venezia e la Studentessa Matta / Venice Italian School escursione. In questo momento sto facendo la valigia. Ho sentito che il mese di Marzo in Italia è stato il più freddo e più piovoso mese nella memoria recente. Non ho la minima idea che cosa da mettere nella valigia – gli sandali o le scarpe di neve. Anche se teoricamente potrebbe essere un’esperienze unica, non voglio svegliarmi a Venezia per trovare la neve che cadde sulla Serenissima! Quindi cerco di trovare un po’ di spazio dentro la valigia per un po’ di sole “Californian” e faccio il mio meglio di lanciare la stagione di primavera nel bel paese.
Per stare dalla parte di buona sorte, sembra giusto di rispolverare il mio Pumo. Ma cos’è il Pumo? Il Pumo è un manufatto di ceramica artigianale, tipica attività grottagliese, e si identifica con il bocciolo di rosa che sta sbocciare, e rappresenta il nuovo che nasce. Può essere anche considerato un tipo di uovo – un simbolo di vita nuova. Il Pumo è il tipico portafortuna di Grottaglie in Puglia, e ognuno ne ha almeno uno in casa. Spesso viene usato come ornamento di balconi e cornicioni, e può essere di vari colori, anche se generalmente è su una base colore pane, verde scuro o giallo ocra. Viene regalato come buon augurio per chi vive in una nuova casa o inizia una nuove attività. Lo scorso agosto sono andata a Grottaglie la città in cui si fanno questi oggetti di fortuna. Qui ho incontrato l’artista sopra, che dipingeva davanti agli occhi queste uova fantastiche. Con precisione e un talento incredibile, lei ha disegnato abilmente il pumo, mentre parlava con me e gli amici.
Allora, o grande pumo, simbolo del nuovo che nasce e della speranza, la fortuna e la felicità… ti prego…porta anche clima primaverile e temperature miti per il viaggio nell’italia la prossima settimana. Buona Pasqua tutti! Vi auguro buona fortuna e una bella primavera! A nuovi inizi!



La scorsa settimana la comunità dei poeti e quelli che hanno una poesia nel proprio cuore, ha celebrato la data di nascità di Alda Merini, la scrittrice e poetessa milanese, considerata una delle maggiori poetesse del novecento. Anche se è scomparsa nel 2009 e anche se la sua vita e produzione letteraria sono segnate dalle esperienze del disagio fisico, economico e follia – soffriva periodi di malinconia e depressione – il suo stile di scrittura intensa, appassionata e mistico la distingue a parte delle altre espressioni creative. Per sapere più di questa scrittrice, poetessa e aforista italiana controllate 
Quando dico “che tristezza”, non sto parlando di un film che racconta una storia commovente e triste. No invece sto parlando di un film terribile e ripugnante nel modo in cui descrive le donne. Purtroppo il film “Il cuore grande delle ragazze” di Pupi Avati è sgradevolmente misogino, anche quando finge di criticare il maschilismo storico.
copertina sembrava abbastanza carina. Finalmente ieri sera l’ho guardato, ma dopo una mezz’ora di visualizione la storia è andata in discesa velocemente e non riuscivo a trovare molto da raccomandare il film. Infatti, con l’eccezione che la storia si svolge nel cuore dell’Emilia Romagna, il film mi ha lasciato con un retrogusto sgradevole. L’unico momento in cui mi è piaciuto il film è quando la moglie/protagonista ha cercato di fuggire in treno dopo essere tradita da suo marito proprio la notte della nozze. Volevo che lei riuscisse di andarsene, ma purtroppo suo marito l’ha trascinata (letteralmente) dal treno per portarla a casa.
Volete camminare nei passi dei famosi registi per vivere un po’ della storia del film italiano? 

Eccoci qua a marzo, uno dei miei mesi preferiti perché è il mese del mio compleanno. Quest’anno sono particolarmente entusiasta di marzo perché non solo è la mia pratica di diffondere sfacciatamente la mia festa di compleanno per tutto il mese…ma questo marzo ho iniziato il conto alla rovescia per il mio prossimo
Mi ricordo bene il primo momento quando ho sentito Lucille Ball parlare in italiano. Ero una studentessa a Firenze e durante le prime settimane della mia permanenza, ho vissuto con altri studenti americani in un pensione vicino a santa Maria Novella. È stato nella sala comune dove ho visto in tv il vecchio programma dagli anni sessanta “Io ed Lucy” / “I Love Lucy”. Ogni sera la televisione nella sala era accesso e gli amici ed io non riuscivamo mai ad uscire senza fermarci un attimo, per guardare gli attori americani che trasudano americanismo, ma dalle bocche scorrevano parole italiane.
pratica perché non c’è nessun modo migliore per fare pratica della lingua! Il doppiaggio è il procedimento con quale nei prodotti audiovisivi si sostituisce la voce originale di un attore, o un personaggio, con quella di un doppiatore. Fu inventato nel 1932 in Hollywood. Subito dopo in Italia vennero emanate delle leggi che imposero che il doppiaggio dei film dev’essere fatto nel paese in cui è stato destinato di essere distribuito. Comincia così il periodo d’oro del doppiaggio italiano fino all’imposizione da parte del governo fascista di una tassa sul doppiaggio dei film americani e la pratica è stata vietata. Nel settembre 1943 caddero le barriere nei confronti dei film americani, e quasi tutti i doppiaggi degli anni ’30 furono rieffettuati dopo la guerra, e il doppiaggio diventà una vera industria attiva. La cultura del doppiaggio, diffusasi in Italia per ragioni non solo politiche ma anche sociali.
Ieri ho pranzato con alcuni amici italiani a Palo Alto (in California). Il locale in cui ci siamo incontrati si chiama “
disprezzo per i loro fratelli senza istruzione o senza cultura del sud d’italia.
Lo scorso weekend ho fatto un piccolo salto in Sonoma Valley dove ho passato tre bei giorni nella zona di California che assomiglia tanto all’italia, che ogni altro posto negli stati uniti. Ogni anno le aziende vinicole nella zona partecipano in un evento si chiama “la strada di vino” (the wine road – barrel tastings). Si compra un biglietto per un prezzo fissato e poi si può andare da
aziende ad aziende facendo una degustazione di vini diversi. Mamma che bell’idea pensavo io quando ho sentito prima di questa iniziativa. In questo modo si può scoprire alcuni vigneti e marche di vino che non sono sul proprio “radar” o non si sapeva esisteva. Ed è stato il caso per me e alcune amiche, in cerca di novità nel mondo del vino, quando lungo la strada in Sonoma Valley è successo che abbiamo trovato il vigneto di Battaglini, un gioiello semplice nascosto nei campi di uva. Ma la cosa che mi ha reso completamente felice in oltre a trovare un vino delizioso, il proprietario ed enologo – Joe Battaglini è italiano! Quindi naturalmente, ho passato un bel po’ di tempo parlando con lui e suo figlio in Italiano mentre ho imparato più del suo vino e la storia della famiglia.
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Ecco! Un nuovo guest blog di Diego Cattaneo, director of Venice Italian School. Together Diego and I are
When I visit a new place I like to delve into the culture and art of that city. I like to wander the churches, museums and art galleries to drink in as much art and culture as possible. I rely on all kinds of brochures, audio-guides, as well as the art docents who meander through the galleries ready to share their knowledge. You can also find me scrutinizing the tiny placards placed next to famous works of art, in order to appreciate and better understand the history, the artist and the technique of the piece that I am observing.









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