Diario di una studentessa matta
Blogging & tweeting in Italian to improve language skills. I am a graphic designer with a Masters in Art History, sharing my thoughts & stories about Italia
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Archive for cooking

L’acciuga vuol nuotare tre volte: nell’acqua, nell’olio…e nel bagno cauda!

By Melissa · Comments (1)
Monday, February 11th, 2013

bagnacauda1(Read in English) Come trascorrere una serata perfetta con gli amici? Prendere un bagno caldo con loro, naturalmente! Ma non sto parlando di trascorrere una serata in una vasca indromassaggio. Mentre quello potrebbe avere i suoi vantaggi qualche volta…sto invece parlando di preparare un “bagno cauda”. “Bagno caude” letteralmente “hot bath” o  in dialetto piemontese “salsa calda“, è un condimento a base di aglio, olio e acciughe che viene servito assieme alle verdure sia cotte che crude. Ma non è semplicemente una salsa che accompagna le verdure e come tale non va “sminuita”, perchè preparare un bagna cauda bensì è un vero e proprio rito, un simbolo di allegria, amicizia e convivialità.

La bagna cauda nasce nel Medioevo come piatto povero, che i contadini preparavano per proteggersi dal freddo e che i nobili aborrivano per via della presenza massiccia dell’aglio che rendeva il fiato pestilente, per di più in un’epoca in cui ancora non esisteva il dentifricio. In particolare alcune testimonianze storiche fanno risalire la nascita della bagna cauda nel basso Piemonte, nelle zone dell’Astigiano, del Monferrato, delle Langhe e del Roero, dove i vignaioli per festeggiare la spillatura del vino nuovo, a novembre, si riunivano con gli amici e la famiglia e mangiavano verdure e bagna cauda. Da allora il rito di sedersi attorno alla tavola con al centro “il fojot”, il contenitore di terracotta che tiene in caldo la salsa, è sopravvissuto fino ai nostri giorni, e di certo non mancano osterie e trattorie piemontesi che hanno inserito nel menù questo piatto, prima relegato solo alla tradizione contadina, e oggi rivalutato e rivalorizzato in tutte le sue varianti.

Ma come mai uno degli ingredienti fondamentali della bagna cauda siano le acciughe, un pesce, anche se il Piemonte non confina con il mare e non è mai stato una terra di pescatori? Ma infatti il Piemonte è stato piuttosto una terra di acciugai, in particolar modo nel Medioevo quando il prezzo del sale era alle stelle e molti montanari e contadini piemontesi percorrevano quelle che oggi conosciamo come le vie del sale fino alla Liguria e alla foce del Rodano dove acquistavano il sale a prezzi più accessibili e lo trasportavano in barili nascosto sotto strati di acciughe in modo da ingannare potenziali ladri. Una volta ritornati in patria rivendevano il sale a prezzi più alti e le acciughe a prezzi stracciati, acciughe che, tra l’altro, essendo state a contatto con il sale, erano diventate più saporite e si conservavano per più tempo.

C’è un modo di dire delle acciughe che va così: L’acciuga vuol nuotare tre volte: nell’acqua, nell’olio, nel vino – cioè le accighe nuotano nell’acqua di mare, nell’olio in padella e nel vino nello stomaco. Non posso essere in disaccordo con quella frase dopo il nostro bel bagno caudo, che ho condiviso con gli amici ieri sera!

bagnacauda2

Esistono numerose varianti della ricetta tradizionale della bagna cauda che è molto semplice e composta di soli tre ingredienti: olio, aglio e acciughe.

1/2 cup serves 4 as appetizer or a nice party dip.
1/2 cup butter 3 tablespoons olive oil
1 can anchovy fillets
3 garlic cloves chili flakes (optional)

Puree the anchovies and garlic cloves: or, just chop both really finely to make a paste.

Heat on low: In saucepan on low heat, add all ingredients. Keep the flame on low so that the butter/oil gets totally infused with the anchovy and garlic. Once the butter melts, just let it continue to sit on the low flame for another 5 minutes. Serve warm. If you use a fondue pot – double or triple the recipe. The little candle fondue bowl pictured above was purchased for $5 at Marshalls.

Vegetables & Stuff to Dip Assortment of raw, steamed or roasted vegetables. I used broccoli, french green beans, radishes (all raw). I also had fresh bread and a few sauteed shrimp. Other ideas include: baby carrots, steamed artichoke hearts, red bell pepper slices, asparagus, celery, zucchini, cauliflower, endive.

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Categories : cooking, italian cooking/cucina, italian proverbs/proverbi
Tags : acciuga, bagna cauda

Mamma Giulia ci aspetta!

By Melissa · Comments (0)
Friday, June 1st, 2012

Mamma Giulia è nella cucina e ci sta aspettando. Eccola! Circondata dalla luce del sole d’oro della Puglia pare di essere veramente la regina del suo dominio. Secondo me è una persona molto simpatica e generosa e quest’estate quando andiamo in Puglia, per la settimana di Language Immersion Tour 2012, avremo l’opportunità di conoscerla meglio. Da lei impariamo i segreti per preparare la pasta, i taralli e la salsa di pomodori.

L’estate scorso quando ho portato tutta la famiglia con me in Puglia, loro sono stati sorpresi dai piatti meravigliosi e gli alimentari gli amici ci hanno preparato. Un giorno non passa mai in cui il mio figlio minore non mi chiede perché il cibo in Italia è così meglio di quello che si può trovare qui negli stati uniti! Poveretto. Dopo aver assaggiato la cucina Italiana fatto a casa è stato cambiato per sempre…e per il meglio!

Per quelli che si uniscono con noi alla Masseria Provenzani in Agosto, avranno non solo l’opportunità di migliorare la loro conoscenza della lingua parlando in Italiano ogni giorno con i locali come Mamma Giulia, avranno anche la possibilità di fare, gustare e dilettarsi autentici piatti della cucina italiana!

Qui Mamma Giulia dimostra come si fa i taralli…i biscotti semplici e gustosi di Puglia.

Come una regina corretta della cucina Mamma Giula regna con un bicchiere di vino in una mano e un mattarello nell’altra! Però attenzione! Non si fa arrabbiare la regina o prenderla in giro… o si rischia una battitura sulla testa!

Ma non avete paura di sbagliare la grammatica o di pronunciare male una parola italiana perché Mamma Giula vuole aiutarci non solo nella cucina ma anche con l’apprendimento della linua! Se siete bravi in cucina e parla con lei in Italiano lei vi ricompenserà con un pasto che non dimentichiamo mai.

Allora! Tutti a tavola! Ci sono ancora spazi per voi. Venite con noi! Non perdere l’opportunità di avere questa esperienze di Language Immersion e culinaria. Sarà un piacere per gli occhi, le orecchie, la bocca e la pancia! Mamma Giula, Yle ed io non vediamo l’ora di avervi con noi. Per più dettagli e per vedere l’itinerario e il prezzo del nostro tour August 19-26th in Puglia vicino a Lecce…seguite questo link.

Presto dal forno e pronti per mangiare. Taralli freschi! Per sapere più di Taralli leggete un blog precedente in cui ho scritto più dei Taralli

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Categories : cooking, Italian Language Lessons, language learning, traveling in italy/viaggiare
Tags : 2012 Language Immersion tour in Puglia, how to learn Italian, Italian culture and traditions, Italian customs, Italian language lessons, Italian phrases, learn Italian language, Masseria Provenzani, Taralli, YLTOUR

Amaretto Soffice: Sono al settimo cielo!

By Melissa · Comments (0)
Monday, May 7th, 2012

(Read in English) La prima volta che ho provato un Amaretto Soffice della marca Biscottificio del Sassello, ho pensato che ho toccato il cielo con un dito. Direi in inglese che “I died and went to heaven” ma mi rendo conto che non posso tradurre la frase inglese in un modo simile senza avere un significato più negativo…tipo “sono morta e sono andata in paradiso o sono morta e sepolta!” e visto che voglio dire il contrario devo accontentarmi con le frase: “essere al settimo cielo” o “toccare il cielo con un dito!”.

Per il mio compleanno alla fine di Marzo, gli amici italiani hanno incluso un pacchetto di questi biscotti nella scatola con altri pensieri carini che mi hanno spedito nella posta. Visto che sono a dieta e di solito per merenda mangio le mele invece i dolci, pensavo se mettessi i biscotti lontani dalla mia vista in alto della dispensa della cucina, mi sarei ingannata che in realtà non esistevano. Però l’altro giorno mentre spostavo le scatole di tonno e le piccole sacchetti di pasta a causa di uno scoppio di energia per riorganizzare i ripiani, il proprio sacchetto di Amaretto Soffice mi è caduto da alto e mi ha colpito in testa.

Fino ad allora non ho letto l’etichetta abbastanza bene. Forse se l’avessi letto, avrei strappato aperto il sacchetto con più alacrità, mandando all’aria più presto la dieta! Non avendo mai mangiato un Amaretto Soffice, pensavo di trovare biscotti duri e senza sapori. Dai! Che ci stavo pensando! Questi sono biscotti Italiani e evidentemente non ho letto la parola chiave: “Soffice” sull’etichetta! Al contrario di essere duri come proiettili, Amaretto Soffice sono morbidissimi e spumosi e sanno di mandorle. Ciascun biscotto è confezionato singolarmente e ha una forma tondeggiante, come una piccola calotta, e la superficie screpolata. I biscotti in una parola, sono gustosissimi!

Amaretto Soffice sono biscotti tipici di Liguria. Per quanto riguarda questa marca, “Biscottificio” significa “fabbrica di biscotti” e “Sassello” significa il comune di Sassello nella provincia di Savona vicino a Genoa. Layla Benazzi dal blog “Cavolo Verde“ racconta che: “L’arte dolciaria in Liguria è poco diffusa, a causa delle difficoltà di reperibilità dello zucchero nei secoli precedenti. Tutte le ricette di torte e budini sono storia recente, spesso successive all’ultimo dopoguerra, oppure sono ricette comuni anche ad altre regioni. In origine dolce ‘povero’, perché composto da ingredienti molto semplici, oggi ha raggiunto dei livelli di produzione industriali, e conta molte varianti rispetto alla ricetta base.

Dopo aver fatto le foto dei biscotti sopra, ho mangiato quasi tutto il resto in solo pochi giorni. Che cattiva sono io! Comunque ho cercato su internet un posto per comprarli qui negli stati uniti. Purtroppo ho trovato che sono poco disponibili per coloro abita oltre alle confine d’Italia. Ma per i golosi di Amaretto Soffice, non essere disperati! Ho trovato invece una ricetta per preparare i biscotti a casa. Ecco la ricetta semplice semplice per Amaretto Soffice sul blog di Layla Benazzi:

Amaretti del Sassello:

- 300 gr di zucchero

- 250 gr di mandorle pelate

- 50 gr di armelline (le piccole mandorle che si trovano dentro i noccioli di albicocca)

- 4 albumi

- burro q.b.

Tostate le mandorle in forno per dieci minuti, quindi passatele nel mixer con lo zucchero.

Montate gli albumi a neve, poi incorporateli al composto facendo attenzione a non smontarli.

Versate il tutto in una tasca da pasticcere e distribuite il composto a piccoli mucchietti su una placca imburrata. Cuocete a forno caldo per 20 minuti circa, fino a che non sono dorati.

Per una dimostrazione come si preparano questi dolci ho anche trovato questo bel video!

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Categories : cooking
Tags : Amaretto Soffice, Biscottificio del Sassello

Per i golosi: salame di cioccolato

By Melissa · Comments (5)
Saturday, January 7th, 2012

(To read in English) Le vacanze sono finite e inizio a disfare l’albero e mettere via tutti gli addobbi e le decorazioni natalizie. Ogni anno sembra che le decorazioni moltiplichino e devo trovare un modo creativo per sistemare le cose nelle proprie scatole e spingere ogni cosa nel ripostiglio nel garage. Questo pomeriggio mi sono trovata nel mezzo della disordine cercando di scalare una montana di ghirlande finte, candele, statuine del presepe, calze, renne e angeli che piangevano glitter d’oro su tutto il pavimento. Mentre cercavo di decidere se un pupazzo raffigurato di Babbo Natale potesse essere infilato in una scatola senza rompere le palle rosse di vetro, mio figlio Michael è entrato il soggiorno dove sta ancora l’albero quasi nudo, e mi ha fermato con la sua esclamazione disperata: “Aspetta un bel momento! Ma che è successo al salame di cioccolato quest’anno?” Bella domanda! Negli ultimi anni a Natale abbiamo ricevuto un salame di cioccolato fatta dalla mia amica Roberta, originariamente di Milano che ora abita circa un chilometro e mezzo da me. Lascia fare a Michael, mio figlio più goloso, d’avere notato l’assenza di questo dolce. Alla sua difese Roberta era un po’ impegnata quest’anno, avendo deciso di dipingere l’interno e l’esterno della sua casa proprio a Natale, e quindi non era nello stato mentale di preparare i suoi dolci tradizionali! Visto che Michael sta per ritornare all’università domani, proprio sulla vigilia della sua partenza, ho deciso di preparare il salame di cioccolato!

Preparare un salame di cioccolato non è troppo difficile e non è neanche necessario accendere il forno. Alla basa della ricetta ci sono biscotti (Vanilla Wafers vanno bene anche), mandorle, burro, zucchero, cacao, albume d’uovo ed estratto di vaniglia o mandorle (o un liquore come Frangelico.)

Prima grossolanamente rompere i biscotti (5-6 oz) e tritare grossolanamente le mandorle affettate (3/4 cup) e metterli in una ciotola.

Poi miscelare il burro (1/2 cup a temperatura ambiente) con lo zucchero (1/2cup). Dopo c’è una consistenza liscio, aggiungere il cacao (1/2 cup), l’albume d’uovo (1/4 cup) ed estratto di mandorle (1tbs).

Quando tutto è pronto aggiungere la miscela di burro e cacao con i biscotti e mandorle.

Togliere tutto dalla ciotola sulla carta di cera per formare la salame. Raffreddarlo per 2 ore fino al dente. Rotolare in un po’ di zucchero a velo e tagliare a fette.

Eccoli! Bei salami di cioccolato… Uno per noi e il resto per il mio figlio!

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Categories : cooking, language learning
Tags : come preparare salame di cioccolato, Salame di cioccolato

• cominciamo bene natale

By Melissa · Comments (4)
Wednesday, December 7th, 2011

Panettone sulla mia tavola nella cucina!

Oddio! È già il 7 dicembre! Potrei giurare che proprio ieri è stato il primo giorno del mese. Ogni giorno è vola via più veloce di quello precedente. Da queste parti i segni di natale stanno spuntando ovunque io vada. Nel nord della California non abbiamo basse temperature e neve come in altre parti del mondo, ma ci sono indicatori chiari che la stagione è alle nostre porte. In un baleno, luci scintillanti appaiono in finestre delle case, ghirlande sulle porte e le auto mi sorpassano sulla strada con alberi legati ai loro tetti. Un altro segno che la visita di Babbo Natale sta avvicinando è la musica natalizia che si sente nella pubblicità in televisione, alla radio e in ogni negozio in cui si entra.

Però per me, il vero segno che il periodo natalizio sta arrivando, è quando comincio a vedere le grandi scatole rosse di Panettone accumulati nei supermercati americani. Quando vedo un’esposizione del Panettone sono piena di tante emozioni. Ci sono i sentimenti di felicità e gioia e il desiderio generale per la pace mondiale. Poi ci sono anche i sentimenti schiaccianti di panico, ansia e lo stress di “come-posso-fare-tutto-quello-che-ne-ho-bisogno-prima-di-dicembre-25″. Ma più di tutto sono consumata dalla voglia di comprare una grande panettone e portarlo subito a casa per avere una fetta con il mio espresso del pomeriggio. E no, non è lo stress che mi sta causando di sovraccarico di carboidrati!

Mi piace molto Panettone. Mi piace il colore, il sapore e la sua bella forma a cupola. E quando c’è un Panettone nella mia cucina di nuovo, so che la festa di natale è ancora qui.

Sono contenta di comprare i miei Panettone nel supermercato…ma ecco una ricetta per quelli che sono bravi a prepararne uno a casa!

Leggere in Inglese

Comments (4)
Categories : cooking
Tags : natale, Panettone

• percorsi felici!

By Melissa Muldoon · Comments (5)
Wednesday, November 30th, 2011

Photo courtesy of Ferulaviaggi (cycling in Basilicata) Ilaria Navarra

30 Days of Indie Travel Project Day 30!: Where are you going in 2012? Why is that place great for indie travelers? To read the blog in English click here

30 Giorni di Indie Travel Project Giorno 30 del progetto! Il tema è: “Dove vai in 2012?

Dove andrò nel 2012? Il sogno è sempre tornare in italia. Al momento però, invece di andarci, una piccola parte d’Italia viene da me. Durante l’estate di 2012 accoglierò con gioia un’amica italiana che resterà con me per alcune settimane. Io farò la turista nella mia città di San Francisco e faremo insieme le gite nel mio vicinato, accanto alla baia famosa!

Comunque… se andassi in Italia l’anno prossimo, ci sono tre posti in cui andrei volentieri. Che bella sorpresa! Tutti tre hanno qualcosa a che fare con imparare la lingua!

Photo courtesy of Ylenia Sambati YLTour

Prima, mi piacerebbe tornare in Puglia per fare una visita agli amici a Locorotondo. Poi andrei a Lecce un po’ più sud, dove io troverei la mia amica Ylenia Sambati. Ylenia offre corsi di cucina, wine tours, yoga retreats e escursioni per vedere l’arte in sud Italia. Mi ha contattato l’altro ieri e mi ha detto: “Non sarebbe bello se tu venissi da me per aiutarci con i tour di conversazione Italiano che YLTour offre?” Yle è una bella tentatrice e sono quasi convinta di accettare la sua proposta! Mi ha convinta quando ha detto “stiamo organizando un “language camp”! Tour Italianissimo! Pensate un po’! Imparare la lingua, viaggiare in Puglia…niente è meglio di quello! Per più informazioni, andate a controllare la pagina di FB di Yle.

Photo courtesy of Ferulaviaggi/Ilaria Navarra

Poi sulla mia agenda sarebbe una sosta nella Basilicata per passare un po’ di tempo con la mia amica Ilaria Navarra. Lei da anche i corsi d’Italiano e le gite attraverso Ferulaviaggi. Non sono mai andata nella Basilicata e ho la voglia di scoprire la bellezza di questa regione d’Italia. Penso che sia un modo fantastico per esplorare mentre sto migliorando il mio Italiano. Se vi interessano i corsi di lingua nella Basilicata potete contattare Ilaria per più dettagli.

Finora mi piace molto questo programma di viaggio. Però la mia vacanza non sarebbe perfetto almeno che vado all’ultimo in Toscana, per visitare gli amici Daniela, Eva e Angelo a Lucca Italian School. Mi piace molto la passione e la creatività di questi insegnanti. Li ho scoperti attraverso il loro blog Parlo Italian! La loro passione per Lucca e la sua storia è molto impressionante. Ecco un guest blog loro hanno scritto per me. Se volete studiare in Toscana, Lucca School sarebbe la mia scelta!

Allora! caspita! Penso di aver fatto il mio itinerario per 2012! Nel frattempo, ogni giorno ho intenzione di andare in Italia dalla mia poltrona attraverso internet e skype. Chissà…forse ci incontriamo in Puglia, la Basilicata o in Toscana l’estate prossima.

Cooking in Lecce!

È stato un piacere partecipare al progetto di Bootsn’all 30 Days of Indie Travel Project. Grazie per l’opportunità di essere una parte della vostra communità! Buon viaggi tutti!

Digital Diary of Basilicata – Video fantastico della Basiclicata

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Categories : cooking, language learning, speaking italian/parlare, traveling in italy/viaggiare
Tags : 30 Days of Indie Travel Project Day 30

• in cui io divento loquace dei meriti di Vin Santo

By Melissa Muldoon · Comments (3)
Sunday, July 10th, 2011

La prossima volta qualcuno vi offre un bicchiere di Vin Santo dovreste accettarlo volentieri! Difficilissimo trovare Vin Santo negli Stati Uniti, ma facilissimo trovarlo in Toscana. Lo so perché in ogni ristorante Italiano che io frequento negli Stati Uniti chiedo sempre ai camerieri se loro hanno Vin Santo nelle loro cantine. Purtroppo ricevo sempre la solita risposta. No Signora. Mi dispiace non c’è l’ho. Poi mi spiegano che la ragione per cui non ce l’hanno ha qualcosa da fare con le regole di importazione e esportazione … bla bla bla bla. Le ragioni non sono importanti per me, solo che non è disponibile qui. Però in Toscana è possibile trovare Vin Santo, un vino oro in colore e dolce in sapore, in ogni locale ed è servito con in cantucci, un altro nome per i biscotti croccante che si mettono dentro il liquore prima di mangiarli. Secondo me, non c’è un dolce migliore dopo cena. Sì, certo potreste mangiare un bel tiramasù o una fetta di torta di cioccolato, o una panna cotta con una salsa di lamponi…ma la simplicità di un bicchiere di Vin Santo con i cantucci e davvero bello e lo scelgo sopra tutte le altre scelte ogni volta!

Vin Santo è fatto dalle uve da Malvasia o Trebbiano che sono raccolte come tutte le altre uve in Settembre o Ottobre. Tradizionalmente le uve sono lasciate di seccare e poi sono messe in barili o caratelli di castagna. Madre, un vino viscoso fatto l’anno precedente, e aggiunto per agevolare il processo di fermentazione. Vin Santo rimane dentro i barili tra due e sette anni. Poi tipicamente ogni anno verso la Pasqua il vino e imbottigliato. Ok, mi fermo qui. Questo è il più tecnico che posso essere sul soggetto di come si fa il vino. Potete ascoltare Ferdinando Guicciardini che ci racconta del ruolo del Vin Santo nella sua famiglia e come loro fanno il loro vino nel YouTube video sotto.

Quando io vedo un bicchiere di Vin Santo mi fa pensare delle cene romantiche passate nella compagnia di mio marito. La memoria più recente è di quando abbiamo passato il nostro anniversario a San Quirico in Val d’Orcia il settembre scorso. Abbiamo cenato nel giardino del Palazzo del Capitano. C’erano i suoni musicali dei nostri vicini da tavoli premurosi che parlavano Italiano in tono dolce melodioso e il leggero tintinnio delle posate sui piatti…e poi c’erano gli urli esuberanti dall’altra parte della strada da un contrade che ha vinto una gara di tiro con l’arco e che stava festeggiando in un bar. L’aria era un po’ umida e infatti più tardi durante la notte c’era un temporale grande con toni e fulmini che hanno illuminato il cielo notturno. Quella serata c’era anche il suono dei campanelli che hanno rintoccato ogni quindici minuti durante la cena. E poi c’era la sensazione calda e accogliente che avevo dopo avere assaggiato il primo sorso del Vin Santo dopo il pasto che ha consistito dei fiori delle zucche frittate e la pasta fatta in casa che si chiama pici i grossi spaghetti tradizionali della zona, conditi con ragù. Penso che sia davvero bello che solo un bicchiere di Vin Santo può farmi ricordare, così vividamente, di questo momento intimo e del questo posto incantevole. È anche la ragione per cui io continuo a cercare Vin Santo qui a casa, perché mi fa sognare di Italia!

Comments (3)
Categories : cooking, italian cooking/cucina, language learning
Tags : cantucci, San Quirico, Val d'Orcia, vin santo

• un problema spinoso (o come ho imparato a preparare un carciofo)

By Melissa Muldoon · Comments (9)
Monday, May 23rd, 2011

Il weekend scorso ho fatto una pausa e sono andata con mio marito in Sonoma Valley per assistere ad una conferenza di lavoro. Ho cercato di staccare la spina, ma ho invece incontrato un problema spinoso!

Sabato sera dopo la conferenza c’era una cena speciale per tutti i partecipanti. Siamo entrati nel ristorante, però invece di sederci ad una tavola con tanti piatti già preparati, il proprietario e master cuoco, a ciascuno di noi ha dato un grembiule e ci ha ordinato di lavarci le mani. Subito ci siamo resi conto che questa non sarebbe stata una serata di godere la cucina di qualcun altro, ma una serata per imparare a preparare un pasto gourmet noi stessi! Dopo che ci siamo abituati a questo stato di cose ci siamo rimboccati le maniche e siamo andati diritto al lavoro.

Durante la serata ho imparato tante cose come preparare una torta di cioccolato con un liquore di espresso fatto a casa e il modo migliorare per cucinare i funghi in una padella con aglio e vino. Ho anche imparato come sgusciare un’ostrica. Però la cosa più utile che ho imparato è stato come pulire e tagliare un carciofo con le spine. Confesso di avere un po’ di paura dei carciofi e di solito faccio un bel pasticcio quando cerco di prepararli. Tra le spine pungenti, le foglie dure e la peluria nel centro non sono mai sicura di aver preparato il carciofo nel modo corretto. Ero molto felice che qualcuno finalmente avrebbe potuto spiegarmi come affrontare questo problema spinoso.

Volevo condividere il modo giusto per tagliare un carciofo, quindi ho trovato una bella spiegazione e un video in Italiano per dimostrare il procedimento. Potete leggere passo a passo il metodo al blog di Giallo Zafferano:

Pulire i carciofi, al contrario di quello che si può pensare, è una preparazione piuttosto semplice anche se richiede un po’ di tempo e pazienza. Di seguito vediamo come si puliscono i carciofi con le spine, ideali per essere preparati fritti, trifolati o, più semplicemente, bolliti e serviti con una vinaigrette.

Ci sono tante ricette dei carciofi. Per esempio, questo piatto: Carciofi alla romana.

In passato ho preparato il sformato di carciofi, una ricetta di Letizia di Madonna del Piatto. Qui potete vedere uno sformato che ho fatto usando la sua ricetta. Ora che so meglio come tagliare e preparare un carciofo voglio riprovare la ricetta di Letizia. Penso che i risultati saranno meglio che mai! Buona fortuna tagliando i vostri carciofi…e per carità state attenti alle dita!

Comments (9)
Categories : cooking, language learning
Tags : carciofo, Pulire e tagliere i carciofi con le spine
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